I MARTIRI DI IERI E DI OGGI

Il Santo Padre ricorda la festività di Santo Stefano

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In una Piazza San Pietro colma di fedeli, Papa Francesco evidenzia la centralità della festa liturgica di Santo Stefano Protomartire. Le parole del pontefice seguono ormai un filo conduttore che esalta il sacrificio nobile di tanti cristiani di ieri e di oggi. Lui stesso, dichiara con voce giubilante, il nobile insegnamento di Stefano: “La sua testimonianza è fonte di ispirazione per il rinnovamento delle nostre comunità cristiane. Infatti esse sono chiamate a diventare sempre più missionarie”. Come ben sappiamo, il tema della missionarietà è di vitale importanza per il magistero profuso da Francesco, che sin dagli albori del suo ministero pastorale ha rimarcato l’essenzialità di una nuova chiesa pronta ad uscire per annunciare “la gioia del Vangelo”. Il sogno del papa, è quello di una chiesa povera per i poveri, volta verso una maggiore trasparenza su tutti i versanti. Infatti, ha suscitato grande clamore la sua decisione di togliere il segreto pontificio sulla questione pedofilia.

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Tornando alla celebrazione del Santo Martire, lui stesso fa emergere l’importanza di Maria come donna silenziosa ma allo stesso tempo missionaria nell’annuncio della buona novella affermando: “Maria ci aiuti a vivere questo tempo del Natale fissando lo sguardo su Gesù, per diventare ogni giorno più simili a Lui”. Ed è proprio da questa somiglianza a Dio che si interseca l’essenza del vero cristianesimo, dove ogni uomo è chiamato nel proprio piccolo a vivere in santità nonostante i grandi limiti. In una società globalizzata, volta il più delle volte ad un aspetto meramente consumistico, la figura di Stefano ci invita ad un’attenta riflessione sul nostro stile di vita e sul nostro essere cristiani, che il più delle volte si configura nelle dimensioni della ricchezza e del potere. Anche su queste tematiche il pontefice ha ribadito il suo messaggio: “La gloria del cielo quella che dura per tutta la vita e anche per la vita eterna, non è fatta di ricchezze e potere, ma di amore e donazione di sé”. Tutto questo, ci esorta verso “l’essere cristiani”, ricordandoci di essere creature ad immagine e somiglianza del Creatore perché prima di essere credenti dobbiamo sforzarci di essere credibili.

Giuseppe Capano

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