IL PROVOCATORE

CAPITOLO 7 – GLI ESEMPI

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A quel tempo, Noè si è fidato di Dio quando ha messo nel cantiere l’arca. Dio lo ha ricompensato dandogli una discendenza sia umana, che animale. Abramo si è fidato di Dio, quando stava sacrificando suo figlio, ed Dio lo ha ricompensato donandogli un popolo. Mosè si è fidato di Dio quando ha liberato il suo popolo dalla schiavitù, e gli ha dato di essere il più grande dei profeti. Gesù si è fidato di Dio, quando ha scelto di sua spontanea volontà di essere crocifisso per salvare tutti, proprio tutti. L’universo Dio, gli ha donato di sedergli accanto, e lo ha reso giudice e mediatore, salvando noi tutti, permettendo di poter vivere la vita terrena. Nutrendoci del suo corpo, infatti Lucifero può solo stare a guardare, e chissà un giorno decidere di smettere di remare contro corrente. Gesù non è una favola, ma è l’universo fatto uomo, che ci fa capire semplicemente che ci ama, e ci vuole felici e in pace. Col suo sacrificio, ha fatto in modo che con la sua croce il male non potesse nulla. In effetti, tutto con la croce si trasforma. E’ solo e semplicemente una questione di fede. Parlando come un contadino, quando si pianta un seme (quindi quando si nasce) morendo nel terreno, il seme darà i suoi frutti.

Perdonare i carnefici

Per capire come si agisce nel nostro universo, volgiamo lo sguardo alla storia.

Aldo Moro vagheggiava un sogno di unione dell’Italia. Statista salentino di grande struttura morale, nonché uomo santo. La causa di beatificazione, è al vaglio delle autorità ecclesiastiche. Una vita spesa con l’identità pratica del politico, e quella idealista del professore sognatore. Aldo Moro ha fatto parte di quella generazione di giovani che, dopo la violenza e l’ottusità della dittatura fascista, e dopo gli orrori del secondo conflitto mondiale e del nazismo, si è prodigato ad aiutare la nascita del Paese democratico, dove le donne e gli uomini potessero vivere pienamente il loro destino di libertà consapevole, e di grandezza morale.

Rapito dalle brigate rosse è stato colpito a morte in un assurdo delirio di proiettili, insieme alla scorta di cinque uomini, che erano con lui. Le brigate rosse hanno voluto interrompere la sua opera, come anche hanno fatto con altre persone, seriamente attivate a migliorare la nostra vita sociale. Niente di risoluto è stato fatto per salvarlo, abbandonato ai rapitori come in un tacito patto tra le Brigate Rosse e il Governo.

Nelle stragi si verifica spesso una sorta di silenzioso accordo tra chi fa, e chi lascia fare.

Proprio all’interno dello Stato è Aldo Moro è stato tradito e ucciso, affinché non potesse realizzare il progetto che Dio universo ha scritto per noi che prevede l’unione con esso, e non la sua divisione. Ed ecco come funziona il male, divide e uccide, seminando odio. Tuttavia Moro perdona i suoi carnefici, e questo rappresenta l’insegnamento più grande.

Aprire le porte a Cristo

Giovanni Paolo II, ha collaborato con lo Spirito Santo per aggiornare la chiesa, ed è stato il papa della famiglia, dando la testimonianza attraverso la sua opera pastorale, della sua vicinanza con Dio. All’inizio del suo pontificato, enuncia il suo progetto, invitando i cristiani di tutto il mondo a spalancare le porte a Gesù. Ha fatto molto per l’umanità, favorendo la caduta del muro di Berlino, simbolo della cortina di ferro, che segnava la linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense, e l’Unione Sovietica predisponendo quest’ultima al dialogo. Ha perdonato l’uomo che aveva attentato alla sua vita, convertendolo. Con grande forza è arrivato fine alla fine del suo mandato, concluso con la sua morte e divenendo eterno attraverso la santità. Questo è quello che il progetto di Dio universo ha elaborato, che si realizza mediante gli uomini che seguono il suo esempio, finalizzato al raggiungimento della pace.

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Come in cielo così in terra

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, amici sin da bambini, uniti fino alla fine allo stesso destino. I due magistrati palermitani, legati dallo stesso amore per la giustizia, sono stati liquidati insieme alla scorta, in momenti diversi l’uno dall’altro, ma per gli stessi motivi. Durante il loro mandato hanno messo a punto la legge che disciplina il sistema di protezione (legge 82 del 15 marzo 1991 e successiva sanatoria), con una nuova ottica del giudizio verso i reati di carattere mafioso. Così facendo gli inquirenti, con le testimonianze dei pentiti, hanno creato un varco nel muro di omertà che da sempre nasconde la verità su delitti e sulla corruzione tra le cosche mafiose e il potere delle alte sfere, indebolendo la loro forza prodotta dalla paura. Lo Stato stipula un vero e proprio contratto con il collaboratore di giustizia, con un progetto di una nuova esistenza lontano dal suo ambiente, in una nuova città; assicurando per il pentito e la famiglia l’opportunità di un lavoro, un congruo contributo in denaro, un disegno a misura d’uomo scevro dalla schiavitù del crimine. La legge sul pentitismo, con le sue dinamiche, costituisce il progetto di remissione dai peccati, così come Dio ci ha indicato, con la salvezza dopo la conversione.

Liberi da tutti i mali

Francesco Forgione entrato in convento da francescano, diventa sacerdote con il nome di Pio.

Il suo talento è stato quello di orientare i fedeli nella riconciliazione dei penitenti, avendo cura verso i poveri, i malati e i bisognosi.

Come Cristo acquisisce la croce attraverso le stimmate per cinquanta anni, e subisce le vessazioni di Lucifero, fino alla sua morte.

Applica il progetto divino concretamente, attraverso l’esercizio della cura del corpo dalle malattie e mediante altre volte, il miracolo.

La sua opera tangibile è la Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo, una delle strutture sanitarie più qualificate a livello nazionale ed internazionale, fornita di attrezzature avanzate e collegamenti con istituti di ricerca fra i migliori nel mondo. Fortemente voluta da San Pio incontrando non poche avversità sebbene gli amici, i fedeli e la Madonna –a suo dire- lo hanno aiutato a realizzare questo sogno. “Esiste una scorciatoia per il paradiso?” gli fu chiesto una volta.

“Si. E’ la madonna, il rosario, la fede”.

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Gli eroi

Secondo il mito classico, l’eroe è un uomo o un semidio dotato di virtù eccezionali, e autore di gesta leggendarie, che accetta il sacrificio andando incontro a pericoli, a rischio della propria vita. Gesù è un eroe. Si è sacrificato andando in croce, per salvare tutta l’umanità dal peccato. E’ morto per darci la vita eterna. Ma che significato ha la croce, e come viene interpretato dagli uomini il messaggio di Cristo che è morto martire, senza ribellarsi ai suoi carnefici? La croce è il ricordo della sua passione, morte e resurrezione, in fasi collegate tra loro, da un unico evento sfociato in una nuova vita. E’ un invito ad imitare la sua vita in ogni suo insegnamento, accettando con dignità anche la sofferenza, rappresentando la vittoria sul male.

In ogni parte del mondo ci sono esempi di uomini, che rischiano la vita in situazioni di guerra, portando soccorso in modo volontario e gratuito ai profughi, ai rifugiati, e a tutta quella umanità che ha bisogno di cure, e di cibo. Animati da un forte slancio di solidarietà, rischiano la loro vita. Sebbene siano protetti dal diritto d’immunità, sono minacciati e spesso uccisi. Il diritto internazionale prevede anzitutto, che sia garantito a questi uomini l’accesso nei paesi colpiti da crisi umanitarie, conflitti o disastri climatici, per poter apportare il sostegno utile alla sopravvivenza e alla dignità dell’umanità a rischio nel mondo.

Molti soccorritori muoiono nel silenzio, e di tanti non se ne conosce neanche il nome. Negli ultimi dieci anni le sedi delle Nazioni Unite per i rifugiati, sono state prese d’assalto da attacchi terroristici. Nel 2007 ad Algeri, sono morte 17 persone a causa di una bomba che ha distrutto gli Uffici del Programma di Sviluppo, per i rifugiati a Kabul. Nel 2009, sono stati uccisi 6 impiegati dell’Onu, che si trovavano ospiti in una foresteria, bersaglio di un attacco armato.

Il modus operandi di questi eroi moderni, ricalca in ogni aspetto il progetto cristiano di sacrificio della croce.

Ci sono eroi tra la gente comune che non mostra il proprio virtuosismo, e di cui non sappiamo neanche il nome, perché tanti eroi sono uomini normali e l’operare per il bene spesso non interessa ai media. Questo modus operandi, che produce benefici per l’umanità, senza aspettarsi niente in cambio e con il contributo del sacrificio, ricalca il progetto cristiano, secondo l’insegnamento che Dio tramite il figlio, ci ha consegnato.

Mio padre è uno di questi uomini normali. Il suo nome è Mario, che come il padre di Gesù faceva il falegname. Durante la seconda guerra mondiale la nave su cui era imbarcato, la Vittorio Veneto, è stata fatta affondare da un’improvvisa e violenta azione aerea nemica. Mario interveniva nei locali colpiti e rapidamente procedeva, agli ordini dei diretti superiori, al tentativo di riattivare i macchinari che potevano concorrere al salvataggio della nave. Mio padre lasciava il bordo solo all’ordine e con calma, quando ormai l’unità era irrimediabilmente perduta, nel Tirreno occidentale il 10 aprile del 1943, mentre la sala macchine prendeva fuoco. Era lui da solo, ma con tutta la forza della fede. Lui e il mare come unica salvezza, mentre la sua nave non era più sicura. Con l’aiuto in Dio, mio padre è riuscito a trarre in salvo otto uomini. E mentre tra le fiamme li portava in salvo a nuoto, recitando il Padre nostro, chiedeva a Dio ad ogni salvataggio, di morire dopo averne salvato ancora un altro. Lui è vissuto insieme ai suoi otto fratelli di sventura che sono nati due volte, per sua mano, e per volere del cielo.

E’ considerato un eroe di guerra. Il mio eroe. Dio si serve di questi uomini, esempi di coraggio e fede, per confermare la sua presenza tra noi.

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Le inutili guerre

Il bene e il male, Eros e Thanatos sono in gioco da sempre, nella loro interminabile partita. Come nel gioco degli scacchi, i due mettono in campo le loro pedine che ubbidiscono alle mosse di mani esperte. L’uno in opposizione all’altro, per vincere. Come in guerra.

Ogni guerra è inutile e rappresenta un’ingiustificata perdita di uomini, di forze e di lacrime. Pensiamo a quanta assurda cattiveria ci sia stata nella manovra militare, con a capo i vari anticristo che hanno condotto le nazioni allo sfacelo, nel corso dei millenni. La manovra di Hitler rappresenta un esempio assoluto di essenza del male, attraverso il suo odio per la razza umana. Dio ha fatto una scelta. Mostrare al mondo il suo volto, e il suo modus operandi. Lucifero, non potendo fare lo stesso, ha sedotto e poi rinnegato tutti i suoi adepti, che sono stati al potere.

Quando sappiamo che l’amore, è parte di noi per scelta, qualsiasi cosa la controparte cercherà di fare, stiamo pur certi, che tutti i suoi sforzi saranno vani. Sino ad arrivare a non aver paura di aver paura e tutto si trasforma. E’ questo il miracolo dell’amore. Semplice ed elementare. Sia lodato Gesù Cristo.

Il giorno del giudizio è oggi, è il presente. Un mondo di pace è possibile, perché il paradiso è qui sulla terra, se apriamo i nostri cuori al volere dell’universo. La fede in nostro padre e in nostra madre, terra Maria, sarà la sponda più sicura su cui approdare.

Un futuro splendente

Tutti vogliamo un futuro dove i nostri figli possano crescere in un posto sano. Per favorire una vita migliore. L’uomo sin da piccolo, va educato alla consapevolezza delle diversità, imparando così a non puntare il dito e a giudicare, salvandolo dal senso di colpa.

Innescando nei soggetti cosiddetti diversi il senso di colpa, può succedere che questi individui, non potendo sfogare l’aggressività verso i propri amici (per timore di perdere il loro affetto), sviluppino il super io quale controllore interno. A questo fenomeno possiamo dare una connotazione storica, nel periodo tra le due grandi guerre per esempio, quando si vivevano troppe limitazioni educative; in effetti, è questo stato di cose, che ha dato una “connotazione” alla follia distruttiva. Il senso di colpa che ci fa sentire inadeguati e indegni, che laddove l’intensità sia distruttiva, prevede solo punizioni e dolore per gli errori commessi. Quando si cresce in un ambiente in cui l’affermazione delle esigenze è subordinata alle aspettative familiari e al rispetto di regole troppo rigide, si è predisposti a sentimenti di colpa, accompagnati dalla paura. Sicché può accadere, che si diventi adulti aggressivi.

Siamo consapevoli che esistono tanti tipi d’amore e infiniti modi di amare, ma ciò che dobbiamo sentire forte in noi è l’amore per la libertà di agire, pensare e vivere, senza lo spettro del pregiudizio.

Susy Tolomeo

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