IL PROVOCATORE

CAPITOLO 3 – I COLORI DELLA VITA

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“Aiutami Dio dell’universo, affinché io possa capire che spetta solo a me di allontanare il male.

Con il tuo aiuto, fammi essere sempre vigile. Sostienimi.

Sorreggimi e illumina la mia mente, nei momenti di oscurità, così che io possa fare luce nelle tenebre per portare la tua parola, laddove non c’è.

Sono certo che la fede sia l’unica arma che ho, per arrivare a te. Unico e solo dio dell’universo”.

L’universo è pieno di colore. Colori di qualsiasi sfumatura, ma solo tre sono l’inizio della vita: il bianco, il grigio e il nero. Il bianco è l’amore, la via e la vita; è la purezza è il tutto. Il nero è l’odio, il labirinto, e la strada senza uscita. E’ la dannazione. Il grigio rappresenta la non consapevolezza. Molti uomini, purtroppo, non sono consapevoli degli altri due colori.

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Dante Alighieri, nella sua opera divina, ha spiegato perfettamente i tre stadi dell’universo: il paradiso, il purgatorio e l’inferno. Il primo conduce alla serenità eterna, quando viviamo rimanendo perfettamente collegati all’esempio. Il purgatorio è il risultato della non consapevolezza, del non considerare l’esempio e di non decidere una posizione netta, anche se viene offerta l’opportunità. Ma per beneficio dell’infinita misericordia divina, possiamo purificarci per accedervi. Il terzo luogo è accessibile comunque per scelta, mediante il libero arbitrio. Qui si rimane completamente senza Dio. Qui si disprezza. Esiste l’odio e la dannazione a vivere la vita eterna, in completa assenza di amore. Siamo sempre noi a decidere, quale strada percorrere, Il nostro universo è amore. Non condanna e non giudica.

Il passato non può essere cambiato. Il futuro ancora non c’è. L’attimo in cui viviamo adesso, ci porterà ad essere l’attimo che vogliamo essere e diventare.

Siamo ossessionati dal futuro, e dal tempo che trascorre in fretta sebbene consapevoli che abbiamo un tempo limitato su questa Terra. Cosa ne vogliamo fare? Dal canto mio, ho deciso di voler ritornare al padre. A Dio piacendo, e quando vorrà. Amen.

Le stanze dell’anima

Il purgatorio è una sorta di lavanderia dove, per fare bella figura con la persona amata, porteremo un vestito che è la nostra anima, affinché sia ripulito. Il pagamento di questo servizio sarà corrisposto mediante la preghiera dei viventi e dalla loro penitenza. Il tempo che si impiega per la pulizia dell’abito sporco è diverso per ciascun’anima, e dipende dalle macchie.

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L’inferno è una sorta di luogo d’arrivo, dove si soffre più d’ogni altra pena per l’allontanamento dall’amore, che dura per sempre. In questa dimensione si rivive istante dopo istante il dolore, l’odio, le brutture della vita, che con il nostro libero arbitrio ci siamo procurati, senza alcuna possibilità di ritornare indietro. Qui verremo vessati dall’anticristo, che per tutta l’eternità non farà altro che godere dei nostri malesseri. Chiunque conosca queste verità, anche nei momenti di maggior sofferenza assegnataci, sarà libero di scegliere in quale luogo indirizzare il proprio percorso. Quando scegliamo di percorrere la strada della provvidenza, la potenza divina è con noi, e non dobbiamo temere nulla, anche se ci sembra lunga e impervia. Se scegliamo la strada centrale, quella grigia, il purgatorio, la sofferenza che ne consegue sulla nostra anima, ha certamente varie possibilità di soluzione. Se la strada scelta è quella scorciatoia, quella nera, per quanto possa sembrare la più facile da percorrere, non darà nessuna possibilità di redenzione, una volta finito il percorso su questa terra. Quindi la dannazione, a questo punto giunti, sarà eterna.

Sulla strada più facile da percorrere, troveremo il male travestito da facilitatore mediatico, che ci farà sembrare ogni progetto fattibile e alla nostra portata. Egli sarà al nostro fianco costantemente, indicandoci degli inganni per renderci il percorso che conduce al raggiungimento dei suoi obiettivi più agevole. Egli lavorerà instancabilmente, affinché saremo indifferenti ai consigli dell’universo, prendendo il sopravvento sui valori. Solo cosi ci farà cadere nella sua rete, per farci accedere nella sua dimora. Senza alcuna possibilità di tornare indietro.

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Il paradiso è la meta preferita dall’uomo che sui valori fonda il suo progetto di vita. L’uomo di principio è alla ricerca incessante di questa meta, durante tutto l’arco della sua esistenza. Egli è consapevole che può ottenerlo, anche vivendo nella sofferenza fino al termine della sua vita terrena. L’uomo santo è consapevole che, una volta giunto alla sua guarigione, potrà ringraziare il cielo per aver ottenuto la grazia dell’essersi accostato ai silenzi e ai suoni dell’universo. Il paradiso sarà la conquista di colui che, dopo aver percorso un lungo sentiero impervio, potrà bagnare i piedi in una pozza d’acqua piovana, e avere la sensazione di essere immerso in una vasca di rugiada fresca. Una volta giunto in questa dimensione, l’uomo pieno di grazia godrà grandemente di tutto l’amore che sarà stato in grado di donare durante il suo percorso di vita, ricevendo pace e serenità per sempre. Il paradiso è il premio che ognuno di noi può ottenere dalla madre Terra, semplicemente amandola.

Susy Tolomeo

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