I SENTIERI DI PSICHE

TERAPIA DI COPPIA: “PER ARTE DI LEVARE…”

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“L’amore coterapeutico è una dimensione evolutiva, nel senso che è donazione e completamento dell’altro nella creazione di un rapporto che sia basato sulle condivisioni di vulnerabilità, sulla crescita dell’intimità e sul dialogo.

Come l’amore romantico è destinato a scemare o a scomparire, l’amore coterapeutico può invece crescere nel tempo, aumentando quella dimensione di reciproco caregiving”

(Alfredo Canevaro, 1990 / 1992)

cms_14119/0.jpgCaro Lettore,

ci ritroviamo su I sentieri di Psiche e camminando lungo il nostro percorso ci sediamo sul verde prato per ascoltare una lezione di vita, una lezione su l’amore, il motore della nostra esistenza…

Questa settimana vorrei omaggiare i miei Lettori e la Rivista del racconto di una lectio magistralis ascoltata due giorni fa a Bari del Prof. Alfredo Canevaro, argentino, massimo esperto a livello internazionale della psicoterapia familiare e di coppia. Canevaro compie una personale formazione psicoanalitica, fino a che inizia a vedere che le tecniche tradizionali analitiche non sono sufficienti a trattare i sintomi della psicosi. Durante la sua lezione magistrale racconta di quando arrivò alla sua clinica un paziente affetto da sindrome bipolare in fase maniacale; era logorroico, non smetteva mai di parlare e di riferire pensieri dal contenuto delirante; era giunto alla visita medica accompagnato dalla sorella. Canevaro intuì che poteva essere strategico lavorare con le emozioni e i sentimenti, così prese la mano del paziente e la mise nella mano della sorella e come per magia il paziente smise di parlare e si tranquilllizzò. Il professore ci spiega quindi la sua decisione di iniziare a lavorare appunto con i sentimenti e con le emozioni, nella assoluta convinzione che ogni sintomo o sindrome psicotica nasconde in realtà una grave carenza o disfunzione nella famiglia di origine.

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Dopo una breve introduzione sulla terapia familiare, Canevaro inizia la sua lectio sull’amore; eravamo tutti psicologi in platea ma in realtà le nostre erano mentite spoglie che nascondevano individui che volevano scoprire qualcosa di più dell’amore, questo mistero infinito del quale nessuno è riuscito a dare una definizione; certamente però posso affermare che Canevaro è colui che maggiormente si è avvicinato di più alla descrizione del sentimento più complesso che anima l’essere umano. Innanzitutto il titolo della relazione prende spunto dalla definizione che Michelangelo da della scultura: è l’arte del levare, del togliere; l’artista sostiene che per fare le sue sculture non doveva far altro che “togliere il superfluo” ed è proprio quello che Alfredo canevaro ritiene di fare in terapia di coppia. L’amore romantico è la prima fase per una coppia, caratterizzata dall’innamoramento, gli innamorati – dice Canevaro – sono come i personaggi ritratti da Chagal e cioè camminano sopra la terra; l’innamoramento travolge l’individuo sia a livello psicologico che biologico, i francesi lo chiamavano “delirio monotematico” proprio perché quando siamo innamorati svolgiamo regolarmente le nostre attività ma il nostro pensiero è sempre lì, al nostro amato e senza di lui tutto sembra brutto e angosciante, poi arriva uno squillo, un messaggio e torna il sole!

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La fase dell’amore romantico è l’unica in cui il valore del testosterone nell’uomo e nella donna si equiparano, come scoperto da uno studio della Mazzariti ed è quindi caratterizzato dall’idealizzazione del partner e da una fusionalità indiscriminata: “insieme supereremo ogni ostacolo” pensano gli innamorati.

Questa fase, però è destinata a terminare ed è proprio questo che tante volte determina le separazioni coniugali: essersi sposati presi dall’amore romantico comporta l’inevitabile fine del matrimonio poiché ciò che assicura il perdurare delle relazioni amorose è l’amore coterapeutico, caratterizzato dalla visione autentica del partner e soprattutto dall’aver scelto il partner senza implicazioni influenzate dalle disfunzioni derivanti dalla propria famiglia di origine. “La coppia – dice Canevaro – non è fatta per sopperire le carenze della propria famiglia”; il lavoro che viene fatto in terapia di coppia è proprio quello di togliere il superfluo e cioè aiutare entrambi i partner a risolvere i loro nodi con la famiglia di origine e capire subito se c’è ancora amore. Continua Canevaro: “Se l’amore c’è si vede subito appena tolto il superfluo, ma se l’amore non c’è e allora è meglio separarsi perché i morti puzzano”. Un’espressione molto forte per un uomo che trasmette grandissima competenza e straordinario potere magnetico riconosciuto in tutto il mondo.

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E poi ancora il racconto del topolino nella gabbia che il terapeuta argentino espone alle coppie in prima seduta: in una gabbia chiusa senza via di uscita c’è un topolino che a furia di provare a uscire, dopo un lungo periodo, resta tutto senza peli e deperito; in un’altra gabbia ci sono due topolini che presi dal relazionarsi uno con l’altro alla fine non danno più importanza al non poter uscire dalla gabbia e le loro condizioni sono certamente migliori del topolino che vive in solitudine. Questo è utile per spiegare come è importante che l’essere umano condivida la sua vita con la persona amata perché questo lo difende in tutti i sensi.

Infine, Canevaro ci espone alcune tecniche che esprimono l’importanza del riuscire a dirsi tutto, principalmente le cose negative e capire quanto quelle negatività che vediamo del partner in realtà siano proiezioni di modelli trigenerazionali della propria famiglia di origine e la necessità di toccarsi, accarezzarsi, memorizzare la sagoma del corpo e del volto di chi amiamo perché questo permette di dare voce alle emozioni che non mentono mai, al contrario del linguaggio che è fatto per mistificare.

Ho avuto una grande opportunità umana oltre che formativa di poter ascoltare Alfredo Canevaro; è necessario trasferire e tramandare modelli adeguati di gestione delle emozioni e delle relazioni, in particolare quelle affettive per non commettere errori o farne il meno possibile perché ne va della nostra vita e tante volte del benessere dei nostri figli.

Insegniamo ai nostri ragazzi a costruire relazioni amorose sane che cioè rappresentino la scelta dell’altro in base a quel delicato processo per cui “ti accompagno all’incontro con te stesso”.

Alla prossima settimana

Teresa Fiora Fornaciari

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