IL TARLO DEI DISTURBI ALIMENTARI

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Essendoci passata, quelli che cercano di convincermi di essere completamente guariti dai disturbi alimentari mi lasciano parecchio perplessa. Cari miei, quel tarlo bussa in testa per anni e poi scompare da un momento all’altro? No, fidatevi. S’acquieta in un angolo poiché voi, con fatica immane, lo avete messo al suo posto di forza affinché non disturbasse. Quando le persone assicurano di essere guarite, in realtà, dovrebbero semplicemente ammettere che, finalmente, riescono a gestire il loro demone. La voragine interiore da priorità diventa qualcosa di secondario perché ormai riuscite a controllare gli impulsi e a vivere normalmente. Ma quell’attenzione per il corpo, anche se meno morbosa, rimane. Difatti, chi ha sofferto di problemi con il cibo convive per sempre con il desiderio di trasformare il proprio fisico in altro. Non accetta la sua naturalità. Cerca, comunque, di amarsi nonostante le difficoltà e decide di vivere, almeno, tranquillamente. Il tarlo sta nel suo angolo e lascia che lei/lui si goda la sua esistenza. Il livello di importanza della sottigliezza della vita cala e le ossa sono coperte dalla carne.

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Sai che il tuo rapporto con il cibo era la punizione meritata. Che facevi ribrezzo, quindi non c’era motivo di trattarsi bene. Poi, però, qualcosa dentro di te è cambiato. Il tuo mondo interiore straborda di una bellezza che ancora non hai toccato con mano e vedi che gli altri intorno a te hanno quella serenità con cui tu fai a botte da una vita. La desideri da impazzire e ti pare un’utopia. Fai un passo verso la liberazione resistendo alla tentazione di vomitare, ne fai un altro quando mangi un terzo cucchiaio di pasta e così via, finché arrivi a quello che cercavi fin da piccola e che, in fin dei conti, hai trovato solo perdendolo. Un briciolo d’amore per te stessa/o. Il tarlo adesso siede in disparte e ti guarda dubbioso conquistare la tua meta perché tu sai che, nonostante la sua presenza quasi affievolita, riuscirai ad arrivare agli obiettivi che ti sei prefissata.

Alessia Gerletti

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