IL GRILLO PARLANTE E LA LIBERTA’ DI STAMPA

UNA VITA IMPOSSIBILE...

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cms_634/grillo_parlante.gifOgni qual volta mi accingo a scrivere un pezzo, di politica, di attualità, di cronaca o di gossip, mi assale sempre qualche dubbio. Se dovessi esprimere il mio pensiero sull’attuale situazione politica e governativa e decidessi esattamente di dire come la penso, sono certo che mi attirerei le antipatie di buona parte dei lettori.

cms_634/avvocato.jpgTutto ciò non mi preoccupa più di tanto. Mi indispone l’idea di dovermi trovare un buon avvocato e farmi difendere dalle tante denunce per diffamazione e vilipendio che mi arriverebbero tra capo e collo. Pertanto mi conviene andare con i piedi di piombo. Se mi esprimessi in favore del centro destra mi etichetterebbero come “fascista”, se facessi il contrario mi taccerebbero di essere “komunista e bolscevico” se, invece, parlassi dei pentastellati, sono certo che mi considererebbero un rivoluzionario-contestatore e se decidessi di non espormi politicamente mi darebbero del “qualunquista”. Meglio zittire ! Se dovessi, invece, affrontare il tema dell’immigrazione, dovrei calibrare le parole, e certamente il solito “buonista” mi additerebbe come razzista o xenofobo.

cms_634/UpkPfA5XLjjdxA+sqBklbuqt1QzD0dpCbz0bbEpKroQ=--.jpgPer quanto concerne l’attualità sarebbe preferibile anteporre il termine “presunto” al nome del politico corrotto o dello stupratore e/o assassino, anche se beccato in flagranza di reato. L’avvocato della controparte sarebbe sempre pronto a richiedermi i danni morali, esistenziali e chi più ne ha più ne metta. Se scrivessi di gossip e titolassi l’articolo con una foto del personaggio in questione con la frase: “ Mister X...è raffreddato” (dove si vede perfettamente che il personaggio ritratto ha il naso gocciolante, gli occhi rossi e il termometro in bocca) certamente mi accuserebbero di violazione della privacy. Non mi resta che parlare del meteo, materia della quale non ci ho mai capito nulla. Quindi non lo faccio. Allora mi chiedo: di cosa potrei parlarvi oggi?

cms_634/lingua_tricolorer.jpgI probiviri dell’ordine dei giornalisti sono sempre in agguato. Pertanto avrei pensato di parlarvi della lingua italiana. Più precisamente dell’uso del “pronome allocutivo” sperando di non venir querelato dall’Accademia della Crusca. Vorrei semplicemente cercare di capire quando dare all’interlocutore del tu, del voi o del lei. In tutti i negozi, le giovani commesse, mi danno del tu; per strada i questuati italiani mi danno del tu, anche gli zingari e gli extracomunitari fanno lo stesso ma sono giustificati in quanto, non avendo frequentato le nostre scuole dell’obbligo, non sono tenuti ad usare il condizionale, il plurale e tanto meno il lei o il voi. Ma tutti gli altri ...no! In particolar modo se ci si considera blogger, scrittori o autori. Leggo ogni giorno su face book frasi ignobili postate da elementi che pare abbiano avuto come loro insegnante d’italiano il dottor Antonio Di Pietro. Per questa mia ultima affermazione non temo assolutamente denunce o querele.

cms_634/grammatica_.jpgL’italiano, è provato, possa oramai essere considerato un optional. Ma torniamo a noi; dove “a noi” non fa allusione alcuna al periodo Mussoliniano. A scanso di equivoci meglio essere chiari. Da una ricerca fatta, e con il conforto di diversi docenti universitari, il “tu” dovrebbe essere usato solamente nei rapporti informali, tra parenti o amici, mentre il “lei” andrebbe adoperato nell’ambito del lavoro, nei rapporti “formali” e/o istituzionali. Il fascismo, durante il ventennio, senza troppe spiegazioni, vietò l’uso del voi che con il passar del tempo è diventato sempre più desueto. Non sapendo come porgere il mio saluto, senza incorrere in eventuali fraintesi, non mi resta che sussurrare: Gentile lettore, ...alla prossima! E che Dio me la mandi buona, nel rispetto di tutte le altre religioni.

il Grillo Parlante

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