I sentieri di Psiche

L’AMORE FRATERNO: RISORSA di VITA

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“Beato il servo che tanto è disposto ad amare il suo fratello quando è infermo, e perciò non può ricambiargli il servizio, quanto l’ama quando è sano, e può ricambiarglielo.

Beato il servo che tanto amerebbe e temerebbe un suo fratello quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui, e non direbbe dietro le sue spalle niente che con carità non possa dire in sua presenza.”

(San Francesco d’Assisi)

cms_13175/DSC_2838.jpgCaro Lettore, ci ritroviamo su I sentieri di Psiche…E’ l’alba, camminiamo e, guardando il cielo, camminiamo e vediamo la luna che sta per ritirarsi e il sole che timidamente sta sorgendo; il cielo ha un colore particolare. E’ un po’ come se immaginassimo un breve dialogo empatico tra luna e sole: la prima infatti si preoccupa che suo fratello sole sia troppo timido per sorgere, quest’ultimo è allo stesso modo in apprensione perché vede che sua sorella luna è stanca e ha bisogno di riposare; entrambi però hanno una certezza: il cielo sul quale si muovono è uno spazio che entrambi possono abitare a condizione che ognuno abbia il rispetto dell’altra.

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Ecco, è proprio questo che accade nei percorsi di psicoterapia in cui ho convocato le figure dei fratelli e delle sorelle: un luogo in cui potersi confrontare e guardare negli occhi senza alcun filtro né rischio di essere strumentalizzati dai propri genitori; ebbene sì, spesso succede che, in particolare nei casi di separazioni o conflitti intrafamiliari, i genitori attuano delle vere e proprie alleanze trans generazionali che causano la divisione tra fratelli e/o sorelle. Camminando lungo i nostri sentieri, spesso abbiamo preso la mitologia per descrivere le dinamiche relazionali, questa volta ho voluto invece prendere in prestito al mondo delle fiabe alcuni esempi di fratelli e sorelle: la favola di Hansel e Gretel rappresenta quell’alleanza che caratterizza un rapporto sano di fratellanza; i due bambini infatti, per sfuggire alla malvagità della loro matrigna, riusciranno ad escogitare insieme strategie per fare ritorno alla casa paterna. Anna ed Elsa di Frozen rappresentano il rapporto conflittuale e in particolare pone l’attenzione sul fatto che Elsa avesse quella che potremmo definire una disabilità e cioè il trasformare in ghiaccio qualsiasi cosa toccasse, motivo per cui viene cresciuta lontano da sua sorella; col tempo però si ritroveranno più unite che mai. In ultimo, le sorellastre di Cenerentola, emblema delle difficoltà relazionali che scaturiscono spesso dalle situazioni di famiglie ricostituite, in particolare per la conquista del padre da parte delle ragazze e quella della madre da parte dei ragazzi. L’utilizzo delle favole ci porta inevitabilmente in una dimensione infantile così come quando in terapia c’è la fratria, è inevitabile che si crei un’atmosfera in cui protagonisti sono i ricordi; in particolare i figli maggiori hanno la possibilità di raccontarsi e spiegare ai fratelli minori i sacrifici fatti e di come abbiano spianato la strada sulle regole per esempio. E’ un po’ come quando chi ha fatto le rivoluzioni racconta e descrive tutto quello che ha dovuto attraversare che ottenere ciò che è il presente; la dimensione, la relazione tra fratelli, quindi, riporta a tutto quel che riguarda la nostra storia ovvero il presente vissuto grazie al passato.

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Essere fratelli non vuol dire necessariamente esserlo per vincolo di sangue ma può riguardare una relazione tra due persone che si scoprono nelle loro somiglianze: è la concezione di San Francesco d’Assisi il quale lascia la propria famiglia per abbracciare un credo che lo porterà a chiamare fratello e sorella anche il sole e la luna così come qualsiasi essere figlio della natura.

La relazione tra fratelli è caratterizzata dalla condivisione della medesima storia familiare ma allo stesso tempo dalla diversità nel modo di viverla: il setting terapeutico infatti diviene un’opportunità in cui le diverse esperienze si incontrano, scontrano e confrontano. Succede spesso che i fratelli o le sorelle vivano delle fasi differenti dei loro genitori ed è per questo che uno di loro prima o poi arriva all’attenzione del clinico in quanto paziente designato, portatore del sintomo di una disfunzione familiare.

Freud sosteneva che: “I sentimenti ostili tra fratelli e sorelle devono essere molto più frequenti nell’infanzia di quanto possa osservare l’occhio cieco dell’adulto”: ciò vuol dire che il conflitto nella fratria è un elemento sano durante gli anni dell’infanzia ma diventa cosa malsana se accade nella vita adulta poiché esprime quella che in psicoterapia viene detta la triangolazione da parte dei genitori verso uno dei figli: le coalizioni trans generazionali – come detto prima – prima o poi portano alla formazione di sintomi e difficoltà relazionali.

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Lo spazio psicoterapeutico, dunque, si fa occasione per ristrutturare la relazione fraterna cogliendone la forza intrinseca; nell’ultimo periodo mi è capitato di svolgere dei colloqui molto intensi e profondi emotivamente con coppie di fratello e sorella e tra due sorelle: sono stati incontri in cui è stato difficile per me trattenere le lacrime. Non concordo con coloro che sostengono che lo psicologo debba mantenere sempre un distacco, penso invece che la condivisione empatica sul piano emotivo sia fondamentale nel processo di cura e ascolto; facevo notare a due sorelle che nonostante la loro conflittualità persista, ora sono alleate e si sostengono vicendevolmente, così come facevo notare ad un’altra coppia di fratello e sorella che durante il colloquio avevano estrema difficoltà a guardarsi: la risposta è stata: “non siamo abituati a guardarci negli occhi, siamo fratello e sorella”. Ho spiegato loro che l’imbarazzo nel guardarsi nasce dall’essere parte entrambi di una famiglia numerosa in cui si sono dispersi i confini, i ruoli gerarchici e quindi la capacità di costruire e mantenere sane alleanze.

Insegniamo ai nostri ragazzi ad essere solidali e fratelli di coloro che ritengono meritevoli perché se c’è un amore che non potrà mai finire, questo è proprio quello fraterno, che sia di sangue o di cuore.

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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