I MISTERI DI ANASTASIYA

La fidanzata di Luca Sacchi non ha detto tutta la verità

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A primo impatto, la morte del giovane personal trainer Luca Sacchi sembrava un tragico evento casuale dovuto alla malavita romana. Purtroppo, alcune dinamiche spiegate dalla sua ragazza non hanno convinto del tutto gli inquirenti, che fanno sorgere numerosi interrogativi sull’accaduto. Da quanto emerge dalle prime ricostruzioni, pare che l’omicidio di Luca sia stato già deciso a tavolino. Tutto questo, si va ad innestare nella complicità della ragazza in una compravendita di droga. Lo stesso gip Corrado Cappiello, riporta una testimonianza fondamentale del teste Cristian Firmino Macchia, che con grande lucidità dichiara: "Ero vicino al John Cabot Pub e noto subito una persona vicino ad una Smart bianca, che si incamminava verso via Bartoloni con un braccio teso lungo il corpo".

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Una chiave di lettura importante, che va a smentire la tesi sostenuta da Anastasiya. Infatti, lei sostiene che uno dei due aggressori ha tentato di strappargli lo zaino, è per questo che Luca è morto con un colpo secco alla testa. Oltre alla dinamica poco chiara, emerge anche la questione della droga, nella quale la stessa si dichiara estranea. In questo caso, i tabulati telefonici chiariscono il tutto inchiodando la ragazza di Sacchi. Ed è proprio dalla indaghi, che si evidenza la sua trattativa con i due pusher di San Basilio, dove ella stessa lascia lo zainetto con due mazzette da 20 e 50 euro, in tutto l’ammontare dell’accordo si aggirava intorno ad una cifra poco superiore ai 2mila euro. Una storia che non smette di sorprenderci, ad ogni modo la posizione di Anastasiya è tutta da chiarire per arrivare finalmente alla verità sull’omicidio del giovane Luca.

Giuseppe Capano

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