IL CASO BARBANO E L’ATTENTATO ALLA LIBERTA’ DI STAMPA

Barbano sostituito alla direzione del Mattino di Napoli diventa un “caso politico”

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La libertà di stampa è un diritto che ogni Stato di diritto, assieme agli organi d’informazione, dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l’esistenza della libertà di parola e della stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente. In Italia la libertà di stampa è sancita dall’Art. 21 della Costituzione.

cms_9365/22.jpgIl Gruppo Caltagirone – l’editore che pubblica, tra gli altri, Il Mattino di Napoli – ha comunicato venerdì scorso che Federico Monga sarà il nuovo direttore del giornale. Monga ha preso il posto di Alessandro Barbano. Ed ecco che questa diventa una notizia politica. Quali le ragioni del cambio al vertice del quotidiano, si domandano in tanti? Secondo indiscrezioni Barbano si è opposto a un ulteriore ridimensionamento del personale e a tagli nel giornale, che entro l’anno si trasferirà dall’attuale sede di via Chiatamone al Centro direzionale. La nuova veste grafica del Mattino è uguale inoltre a quella del “Messaggero” e il quotidiano romano ingloba così di fatto quello napoletano. Ma soprattutto è stata respinta da Barbano la richiesta dell’editore di un atteggiamento politicamente più “morbido” nei confronti di Lega e Movimento 5 Stelle. Una posizione chiara e ferma. E Caltagirone lo ha licenziato.

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Il mio rapporto con questo giornale, che ho molto amato, e sempre molto amerò, si interrompe per decisione dell’Editore. A cui va in ogni caso il mio ringraziamento sincero per la fiducia accordatami per quasi sei anni. Durante questo periodo la crisi del Paese è andata sempre più coincidendo con la crisi del suo racconto. E cioè con l’imporsi di una retorica che ha svuotato di senso le parole su cui si fonda il patto civile tra rappresentati e rappresentanti, tra cittadini e istituzioni. Con l’effetto di indebolire la delega del sapere e del potere, annullare la valenza simbolica dell’autorità, azzerare le forme della democrazia, instaurando nel discorso pubblico un analfabetismo che ci fa vedere l’Italia peggiore di quanto sia nella realtà. Così sfuma ogni differenza tra le élite e la casta, tra il compromesso e l’inciucio, tra le prerogative quirinalizie e i veti etero diretti”, scrive lo stesso Barbano, in una lettera di addio ai suoi lettori. Prevedibilmente, sul web si sono moltiplicate le prese di posizione a favore di Barbano, che sta diventando la vittima di un nuovo editto bulgaro: Barbano è stato "epurato"; "i giustizialisti non perdono mai tempo", si legge su Facebook e su Twitter.

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In effetti, in Italia crescono le minacce contro i giornalisti, soprattutto nel Mezzogiorno, ma anche a Roma: è l’allarme lanciato da Reporters sans frontières che nel rapporto 2018 sulla libertà di stampa, come l’anno scorso, punta il dito contro il Movimento 5 Stelle. Nonostante questo, nella classifica realizzata annualmente dall’Ong, il nostro Paese progredisce di 6 punti rispetto al ranking dello scorso anno sulla libertà di stampa, in 46esima posizione sui 180 Paesi esaminati. In Italia – scrive Rsf – “numerosi addetti dell’informazione sono sempre più preoccupati per la recente vittoria alle elezioni legislative di un partito, il Movimento 5 Stelle, che ha spesso condannato la stampa per il suo lavoro e che non esita a comunicare pubblicamente l’identità dei giornalisti che lo disturbano”. E ancora: “Spesso i giornalisti italiani subiscono pressioni da parte dei politici e optano sempre più di frequente per l’autocensura“.

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In Italia, tra l’altro, sono in aumento le violenze sui giornalisti. Dopo aver ricordato i casi dei cronisti che vivono sotto scorta, Reporter senza frontiéres ha sottolineato che "violenze e intimidazioni sono a un livello allarmante e crescente, soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia", e "numerosi giornalisti, soprattutto nella capitale e nel sud del Paese, si dicono continuamente sotto pressione di gruppi mafiosi che non esitano a penetrare nei loro appartamenti per rubare computer e documenti di lavoro confidenziali quando non vengono attaccati fisicamente".

Per fortuna, dimostrando coraggio e resilienza, i giornalisti, continuano, nonostante tutto, a pubblicare le loro inchieste. E a salvaguardare quello che è un diritto/dovere costituzionale.

Mary Divella

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