IL NUOVO KILLER DEI MARI

Quarto capodoglio trovato morto in una settimana sulle coste siciliane

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La sopravvivenza delle specie marine è minacciata dall’impatto della plastica che sta devastando gli ecosistemi del mare. Poco importa alle masse indolenti che vivono sulla terra ferma e che mai scambierebbero un sacchetto di plastica eroso dalle correnti, una cannuccia, o un banale tappo di bottiglia per cibo saporito, e mai andrebbero, per questo, incontro alla morte. D’altronde tutti speriamo ardentemente che fra centinaia di anni, la fauna del nostro bel Mar Mediterraneo, che tanto difendiamo quando si parla di vacanze estive, sarà piena di mostri di plastica in decomposizione. Sì, la plastica è un prodotto a lunga conservazione, e se non smaltito correttamente, ci impiega centinaia di anni per degradarsi completamente. In meno di una settimana, sono quattro i capodogli ritrovati morti a largo delle coste siciliane e in due dei quattro animali spiaggiati, è stata trovata plastica nello stomaco. Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare della Ong ambientalista Greenpeace, ha lanciato un segnale di allarme dichiarando che: “Gli spiaggiamenti di questi giorni sono una gravissima perdita per i nostri mari, se si pensa che i capodogli sono una specie in pericolo di estinzione”. Nelle viscere del capodoglio di sette anni, al quale non è stata risparmiata la vita e la cui carcassa è stata rinvenuta sulla riva di Cefalù, in provincia di Palermo, è stata ritrovata una grossa quantità di plastica.

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Niente a confronto dei 22kg di rifiuti estratti -due terzi del volume del capodoglio- dallo stomaco dell’esemplare trovato morto lo scorso 28 marzo a Porto Cervo, Sardegna, ma neanche a lui è stata risparmiata la vita. Il mare ci sta inviando degli SOS, ed è una priorità adesso risolvere questi problemi che stanno causando la morte di innumerevoli specie marine, anche in via di estinzione, come i capodogli ritrovati questa settimana in Sicilia. La richiesta di materiali plastici negli ultimi anni è cresciuta considerevolmente, e di conseguenza anche l’esigenza vitale dello smaltimento dei rifiuti; tuttavia solo il 20% di questi ultimi è stato riciclato. La restante parte ha influito negativamente sull’accrescimento dell’inquinamento ambientale, marino e terreste, che non stiamo contrastando come dovremmo e potremmo. La messa al bando della plastica monouso in Europa entro il 2021, è un grande passo avanti per la sopravvivenza delle specie viventi che popolano questa Terra, e sono già tante le università e le città che hanno deciso di abolire l’usa e getta, incoraggiando il riuso e il riciclo; ma questo non basta per la salvaguardia del Pianeta. Non c’è più tempo per patire, ora è arrivato il momento di agire!

(Foto dal sito web di Green Peace: si ringrazia)

Nicòl De Giosa

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