IL GIARDINO ZEN PER COLTIVARE L’ANIMA

Il mondo e la sua bellezza racchiusi in un’opera d’arte del verde

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Il giardino zen affonda le sue radici agli inizi del V secolo d.C., inizialmente in Cina, per poi diffondersi anche in Giappone. I paesaggi zen erano di aiuto a sacerdoti, monaci e maestri, che riuscivano a mettere in pratica i precetti dello zen: la meditazione e la preghiera, utili a entrare in quello stato di pace interiore che è alla base delle discipline e religioni orientali. Uno dei più rinomati e caratteristici giardini zen è rappresentato dal tempio Ryoan-ji di Kyoto, costruito nel 1450 circa e oggi considerato patrimonio dell’umanità.

Capace di infondere serenità e armonia, il giardino zen non ha una mera funzione estetica, bensì un preciso significato. Coltivare un giardino zen significa coltivare la propria anima e la propria personalità in un percorso di crescita continua. In oriente è una vera e propria arte. In queste realizzazioni è la natura a regnare sovrana, semplice e spontanea, mentre l’uomo è relegato a una presenza silenziosa e rispettosa. Visitare queste opere d’arte è paragonabile a visitare un luogo sacro per noi occidentali. Regna lo stesso silenzio e rispetto.

Nella realizzazione dei giardini zen anticamente non era previsto l’utilizzo di piante, bastava garantire pace e serenità ai monaci per la meditazione con elementi poveri o semplici. Tuttavia, l’evoluzione della cultura giapponese ha consentito l’inserimento della vegetazione perché, come sosteniamo noi occidentali, "anche l’occhio vuole la sua parte".

cms_7254/2.jpgCi sono tre elementi basilari e indispensabili per realizzare un giardino zen: acqua, rocce e verde.

L’acqua significa vita, senza acqua non si può vivere. L’acqua deve scorrere da est a ovest, come il sorgere e il tramontare del sole. In essa vanno posizionate le rocce, che rappresentano gli ostacoli della vita.

Per quanto riguarda le rocce, sono preferite quelle tondeggianti. Simboleggiano la terra e formano un punto di pace, serenità e stabilità. La posizione è importante, la roccia deve dare l’impressione di essere lì da sempre, quindi non va appoggiata, ma appena interrata.

Il verde deve essere costante tutto l’anno. Il significato simbolico della vegetazione è quello della robustezza, potenza, ma anche fragilità e bellezza, quindi della dualità. Soltanto in primavera è concessa la fioritura di alcuni arbusti, quali l’azalea, il rododendro e la camelia. Si potrebbero utilizzare inoltre abete sempreverde, acero rosso, muschio, canne, felci, ginko biloba, ginepro e hosta, che è un erbacea sempreverde di grande valore decorativo, appartenente alla famiglia delle Agavaceae e originaria del Giappone.

Ogni elemento ha un profondo significato. L’acero rappresenta il cambiamento e il rinnovamento. Per i giapponesi un’usanza è quella di non raccogliere e non spazzare via le foglie di acero, prima che sia caduta l’ultima foglia dall’albero. L’abete sempreverde raffigura l’eternità. Se non si ha la possibilità di utilizzare l’acqua, si può sostituire con la ghiaia, che verrà opportunamente movimentata con dei disegni ondeggianti a simboleggiare il movimento dell’acqua, quasi a creare un mare astratto La sabbia utilizzata non è quella che comunemente troviamo sulle nostre spiagge, ma è costituita da granito o marmo bianco polverizzato.

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Altri elementi decorativi sono ponticelli in legno, lavabi in pietra, sgabelli e tavoli in legno o pietra.

I giardini zen, come qualsiasi tipologia di giardino, rappresentano il mistero della natura. Mistero in quanto in quella creazione c’è sempre qualcosa che sfugge alla nostra comprensione. Possiamo solo ammirarne l’armonia e la meraviglia dei colori che variano in riferimento alle stagioni, ai luoghi e alle culture. Osservandolo, contemporaneamente celebriamo la Vita.

Esecuzione Verde

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