I rapporti sessuali in adolescenza

Una transizione verso l’adultità

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Il comportamento sessuale si differenzia da molti altri comportamenti qui trattati perché non può essere connotato unicamente in termini di rischio.

La capacità di instaurare rapporti di coppia in grado di coniugare affettività e sessualità, e di coinvolgersi in rapporti sessuali paritari dove l’individualità di ciascuno non subisca alcuna coercizione, né fisica, né psicologica, ma sia rispettata e liberamente espressa, viene riconosciuta, nella contemporanea società occidentale, come una delle caratteristiche dell’individuo adulto (Brooks-Gunn, Paikoff, 1997).
Imparare ad impegnarsi in una relazione affettiva con un partner di sesso diverso e a confrontarsi con la capacità sessuale adulta può essere considerato dunque uno dei compiti di sviluppo fondamentali dell’adolescenza (Coleman, Roker, 1998), anche se la ridefinizione di sé come essere sessuato impegna di fatto tutta la vita (Buzwell, Rosenthal, 1996). Acquisire la capacità di vivere serenamente la propria sessualità rappresenta una sfida complessa, in particolare per gli adolescenti che non hanno ancora acquisito le competenze sociali, emotive, cognitive necessarie per realizzare un’esperienza sessuale in grado di promuovere lo sviluppo dell’identità e l’acquisizione di una maggiore autonomia affettiva dal nucleo familiare di origine.

Come afferma Annia Birraux (1999), tale fase d’età può considerarsi come una sorta di adattamento alla pubertà, in cui avviene un’elaborazione dovuta all’irruzione della sessualità e alle sollecitazioni e perturbazioni che comporta sia individualmente che nel sistema sociale. La conquista della sessualità adolescenziale diviene, così, una tappa fondamentale nella definizione dell’identità del singolo e delle sue modalità relazionali.

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Per poter vivere un’esperienza sessuale positiva, Bonino, Cattelino, Ciairano (2007, p. 206), sostengono che:
è necessario […] saper riconoscere e opporsi ai tentativi di manipolazione, saper controllare i propri impulsi e le proprie emozioni integrandoli in una relazione affettiva rispettosa delle esigenze del partner, saper usare strategie di negoziazione interpersonale in un contesto emotivamente carico, saper comprendere e valutare le conseguenze del proprio comportamento sul piano relazionale e riproduttivo, essere in grado di procurarsi ed utilizzare un metodo contraccettivo efficace, ed infine, saper accettare le nuove sensazioni genitali e saper godere dell’esperienza sessuale”.

Sono quindi molte le competenze cognitive, affettive e sociali insieme, che possono contribuire a connotare in modo positivo oppure negativo la transizione alla sessualità. Esse vengono costruite nel percorso di sviluppo di ciascun adolescente dall’intreccio tra caratteristiche individuali, ad esempio il livello di maturazione sessuale e cognitiva, ed opportunità ambientali, quali il supporto percepito dai pari e dagli adulti significativi e la scolarizzazione che può mediare l’acquisizione di capacità cognitive superiori.
L’identità appare, pertanto, è una sorta di figura, una narrazione biografica, più o meno coerente con diversi capitoli, punti di svolta e nuove possibilità che emerge da uno sfondo di interazioni, emozioni, narrazioni alternative e dunque di infinite identità possibili. L’adolescente, pertanto, si trova di fronte ad un compito molto complesso: non solo da un lato è chiamato ad accettare le nuove sensazioni genitali e a saper godere dell’esperienza sessuale, ma si trova anche a dover imparare a controllare i propri impulsi, ad integrarli in una relazione affettiva rispettosa delle esigenze del partner, e a valutare le conseguenze del proprio comportamento sia sul piano relazionale che riproduttivo (Bonino, 2005).

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Quando alcune competenze vengono a mancare, e ad un’età più precoce è più probabile che esse siano carenti, la sessualità può essere realizzata in condizioni situazionali o relazionali scadenti e può connettersi a diversi tipi di rischio (Mitchell, Wellings, 1998). In generale, si tratta di rischi piuttosto gravi per il presente e per il futuro stato di benessere dell’individuo e che possono presentarsi intrecciati tra loro, quali: il rischio fisico, connesso alle malattie a trasmissione sessuale ed alle gravidanze precoci; il rischio psicosociale, costituito dalle maggiori difficoltà di una madre adolescente ad allevare un bambino e dalla riduzione delle opportunità di sviluppo e realizzazione personale a medio e lungo termine che derivano dall’abbandono scolastico, spesso conseguente alla gravidanza; infine il rischio psicologico connesso a relazioni non paritarie, dipendenti o violente.

Le conoscenze scientifiche disponibili su questi temi sono state oggetto di notevole sviluppo soprattutto negli ultimi anni, in cui, oltre all’incidenza e alla prevalenza del fenomeno, sono stati valutati anche i fattori di rischio e di protezione. Tuttavia tali conoscenze sono spesso frammentarie, in quanto il rischio fisico è stato per lo più considerato separatamente da quello psicologico e sociale.

Leonardo Bianchi

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