Hungary to bus people to Austrian border after over 1,200 people start 135km walk after international trains blocked

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Hungary has made the unexpected decision to bus refugees to the Austrian border, after over a thousand people blocked from boarding international trains from the capital took matters into their own hands and embarked on the 135km (85 mile) journey on foot.

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The government dispatched the buses after a nearly half-mile-long line of people streamed from the international Keleti rail station in Budapest onto a main road on Friday. Shortly after, the Austrian and German governments confirmed they would accept the refugees into their territories.

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"Because of today’s emergency situation on the Hungarian border, Austria and Germany agree in this case to a continuation of the refugees’ journey into their countries," Austrian Chancellor Werner Faymann confirmed on Facebook. Meanwhile in the town of Bicske, hundreds of refugees overwhelmed police officers at a train station near an asylum seeker reception centre, and headed west on a train line. A 51-year-old Pakistani man collapsed around 800 metres from the station, and died despite efforts to help him.

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Tensions were also high in the southern village of Roszke, where riot police used tear gas against refugees as they attempted to flee a camp. Some 300 people successfully broke out of the facility, but police officers said they later caught the group, Sky News reported. Images from the scene outside Budapest on Friday afternoon showed desperate refugees, both young and old, clutching their belongings as they started the gruelling walk to Austria in the blazing afternoon sun. Most are expected to head to Germany when they cross b order.

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Some braved the walk barefoot, while others appeared determined to cross the border despite being in wheelchairs or on crutches. Faced with the consequences of an unprecedented number of people walking across the country, the Hungarian government said that around 100 buses would arrive in the coming hours to pick up both the refugees at Keleti and the 1,200 who had already set off walking. The mass exodus was in response to attempts by the Hungarian authorities to prevent thousands of people from boarding international trains, as refugees – many from war-torn Syria – sought safety in western Europe.

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Hungary has been a land entry point to the EU for tens of thousands of refugees. The situation in there has gradually escalated since the beginning of the week, when officials began blocking refugees from boarding international trains from Keleti, and people were forced to camp outside the station. Highlighting the stark reality that refugees face, a mother gave birth to a baby girl in the underpass next to the station earlier this week. She named the child Sadan, meaning Shelter. Metres away, another woman nursed her newborn girl Shems, who was also born in the dirty walk-way after an ambulance refused to take her to a hospital, MailOnline reported.

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On Thursday, Ticket-holders were allowed to board trains which they believed were heading to Austria and Germany, but were stopped at the town of Biscke - the location of a camp for asylum seekers. There, police ordered passengers to register their applications before they could legally travel on to other Schengen-area countries. The government has defended its tough stance towards the refugees, and said it is attempting to implement the Dublin Regulation which states that asylum seekers must be registered in the first country they enter.

But many are keen to avoid remaining in Hungary, which is economically depressed and is more likely to return refugees to their countries of origin. Osama Morzar, 23, from Aleppo, Syria, used acid on his fingertips in the hope his details could not be taken down. "The government of Hungary is very bad," Mr Morzar, who studied pharmacology at Aleppo’s university, told an AP reporter."The United Nations should help," he said. The country’s parliament has responded to this week’s turmoil by tightening its immigration rules, approving the creation of transit zones on the Hungarian border with Serbia where refugees would be kept until their asylum requests were decided within eight days.

cms_2672/bandiera-italia-1.jpgCrisi dei rifugiati.

L’Ungheria invia persone ai confine con l’Austria dopo che 1200 persone hanno iniziato una traversata di 135 km a causa del blocco dei treni internazionali.

L’Ungheria ha preso la decisione inaspettata di spedire i rifugiati ai confini con l’Austria, dal momento in cui a migliaia di persone era stato impedito di salire sui convogli internazionali dalla capitale, prendendo la situazione nelle proprie mani e deciso di intraprendere 135 km (85 miglia) di viaggio a piedi. Lo scorso venerdì, il governo ha inviato gli autobus verso una fila di quasi mezzo miglio di lunghezza dalla stazione ferroviaria internazionale di Keleti a Budapest lungo una strada principale. Poco dopo, i governi austriaco e tedesco hanno confermato che avrebbero accettato i profughi nei loro territori. Il cancelliere austriaco Werner Faymann ha confermato su Facebook che: “a causa della situazione di emergenza odierna al confine con l’Ungheria, Austria e Germania sono d’accordo in questo caso affinché i rifugiati continuino il loro viaggio in questi paesi”. Nel frattempo nella città di Bicske, centinaia di profughi sono stati travolti da agenti di polizia in una stazione ferroviaria nei pressi di un centro d’accoglienza dei richiedenti asilo e si sono diretti a sud della linea ferroviaria. Un uomo di cinquantuno anni pachistano è morto sfinito a circa ottocento metri dalla stazione, morendo nonostante gli sforzi per aiutarlo. La tensione era alta anche nel villaggio meridionale di Roszke, dove la polizia antisommossa ha usato gas lacrimogeni contro i rifugiati mentre cercavo di fuggire in un campo. Sky News ha riportato che circa trecento persone sono riuscire a sfondare le barriere e sono entrate nella struttura, ma gli agenti di polizia hanno riferito che in seguito il gruppo è stato preso. Le immagini che provengono dalle porte di Budapest di venerdì scorso mostrano rifugiati disperati, giovani e meno giovani che, afferrando i loro averi iniziando la marcia estenuante verso l’Austria sotto il cocente sole pomeridiano. La maggior parte sta tenendo testa nell’attraversare il confine fino in Germania. Alcuni hanno coraggiosamente effettuato la marcia a piedi nudi, mentre altri sono apparsi determinati a passare il confine pur essendo in sedia a rotelle o con le stampelle. Di fronte alle conseguenze di un numero senza precedenti di persone che camminano in tutto il paese, il governo ungherese ha detto che circa cento autobus sarebbero arrivati nelle prossime ore per raccogliere sia i rifugiati a Keleti e i mille duecento che erano già partiti a piedi. L’esodo di massa è stato una risposta ai tentativi da parte delle autorità ungheresi per evitare che migliaia di persone salissero a bordo di treni internazionali, dal momento in cui molti rifugiati – dalla Siria dilaniata dalla guerra – hanno cercato sicurezza in Europa occidentale. L’Ungheria è stato un punto di ingresso verso l’UE per decine di migliaia di profughi. La situazione è gradualmente intensificata dall’inizio della settimana, quando i funzionari hanno cominciato a impedire ai profughi di salire a bordo dei treni internazionali da Keleti, e le persone sono state costrette ad accamparsi fuori dalla stazione. Evidenziando la dura realtà che i rifugiati devono affrontare, una madre ha dato alla luce una bambina nel sottopassaggio vicino alla stazione all’inizio di questa settimana. Ha chiamato il neonato Sadan, che significa “rifugio, protezione”. A pochi metri, un’altra donna allatta la neonata Shems, anche lei nata in un angusto sottopassaggio dopo che un’ambulanza ha rifiutato di portarla in ospedale, ha riferito MailOnline. Giovedì, ai possessori di biglietti è stato permesso di salire a bordo dei treni che credevano fossero diretti in Austria e in Germania, ma sono stati bloccati nella città di Biscke – dove c’è un campo per richiedenti asilo. Lì, la polizia ha ordinato ai passeggeri di registrare le proprie credenziali prima che potessero giuridicamente viaggiare in altri paesi dell’area Schengen. Il governo ha difeso la sua dura posizione nei confronti dei rifugiati, e ha detto che sta cercando di applicare il regolamento di Dublino che prevede che i richiedenti asilo devo essere registrati nel primo paese in cui entrano. Ma molti sono pronti a evitare la permanenza in Ungheria, che è economicamente depressa come se i rifugiati tornassero verso i loro paesi d’origine. Osama Morzar, ventitreenne, da Aleppo, in Syria, ha messo l’acido sulla punta delle dita nella speranza che i suoi dati non potessero essere registrati. “Il governo ungherese è molto cattivo” ha detto Morzar che ha studiato farmacologia all’Università di Aleppo ad un reporter di AP. “Le Nazioni Unite dovrebbe aiutare”. Il Parlamento del paese ha risposto alle turbolenze di questa settimana serrando le sue regole in materia di immigrazione, che approva la creazione di zone di transito al confine con l’Ungheria e con la Serbia, dove sarebbero stati conservati fino a quando le loro richieste di asilo vengono prese entro otto giorni.

(Tradotto dall’articolo “Refugee crisis: Hungary to bus people to Austrian border after over 1,200 people start 135km walk after International train blocked”, scritto da Kashmira Gander, pubblicato sul sito independent.co.uk sabato 5 settembre 2015)

Domenico Moramarco

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