I MEDICI DI LEGA PRO IN RIVOLTA

LETTERA DI PROTESTA ALLA FIGC DOPO LE DECISIONI DEL CONSIGLIO FEDERALE

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A due giorni di distanza dal Consiglio Federale non si placano le polemiche della Lega Pro. Ma questa volta a scendere in campo, dopo il Presidente Francesco Ghirelli, sono i medici della Serie C che hanno voluto mostrare il loro dissenso - in merito alle decisioni di ripartenza del calcio professionistico - attraverso una lettera di protesta dell’Associazione Medici del Calcio, ‘Lamica’, del Presidente Enrico Castellacci: "Non è possibile la ripresa della serie C con questo protocollo. I medici della serie C – secondo un’indiscrezione dell’Ansa – starebbero pensando a possibili iniziative clamorose".

Così, mentre la Serie A e Serie B si stanno attivando per la fase della ripartenza, la Lega Pro sta cercando di capire cosa fare. Per il momento ha dovuto prendere atto di una decisione che è l’esatto opposto di quanto espresso nell’ultima Assemblea.

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Di qui i toni polemici del Presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, che dopo l’ultima Assemblea di Lega aveva già maturato l’idea di chiudere definitivamente la stagione in corso, proprio per la difficoltà di applicazione del protocollo sanitario da parte della stragrande maggioranza delle società di calcio. Cosa fare, dunque, ora?

Intanto bisognerà aspettare il 28 maggio, il giorno in cui si incontreranno i vertici della Figc, della Lega di A e di tutte le altre componenti di Federazione e Lega con il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, per decidere ‘se’ e ‘quando’ ripartire. Dopo di che bisognerà capire quale strada percorrere fra quelle indicate dal Consiglio Federale. Ma al momento è ancora tutto da stabilire.

Escludendo la possibilità di tornare in campo per terminare la stagione regolare, rimarrebbero le altre due ipotesi: il nuovo format con brevi fasi di playoff e playout ed eventualmente, in caso di stop definitivo, resterebbe la possibilità di determinare la classifica a tavolino applicando oggettivi coefficienti correttivi che tengano conto dell’organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate.

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A tal proposito - si legge su Mediagol - è interessante quanto ha dichiarato l’avvocato Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo a ‘Il Giornale di Sicilia’: “Servono dei principi per far sì che vengano rispettate le classifiche, ma questa è un’indicazione che dà anche la Uefa. Ma vanno considerate, ovviamente, anche le situazioni in cui si è disputato un numero diverso di partite”.

In effetti, soprattutto quest’ultimo aspetto è da tenere in seria considerazione visto il diverso numero di gare disputate dalle dirette concorrenti in lotta per le promozioni e retrocessioni dei tre gironi di Serie C. Cosa ampiamente sottovalutata dall’Assemblea di Lega Pro e dal suo Presidente quando fu decisa la promozione per media punti del Carpi - che ha giocato ben 4 partite in meno del Bari, per esempio.

Tornando al discorso play-off, tuttavia, bisognerà vedere concretamente quante squadre avranno la possibilità di partecipare in virtù del nuovo protocollo di garanzia e solo dopo, in base al numero, decidere il da farsi. Ma almeno ci si gioca la promozione sul campo. Nel caso, invece, si dovesse procedere con il sistema del coefficiente correttivo - che è ancora da stabilire – tutto potrà accadere, ma senza giocare. Al momento non si può escludere nessuna di queste due ipotesi. Ovviamente la Lega Pro si riunirà nei prossimi giorni per stabilire un piano d’azione. Insomma, siamo appena all’inizio di questo percorso

(Foto da figc.it, legapro.com e pianetaserieb.it – si ringrazia)

Rino Lorusso

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