IL “FESTIVAL DELLA SALUTE GLOBALE” CAMBIA PELLE

Riunirà i massimi esperti internazionali per tracciare un bilancio della pandemia in corso

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Il Festival della Salute Globale, giunto alla sua seconda edizione, cambierà data e tematiche chiave a seguito dell’emergenza Covid-19. Una scelta inevitabile, dato che il virus ha letteralmente stravolto la vita di ciascuno di noi, senza eccezioni legate all’età, alla condizione economico-sociale, al grado di notorietà.

La rassegna, originariamente programmata per il 2 aprile, si aprirà - salvo ulteriori slittamenti - il prossimo 12 novembre nella città di Padova. Come annunciato dagli organizzatori, sarà effettuato un interessante bilancio critico dei postumi del coronavirus dal punto di vista economico, sociale, politico e individuale. Tra l’altro, la diffusione a macchia d’olio dell’epidemia conferma quanto già da tempo sostenuto da Walter Ricciardi e Stefano Vella, rispettivamente direttore e condirettore del Festival: la salute dell’uomo è profondamente interconnessa con il benessere del Pianeta e dei suoi ecosistemi.

Tra gli altri, saranno trattati i seguenti temi:governance globale, sistemi sanitari diseguali, cambiamento climatico e rischi per la salute dell’essere umano. Ciascun dibattito vedrà la partecipazione dei maggiori esperti italiani ed internazionali nei differenti campi esplorati.

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Alcuni degli studiosi che prenderanno parte all’evento si sono già pronunciati in merito allo tsunami sanitario che circa un mese fa ha travolto l’Italia e che, con un drammatico effetto domino, sta mettendo in ginocchio sempre più paesi del mondo (anche tra i più sviluppati).

“La veloce diffusione a livello globale dell’infezione da coronavirus, con il suo carico di mortalità sulle persone più fragili, rende evidente che occorre uno sforzo collettivo tra ricerca pubblica e privata per giungere rapidamente alla messa a punto di un vaccino, come è stato fatto per l’Ebola. - sostiene Stefano Vella, docente di Salute Globale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore - Purtroppo il tempo necessario per la sperimentazione non fa prevedere una sua disponibilità a breve, e molto probabilmente non per l’epidemia in corso. Per questo, più urgente sarebbe lo sviluppo di farmaci antivirali in grado di modificare la storia naturale dell’infezione per i pazienti affetti da gravi patologie”.

Quanto sta accadendo è la dimostrazione di come non esistano muri, ostacoli né confini sufficienti a bloccare l’avanzata di virus e batteri. Anche se ormai la tecnologia avanza nelle direzioni più disparate, il globo può diventare un enorme “lazzaretto” a cielo aperto in un arco di tempo terribilmente breve, paralizzando da un momento all’altro società che prima apparivano inespugnabili, come quella americana. Di certo, al di là dell’inestimabile perdita umana in termini di vittime, non potremo che trarne un’importante lezione sotto tutti i punti di vista. La fragilità del nostro essere, brutalmente esposto al “pubblico ludibrio” quando aggredito da una qualsiasi calamità naturale, dovrebbe condurre ad una graduale riformulazione delle priorità e delle pratiche quotidiane, spesso del tutto disadattive rispetto all’ambiente in cui siamo immersi. Pensiamo, ad esempio, allo scellerato sfruttamento delle risorse naturali, all’inquinamento, alla deforestazione.

Tali considerazioni sono da recepire attentamente anche a livello governativo, da parte di una politica che troppo spesso pone in secondo piano le tematiche relative alla salute, relegate al silenzio fino all’emergere di questioni che pongono in affanno il sistema sanitario. Pensiero, questo, in linea con quanto constatato da Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università Cattolica: “Negli ultimi tredici anni si è registrata una pressoché totale assenza di visione strategica e di governance nel settore della programmazione delle risorse umane in sanità, che ha visto arrivare l’intero sistema sull’orlo della non sostenibilità. Il SSN è oggi più a rischio che mai, se non si interviene presto e bene rischiamo di andare incontro a una vera e propria débâcle civile e sociale”.

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Gli fa eco Rosario Rizzuto, Rettore dell’Università di Padova, rimandando una più attenta disamina ai dibattiti previsti nel corso del Festival: “L’epidemia che stiamo vivendo ci dimostra, nostro malgrado in questa occasione, quanto sia cruciale il concetto di salute globale che abbiamo messo al centro della manifestazione. Il Covid-19 si sta allargando, a macchia di leopardo, sull’intero pianeta. Ed è per questo che c’è bisogno di una risposta a livello mondiale, che sfrutti le potenzialità di quella comunità scientifica che già lavora insieme, senza confini. Così come l’epidemia di oggi ci fa toccare con mano quanto un problema sanitario possa avere ripercussioni sul tessuto sociale ed economico di una nazione, costringendoci a cambiare abitudini e stili di vita. Tutti temi che analizzeremo con profondità e con uno sguardo ampio a novembre, nella seconda edizione del Festival della Salute Globale”.

Per ulteriori informazioni sulle iniziative in programma, visitate il sito www.festivalsaluteglobale.it.

Federica Marocchino

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