IL COLORE DELLA PAURA

il_colore_della_paura.jpg

Ancora un altro omicidio, ancora un altro afroamericano. Questa volta è toccato al trentaquattrenne Rumain Brisbon, fermato dalla polizia per sospetto spaccio di droga. Pare che l’uomo avesse in tasca solo qualche pillola ma all’agente è bastato un sospetto per arrivare, dopo una violenta colluttazione, a sparargli in fronte.

cms_1534/quattro.jpg

La notizia arriva in un clima già incandescente: a New York è il terzo giorno che si protesta a seguito della decisione (3 dicembre, ndr) del Gran Giurì di Staten Island di non incriminare Daniel Pantaleo, l’agente che il 17 luglio scorso ha strangolato l’afroamericano Eric Garner, arrestato per sospetto contrabbando di sigarette. Il poliziotto è stato filmato da un passante mentre trascinava Garner a terra e lo bloccava con un chockehold (una presa da wrestling che la polizia di New York ha bandito nei primi anni 90), causa della morte dell’uomo secondo l’autopsia. Dal video emerge chiaramente che la vittima non fosse propensa ad un’aggressione al momento dell’arresto né che costituisse una minaccia per gli agenti o i passanti. Emerge altrettanto chiaramente l’uso eccessivo della forza da parte degli agenti, nonostante Garner chiedesse di essere liberato perché soffriva d’asma e non riusciva a respirare.

(qui il video editato da Time : https://www.youtube.com/watchv=N__5p_dNW3U#t=41).

Negli Stati Uniti gli agenti di polizia hanno un ampio margine di manovra al momento di decidere come neutralizzare un sospettato e le norme sull’autodifesa rendono estremamente facile sostenere che un omicidio è giustificato. Quando l’agente causa la morte di un sospettato e il caso finisce davanti a un Grand Jury o a un tribunale, la sua testimonianza – la sua percezione di come sono andate le cose – può avere un peso decisivo. Anche quando c’è un video che contraddice la sua versione*.

cms_1534/tre.jpg

A solo una mese dal caso Garner, lo scorso agosto, la morte del diciottenne Michael Brown, anche lui vittima di un poliziotto bianco. Il ragazzo era disarmato ma anche in quella situazione l’impeto della polizia ha preso il sopravvento: il poliziotto di Ferguson, Darren Wilson, ha sparato una serie di colpi ritenendo Brown autore di un furto commesso pochi minuti prima. Le proteste della comunità afroamericana ma anche di tanti altre persone indignate dalla condotta brutale della polizia americana, non sono mancate, alternando cortei pacifici a manifestazioni più accese. Oggi, a distanza di tre mesi si torna a dire basta alla violenza. Un corteo di cinquecento persone è partito dai pressi de comune di New York per poi attraversare il ponte di Brooklyn. Altri cortei si sono formati ad Harlem, Canal Street, Chinatown e in altri quartieri, confluiti in Times Square. I manifestanti hanno fatto irruzione persino nel “cubo” della Apple sulla Fifth Avenue, a due passi da Central Park, occupandolo e inscenando un “die-in”. Per il prossimo 13 dicembre è stata annunciata a Washington DC una grande marcia per la difesa dei diritti civili e contro le violenze della polizia.

cms_1534/due.jpgPat Lynch, capo del sindacato di polizia di New York, ha detto in una conferenza stampa che il Grand Jury newyorkese ha fatto la scelta giusta nel non incriminare Daniel Pantaleo, sostenendo che Garner «quel giorno ha fatto la scelta di resistere all’arresto». Lynch ha dichiarato che Daniel Pantaleo è un brav’uomo e un poliziotto maturo, e ha spiegato che «è anche una tragedia per questo poliziotto, che ora dovrà convivere con quella morte».

Il sindaco di New York, Bill de Blasio, ha invitato a manifestare in maniera pacifica e ha ribadito la necessità di riformare le pratiche della polizia per ristabilire la fiducia con i cittadini. Il presidente Barack Obama ha dichiarato che nel momento in cui la legge diventa iniqua è un problema che il presidente è chiamato a risolvere. L’amministrazione Obama sarebbe pronta a varare la più importante svolta antirazzista degli ultimi decenni nel campo della sicurezza. Il dipartimento di Giustizia della Casa Bianca ha annunciato che aprirà un’inchiesta federale sulla morte di Eric Garner, per verificare l’eventuale violazione dei diritti civili nei comportamenti degli agenti e nelle procedure seguite. Le manifestazioni degli afroamericani e dei militanti per i diritti mostrano l’indignazione per la non incriminazione della violenza inaudita di chi, probabilmente, non riesce a prescindere dal colore nero.

*Alessio Marchionna, Perché negli Stati Uniti è impossibile processare un poliziotto. Post su Internazionale.it del 4/12/2014.

Giacomo Giuseppe Marcario

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su