IL MALE DEL SECOLO

Meno depressi in Italia negli ultimi dieci anni

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La depressione è un disturbo dell’umore che colpisce un numero notevole di individui. Pare che in tutto il mondo si contino oltre 350 milioni di uomini e donne depressi. Si tratta di un disturbo dell’umore che provoca frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza, e una certa riluttanza al trovare piacere nelle comuni attività quotidiane. Le persone che soffrono di depressione attribuiscono il loro insuccesso alla società e si percepiscono come inadeguate all’ambiente circostante, prevedendo un futuro grigio e incerto. I depressi di età compresa tra i 18 e i 69 anni che vivono nelle regioni meridionali d’Italia risultano, almeno dal punto di vista statistico, maggiormente colpiti rispetto al resto della popolazione.

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La depressione in Italia è lievemente migliorata nel corso di questi ultimi 10 anni; si presume che ciò sia dovuto alla ripresa economica partita nel 2008, a detta degli esperti: infatti, il numero degli adulti affetti da sintomi depressivi è calato da un 7,8% ad un 6%. Questo è quanto emerge da un’indagine on line pubblicata su Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito della sorveglianza della salute italiana.

"Il trend in lieve diminuzione - secondo Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2 - può essere spiegato con la parziale uscita dalla drammatica crisi economica del 2008 ma è allarmante che Il 40% delle persone che riferisce sintomi depressivi, purtroppo non si curi".

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Sempre da questa indagine risulta che la depressione è più frequente con l’incedere dell’età, sfiorando l’8% nella fascia compresa tra i cinquanta e i settant’anni. La patologia incide inoltre sull’8% di uomini e donne che non hanno un lavoro regolare, che sono affetti da una patologia cronica o che vivono da soli. Chi soffre di depressione è fortemente angosciato, propenso alla perdita di interesse nelle attività che normalmente danno piacere, e con difficoltà nell’eseguire semplici azioni giornaliere, spesso ricadendo con effetti negativi sulle relazioni interpersonali. Tra coloro che ne sono affetti, solo un numero di 6 persone su 10 chiedono di essere aiutati, ignorando le ripercussioni di questo “male del secolo” che, proprio perché invisibile, viene erroneamente sottovalutato

Susy Tolomeo

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