IL MASSACRO DELLE DONNE

Sei donne ammazzate in una settimana, quattro nelle ultime ore

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Si parlava di un femminicidio ogni 72 ore nel 2019, macabro bollettino del numero di donne, 103, assassinate in Italia lo scorso anno. Come definire quanto sta accadendo in queste ultime ore? Qualcuno parla di “emergenza”, qualcun altro di “allarme” nazionale. Sono state uccise in Italia 6 donne in una settimana, di cui 4 donne nelle ultime ore: a Mazara del Vallo, in provincia di trapani, un uomo ha massacrato, con violenza inaudita, la moglie; l’ha percossa per tre giorni, come lui stesso ha ammesso, fino ad ammazzarla. Altri due casi in Sicilia a Mussomeli dove un uomo ha sparato a Rosalia Mifsud, con la quale aveva avuto una breve relazione, e la figlia di lei. Poi si è tolto la vita. In Alto Adige gli inquirenti hanno disposto il fermo di Mustafà Zeeshan, marito di Fatima Zeeshan, 28enne pakistana incinta all’ottavo mese, trovata morta ieri in un appartamento a Versciaco. Anche il bimbo che portava in grembo non è sopravvissuto alle botte subite dalla madre. Il medico ha poi stabilito la morte violenta per percosse, soffocamento e probabili lesioni interne cerebrali. A Genova, nel quartiere di Marassi, in via Furlani, una donna è stata uccisa con un coltello da un uomo che, secondo i primi riscontri, sarebbe l’ex marito. L’uomo ha poi tentato il suicidio, ma dopo un intervento d’urgenza, è sopravvissuto al suo gesto. La donna no! La polizia lo ha messo in stato di fermo per omicidio. Infine, è stato ritrovato il corpo di Speranza Ponti, la 50enne scomparsa a metà dicembre, dai carabinieri di Alghero. Il fidanzato della donna, M.F. è in stato di fermo nel carcere di Bancali a Sassari. Avrebbe respinto ogni accusa.

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L’ultimo rapporto EURES su “Femminicidio e violenza di genere” ha evidenziato che l’85% dei delitti contro le donne avviene tra le mura domestiche. Nel 28% dei casi la violenza procede il suo corso che si fa via via più grave e sono stati riscontrati precedenti maltrattamenti come violenze fisiche, stalking e minacce. Per l’EURES, il femminicidio rappresenta” l’ultimo anello di una escalation di vessazioni e violenze che la presenza di un efficace rete di supporto potrebbe invece riuscire ad arginare”.

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È evidente, da quanto accaduto nelle ultime ore, che il “Codice Rosso”, che contiene le norme approvate lo scorso luglio a tutela delle donne vittime di violenza di genere, non riscuote l’effetto voluto, cioè quello di prevenire i femminicidi. Manca, con molta probabilità, da quanto afferma il Primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone, “un coordinamento tra le forze dell’ordine, le strutture giudiziarie, le strutture pubbliche e private, (servizi sociali e associazioni di volontariato) e le strutture sanitarie”. Gli omicidi di donne, spesso vittime dei loro mariti, compagni o ex, comunque commessi da uomini che hanno, o hanno avuto, con le vittime relazioni che, con molta fatica, possono definirsi sentimentali o d’amore, come chiunque legga può certamente riconoscere, sono in continuo aumento. E qualcuno ha avuto il coraggio di affermare, ponendoli sullo stesso piano, gli omicidi di donne per motivi di genere, in quanto donne, e quelli di uomini, maggiori dal punto di vista numerico. Tale affermazione fa pensare ad una ignoranza delle norme, su cui ho seri dubbi, o, meglio, al gusto di fare notizia, a tutti i costi, anche di fronte alla morte e al dolore atroce delle vittime e delle persone loro care, di cui vorremmo arrivasse forte la voce. Non si può restare indifferenti davanti ad atti di violenza e femminicidi che non si possono in alcun modo edulcorare o giustificare. Non in uno Stato di Diritto come il nostro.

Nicòl De Giosa

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