IL CORAGGIO DI NON ARRENDERSI MAI

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Non camminerà più a causa di una lesione midollare completa”. Con queste scioccanti parole, pronunciate dai medici del S. Camillo, il giovane nuotatore Manuel Bortuzzo ha dovuto fare i conti sin da subito, comprendendo che la sua vita non sarebbe stata più la stessa.

Gli stessi genitori e amici ricordano come Manuel abbia condotta una vita sempre proiettata verso il suo sogno: diventare campione mondiale nella disciplina del nuoto mezzofondo. Lo scorso 3 febbraio si trovava in compagnia della fidanzata, quando nel quartiere Axa (Roma) è stato travolto da 3 colpi di pistola (per errore, come hanno ammesso gli aggressori), di cui uno gli è stato fatale paralizzandogli gli arti inferiori.

Sgomento e rabbia si alternavano nell’opinione pubblica, ma il giovane nuotatore sorprende tutti, lanciando messaggi di speranza e di gioia nonostante la sua condizione di salute precaria.

Anzi, dopo essere uscito dall’ospedale per recarsi nel centro riabilitativo S. Lucia, denominato da lui “il mio nuovo campo di combattimento”, ci teneva a tranquillizzare tutti sul suo stato di salute lasciando vari video-messaggi.

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Tanta solidarietà da parte di tutto il mondo dello sport, tra cui anche una dedica speciale: quella di Bebe Vio, campionessa paralimpica di fioretto, che gli ha dedicato la sua ultima vittoria incitandolo a tornare presto in vasca.

Storie di giovani “campioni di vita” che, nonostante le palesi difficoltà, sono riusciti ad essere testimoni di speranza dando un nuovo senso alla vita. A meritarsi questo titolo sono la stessa Bebe Vio e un altro atleta, Alex Zanardi. Le loro storie, seppur casualmente, si intrecciano lanciando un messaggio forte, che risulta essere un vero e proprio inno alla vita.

Bebe Vio all’età di 10 anni scopre di essere affetta da una grave forma di meningite; i medici, per salvarle la vita, decidono di amputarle entrambe le gambe e gli avambracci. La meningite lascerà per sempre sul suo corpo non solo i segni delle varie amputazioni, ma anche le molte cicatrici distribuite sul volto. Dopo un periodo di pausa, decide di tornare in pedana per coronare il suo sogno di diventare una campionessa di fioretto. Dal 2012 (prima vittoria nei campionati italiani di categoria B) ad oggi, Bebe non si ferma più ribadendo il motto: “nulla è impossibile”.

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Altro esempio lampante, in questo frangente, è l’esperienza dell’atleta Alex Zanardi. Anche la sua vita sarà tutta in salita dopo l’incidente del 15 settembre 2001, quando gareggiava in Formula 1. Quel maledetto giorno, a 11 giri dalla fine Zanardi venne travolto dalla vettura di Tagliani, che tranciò letteralmente in due la Honda del pilota bolognese, colpendolo gravemente proprio all’altezza delle anche.

Il suo ritorno, nonostante avesse perso le gambe, ha commosso tutto il mondo dello sport soprattutto per il sorriso contagioso che tuttora lo contraddistingue. Alex non si ferma più e, oltre all’esperienza da conduttore tv, si prende una bella rivincita aggiudicandosi l’oro alle paralimpiadi di Londra 2012 sulle tre ruote del handbike. Alex continua a correre a tutto gas e, nonostante i suoi 52 anni, non ha alcuna intenzione di smettere.

Giuseppe Capano

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