IL CONVIVIO

Il Galateo questo sconosciuto - Quarta scheda

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Ben ritrovati, riprendiamo il nostro viaggio dagli inviti per arrivare ad introdurre il convivio. Ci eravamo lasciati parlando del foglietto da allegare al cartoncino d’invito per suggerire dei dettagli non trascritti sull’invito vero e proprio.

cms_673/0.jpgUna volta effettuata la stesura dell’invito è importante anche considerare la tempistica della diramazione degli stessi, infatti l’invitato dovrà ricevere l’invito in congruo anticipo, minimo di otto giorni, ma generalmente l’invito dovrà giungere presso l’indirizzo dell’invitato almeno 15-20 giorni prima per quanto attiene gli incontri conviviali o per le manifestazioni più importanti. Rendendo, per la regola su esposta, scortese inoltrare gli inviti a ridosso o alla vigilia dell’evento, salvo casi particolari. L’inoltro dell’invito in maniera tempestiva come poc’anzi ricordato è segno di attenzione verso l’invitato. Negli incontri conviviali la tempestività dell’invito consentirà il rimpiazzo di eventuali assenze, è importante sapere che di norma non si deve i far pervenire un invito più di trenta giorni prima dell’evento, in caso di manifestazione bisognerà allegare anche il programma. L’invito potrà essere accettato o declinato, in entrambi i casi si è tenuti a dare tempestiva risposta. La premura nella risposta è indice di correttezza, cortesia e gratitudine, dovuta in particolare se si viene invitati a colazione o pranzo per consentire al padrone di casa il tempo di organizzarsi nel migliore dei modi, ed eventualmente in caso di diniego di essere rimpiazzati. (Tutti gli invitati che non diano risposta entro 48 ore dall’evento si intenderanno non accolti).Per il galateo è doveroso dare risposta esprimendo sentimenti di gratitudine per l’invito ricevuto o espressioni di rammarico in caso di diniego. (E’ sempre necessario indicare il motivo scusante, in maniera generica).

Facciamo due esempi di accettazione e diniego ad un invito:

1) Per accettare

Ringrazia molto del cortese e gradito invito alla colazione del giorno -- aprile ---- alla quale avrò il piacere di partecipare.

2) Per declinare

Ringrazio per il cortese e gradito invito, esprimo il mio profondo dispiacere di non poter partecipare alla colazione del giorno -- aprile ----, per impegni improrogabili precedentemente assunti.

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Terminata la parte dedicata agli inviti ci accingeremo all’introduzione del convivio. L’assunzione di cibo in compagnia di qualcuno ha un significato profondo e antico. Il cibo è da sempre fonte di vita e condividerlo con gli altri assume il significato di compartecipare alla vita del mondo in un nesso felice, profondo e costruttivo. Proprio per questo motivo è usanza secolare far unire tutti gli uomini intorno ad una tavola nelle occasioni importanti. L’evento conviviale potrà consistere in una colazione (lunch, dèjeuner, almuerzo), o un pranzo serale (dinner). Bisogna considerare anche gli orari del convivio che possono mutare da nazione a nazione, in Italia generalmente, per le colazioni, le ore 13.30 e, per i pranzi, le ore 20.30. Entrambi i convivi possono essere organizzati a forma di buffet (quindi in piedi), oppure assegnando dei posti a sedere, o nella forma di buffet intermedio ovvero buffet con posti a sedere. Si potrà utilizzare anche un ulteriore formula di convivio nel caso non si voglia optare per i due appena menzionati, il cocktail (prevalenza di bevande); ovviamente la scelta fra le soluzioni esposte cadrà in base alla natura dell’evento e dal numero degli invitati, spazi a disposizione, e da non sottovalutare anche e sopratutto dalle risorse finanziarie di cui si dispone. Se si volesse fare un calcolo approssimativo su quante persone si possa invitare, dovremmo considerare sopratutto lo spazio di cui disponiamo, normalmente è buona norma invitare un numero non superiore ad una persona per metro quadro disponibile, nei pranzi con posti a sedere, in caso di buffet una persona e mezzo per metro quadro, per finire a due persone per metro quadro in caso di ricevimento. Il numero degli inviti può essere maggiore rispetto ai posti a sedere nel caso in cui si preveda un numero di assenze, calcolo da effettuare con la massima prudenza.

cms_673/f8d13427eb_36039797_o2.jpgSe i pranzi e le colazioni non sono di lavoro ma intime il padrone di casa ha una scelta libera in caso di inviti, anche se è buona norma rispettare sempre le regole del Galateo come forma mentis. Bisogna considerare che un incontro conviviale comporta una vicinanza prolungata tra i commensali, quindi la scelta dei posti a sedere dovrà essere effettuata in maniera omogenea considerando la cultura, gli orientamenti religiosi o politici dei convenuti. Risulta saggio studiare il piazzamento dei posti ancor prima di spedire gli inviti. Ma quanto deve durare un pranzo o una colazione? di norma essi durano da una a due ore, ma per convenzione non si supera mai l’ora e mezza.

Guerrino Perna

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