IL DURO LAVORO VIENE RIPAGATO QUANDO C’E’ L’AMORE PER SE STESSI

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Per quanto, a volte, si possa credere il contrario, in realtà il duro lavoro viene sempre ripagato. Non esiste un mondo in cui i sacrifici non abbiano un risultato visibile agli occhi di chi s’è impegnato con dedizione e intelligenza. Tuttavia il punto focale è certamente un altro. Molte persone credono che, alla fine di qualsiasi esperienza negativa, risieda una cattiveria immeritata del destino. La colpa ricade inevitabilmente sulla sfortuna, che pare quasi impegnarsi quotidianamente per fare del male. Invece bisogna assolutamente puntare il dito contro la mancanza di amore per se stessi, l’unico modo per spiegare arroganza e infelicità diffusa.

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Purtroppo la tendenza attuale consiste nell’impiegare le proprie energie male e volentieri verso isole deserte prive della possibilità di crescita personale. Insomma, in maniera inconsapevole v’è una sorta di richiamo interiore al dolore e alla sofferenza. Forse occorre prima chiedersi come mai ci si odia tanto al punto da farsi male da soli. Perché, ad esempio, decidere di intraprendere delle relazioni con delle persone nocive e opportuniste quando l’intuito parla alla coscienza più che chiaramente? Attenzione, non è un modus da trascurare in quanto si tratta di una scelta ben evidente nei propri confronti. Gli altri, in fin dei conti, sono fatti a modo loro. Che siano buoni o cattivi, non tocca a nessuno la scelta di cambiare il prossimo. Anche perché l’energia può tranquillamente essere utilizzata per situazioni decisamente favorevoli e utili, rivolte ad opportunità di maturità intellettuale ed emotiva.

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Bisogna interagire con tutti, comprendere con l’idea che ciascuno ha una personalità e un modo d’essere che non necessariamente coincide con il nostro e che questo non risulta assolutamente un problema. Idem per quanto concerne il lavoro. Se la via intrapresa indica su ogni fronte un passaggio totalmente errato, probabilmente conviene darsi la possibilità di fare qualcosa per la propria realizzazione. Tutto questo è frutto di un progresso che parte dalla profondità del proprio IO, ossia di un cammino che induce a carpire l’essenza del pianeta e dei soggetti che ci circondano. Ricordarsi di non essere il centro dell’universo è il primo passo. La vita è semplice se sussiste il desiderio di riuscire con rispetto e la consapevolezza di poter evolvere in persone migliori. Con amor proprio, ovviamente.

Alessia Gerletti

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