I GIOVANI SI FANNO PORTAVOCE DELL’EMERGENZA CLIMA

Nasce un gruppo dedito a diffondere dati e notizie

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Alla Conferenza sul clima di Madrid sono diverse le tematiche trattate. Le isole del Pacifico assediate dalle acque, l’Asia asfissiata dallo smog, l’Africa flagellata da siccità e alluvioni, l’Europa e l’America intossicate dall’inquinamento. Ma se venuto a creare un linguaggio molto complesso, che sembra essere stato creato apposta per non far capire ciò che avviene all’interno della Cop25. Questa lingua è quella degli addetti ai lavori. I segreti sono custoditi da chi prende parte alle Cop da quanto sono state inventate, ben 25 edizioni. Tecnici e diplomatici delle delegazioni ufficiali come anche i decani delle organizzazioni internazionali e delle Ong vivono ormai in simbiosi con politici e funzionari. Questo linguaggio ha dato vita al nome Cop, che sta per Conferenza delle Parti, lingua che fa rabbrividire gli esperti di comunicazione per la sua inabilità a trasmettere messaggi chiari alle persone comuni. Il pubblico ormai ha scoperto che ci sono altri modi e slogan più duri e diretti, per poter affrontare la questione dell’emergenza clima. Le nuove generazioni sono scettiche non solo nei confronti di soluzioni non prese ma anche verso il modo in cui esse sono trattate. La necessità di far comprendere al mondo intero queste tematiche è avvertita dai giovani fuori dal contesto della Cop ma anche dall’interno.

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Chiara Falduto, analista 25enne di politiche climatiche presso l’Ocse (l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) afferma: ”Il cambiamento climatico è spesso percepito come un argomento da esperti, pieno di tecnicismi, anglicismi e sconnesso dalla vita di tutti i giorni”. Chiara insieme ad altri sei professionisti, che si occupano di clima e che sono tutti tra i 25 e i 30 anni, ha creato un blog cui offrono il loro contributo molti ragazzi che lavorano presso importanti organizzazioni. Il blog si chiama Duegradi e il suo intento è quello di voler fare “informazione terra terra sul clima”, informazione semplice non significa però semplicistica. I fautori del blog spiegano: ”Crediamo che offrire a ogni cittadino la possibilità di comprendere cosa accade al nostro Pianeta renda la lotta al cambiamento climatico efficace”. Coinvolgere tutti ma proprio tutti, compresi anche i bambini delle scuole primarie. Infatti l’Onu promuove un programma online di formazione sul clima dei docenti, già seguito da 11mila in 40 Paesi. In Italia, almeno 3mila, come indicato da EduCcate Global. Un modo questo che porterà alla moltiplicazione dei giovani attivisti. Licypriya Kangujam ha solo otto anni e ha parlato davanti alla riunione della Conferenza sul clima di Madrid. Lei è l’attivista più giovane del mondo, basti pensare che a giugno si è piantata davanti al Parlamento indiano con un cartello in mano per richiedere al primo ministro Narendra Modi di far arrivare in Parlamento la legge sul cambiamento climatico. New Delhi non ha approvato una legislazione specifica, ma lei è riuscita ad ottenere un grande successo in quanto alcuni politici hanno deciso di ascoltarla aprendo la discussione alla Camera Alta.

Giuseppe Capano

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