IL RISPETTO DEL PROSSIMO E’ RISPETTO DELLA VITA UMANA

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L’uomo cerca sempre scuse alla malvagità personale. E’ colpa del diavolo, del male e delle provocazioni altrui quando, invece, quasi tutto dipende da una questione di scelte. Gli esempi da fare sono molteplici e, sinceramente, dolorosi da ricordare per chi li subisce per poi dover affrontare il calvario della rassegnazione. C’è una superficialità comune che genera sofferenza nel cuore altrui. Perché il prossimo deve soffrire per colpa di una cattiveria subita? Un modus operandi inaccettabile dal lato umano ed etico. Un’altra giustificazione consiste nel credere con fede nel fatto che l’altro sia ingenuo e che, dunque, abbia agito privo di una cattiva intenzione. E’ semplicemente successo.

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Occorre stare con i piedi per terra e capire che la malvagità umana non ha confini e non dipende da qualcosa di esterno all’uomo. Qualsiasi azione è frutto di un modo di fare e di pensare buono o cattivo. Le vie di mezzo non esistono e nemmeno le scuse. In primis, l’orribile azione di ammazzare qualcuno. Ma non solo. Se, prima di guidare, decidi liberamente di bere dell’alcool mettendo a repentaglio la vita di qualcuno, di chi è la colpa? E, ancora, quando fai mobbing a un tuo sottoposto o a un tuo collega, di chi è la colpa? Allo stesso modo lo sfruttare gli altri per raggiungere i propri obiettivi... Insomma, di esempi ve ne sono a bizzeffe e tutti colmi di responsabilità. Esiste il male inferto, quello che piega le persone e le fa diventare schiave. Pensare che ogni soggetto di questa terra è figlio di qualcuno, dovrebbe già mettere a tacere qualsiasi azione irresponsabile e ignobile nei confronti dell’animo umano. Che, mentre l’altro muore e/o soffre, ci sono una madre, un padre, un marito, una moglie e spesso dei figli, profondamente afflitti e, probabilmente, umanamente annullati.

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Certi dolori sono irreparabili. Ecco perché serve innescare un processo di responsabilità riguardante tutti. Bisogna ergersi a paladini della vita, difendere la bellezza della bontà, la necessità di un mondo empatico e pronto ad accogliere anziché dividere. Perché potrebbe essere tuo figlio, un giorno o l’altro. In un mondo ostile ed egoista v’è comunque la possibilità di scegliere da che parte stare.

Alessia Gerletti

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