I nuovi rischi per la democrazia

Li svela il rapporto dell’SGI sulle performance democratiche dei paesi Ocse e Ue

I_nuovi_rischi_per_la_democrazia.jpg

La fondazione Bertelsmann anche quest’anno ci offre il suo rapporto, pubblicato in anteprima dall’Avvenire, sulla condizione della democrazia nei paesi Ocse e Ue, frutto di un’indagine comparativa mirata ad identificare e promuovere i successi di politiche efficaci, orientate verso lo sviluppo sostenibile. Come esplicitato dal team dell’ SGI, (Sustainable Governance Indicators), la mission è di fatti quella di invitare i diversi governi ad adattare le rispettive politiche alle nuove sfide che il nostro mondo globalizzato ci presenta, dallo spostamento del potere economico, alle disuguaglianze sociali, dall’invecchiamento della società alla riduzione delle risorse; sfide che esercitano una pressione consistente su ogni singolo paese. L’ammontare dei debiti impone oneri ingiusti alle generazioni future, la mancanza di pari opportunità nel mercato del lavoro, nell’ambito dell’istruzione e della sanità mettono a rischio la futura redditività di intere società, e la maggior parte dei paesi non riescono a dare priorità all’utilizzo efficiente delle risorse naturali per la sostenibilità a lungo termine.

cms_10514/2.jpg

L’SGI opera nell’ottica di un mutuo apprendimento tra gli stati, proponendo diversi modelli di governance identificati come punti di riferimento, e allo stesso tempo aspira a creare tra i cittadini, informazione e soprattutto, una sensibilità che non può che scaturire dal maturare di una coscienza su tali sfide alle quali far fronte, che spinga i consociati stessi a richiedere a ciascun governo di riferimento misure di sostenibilità a lungo termine. Secondo quanto risulta dalle stime che tengono conto di indicatori quali: policy performance, democracy e governance, sarebbero pochi i paesi nei quali vige un sistema democratico tanto consolidato da poter sviluppare politiche di sostenibilità proiettate verso il futuro; anzi la situazione sarebbe più preoccupante del previsto, perché in particolare, su 41 Paesi Ocse, in ben 26 si registra un peggioramento dell’indice riferito alla qualità della democrazia rispetto al rapporto di quatro anni fa, di cui 19 in modo significativo. Da quanto descritto dal grafico solo 12 sarebbero i paesi in tendenza positiva, tra cui l’Italia che rispetto al precendente rapporto guadagna 8 posti, anche se è necessario considerare che il periodo di riferimento della suddetta analisi va da novembre 2016 a novembre 2017.

cms_10514/3.jpg

Ma a preoccupare sono gli sviluppi negativi: l’Ungheria (40° posto), la Polonia (37° posto,con un crollo di 29 posti rispetto al 2014), il Messico (39°), la Turchia (41°) e, crollano clamorosamente anche coloro i quali si sono sempre considerati i padri della democrazia liberale occidentale, gli Stati Uniti, in calo di 9 punti dal 2014, che si assestano al 18° posto. Naturalmente per i risultati ottenuti da Ungheria e Turchia è evidente che parlare di democrazia consolidata sia ormai utopico viste le politiche restrittive e nazionaliste del premier Viktor Orbán e del presidente Recep Tayyip Erdogan; e sulla stessa strada ritroviamo la Polonia governata dagli ultra-nazionalisti. Il motivo di questi risultati sarebbe una progressiva polarizzazione dei partiti politici in Europa, che lasciano fuori dalla propria area di consenso vaste fasce di popolazione non conformi ai programmi proposti. Altro fattore profondamente turbante è il fatto che al lento deterioramento della democrazia non corrisponda la perdita della fiducia da parte del popolo nei confronti del governo, al contrario: in Paesi come Polonia, Ungheria, Turchia, si registra un aumento della fiducia nei rispettivi governi. Nonostante si tratti di una contraddizione che l’investitura del potere decisionale di rappresentanti del popolo, espressione che più affine non potrebbe esistere di un sistema democratico, porti al potere forze di tendenza antidemocratica, è da prendere atto di questa situazione che potrebbe essere il risultato da una parte del facile successo dei populismi e dall’altra della deresponsabilizzazione e della disaffezione degli individui nei confronti della sfera politica.

Federica Scippa

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App