Hokusai. Sulle Orme del Maestro

The Japanese artist exhibition at Ara Pacis Augustae

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Katsushika Hokusai (1760-1849) owes his international fame to The Great Wave, part of the Thirty-six Views of Mt Fuji series, and to the influence of reproductions of his works on artists in Paris at the end of the 1800s, including Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh and Monet, masters of the Japonisme movement.

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He experimented with different formats and techniques while portraying a huge variety of subjects, from landscape, nature, portraits of Kabuki actors, beautiful women and warriors, to images of ghosts, spirits and semi-mythic creatures.

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The work of Hokusai, undisputed master of ukiyo-e (literally, “images of the Floating World”), active between the late 1700s and early 1800s, is extraordinarily vast and versatile, and has been widely distributed over time as well, thanks to the artist’s many followers.

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Aiming to provide an in-depth look at the work and legacy of this great Japanese master, Hokusai: sulle orme del Maestro proposes a selection of approximately two hundred works, including paintings, illustrated books, and polychrome woodblock prints (to be exhibited in two shifts of one hundred works each in order to avoid compromising the fragile materials).

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Furthermore, his production is displayed along with that of various artists who followed in his footsteps, introducing new lines, shapes and colour relationships into the classic currents of ukiyo-e.

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The exhibition is promoted by Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali with the support of the Japanese Embassy, organized by MondoMostre Skira and Zètema Progetto Cultura, and curated by Rossella Menegazzo.

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It includes precious loans from Chiba City Museum of Art and other renowned collections in Japan, as well as from the Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone in Genoa.

cms_7568/italfahne.jpgProssime mostre a Roma. Hokusai. L’esposizione dell’artista giapponese all’Ara Pacis Augustae

Attraverso circa 200 opere la mostra racconta e confronta la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe.

Deve la sua fama universale alla Grande Onda, parte della serie di Trentasei vedute del monte Fuji, e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’ukiyoe, (che letteralmente significa “immagini del Mondo Fluttuante”), attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo grazie ai numerosi seguaci.

Hokusai. Sulle orme del Maestro si apre il prossimo 12 ottobre alMuseo dell’Ara Pacis di Roma e intende dar conto dell’opera e dell’eredità del grande maestro.

Attraverso circa 200 opere (100 per ogni rotazione della mostra per motivi conservativi legati alla fragilità delle silografie policrome) provenienti dal Chiba City Museum of Art e da importanti collezioni giapponesi come Uragami Mitsuru Collection e Kawasaki Isago no Sato Museum, oltre che dal Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, la mostra racconta e confronta la produzione del Maestro con quella di alcuni tra gli artisti che hanno seguito le sue orme dando vita a nuove linee, forme ed equilibri di colore all’interno dei classici filoni dell’ukiyoe, la cosiddetta “pittura del mondo fluttuante”.

Katsushika Hokusai deve la sua fama universale alla “grande onda di Kanagawa”, parte della serie delle Trentasei vedute del monte Fuji, e all’influenza che le sue riproduzioni ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento, tra i quali Manet, Toulouse Lautrec, Van Gogh e Monet, protagonisti del movimento del Japonisme. L’opera di Hokusai (1760-1849), maestro indiscusso dell’Ukiyo-e, attivo tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, è vastissima e versatile, ed ebbe grande diffusione nel tempo grazie ai suoi numerosi seguaci.

Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo: dal paesaggio alla natura, animali e fiori, dal ritratto di attori kabuki a quello di beltà femminili e di guerrieri, fino alle immagini di fantasmi e spiriti e di esseri e animali semileggendari.

Era uno sperimentatore che variava formati e tecniche: dai dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale e orizzontale, alle silografie policrome di ogni misura per il grande mercato, fino ai più raffinati surimono, usati come biglietti augurali, inviti, calendari per eventi e incontri letterari, cerimonie del tè, libretti per teatro.

I volumi dei Manga, che raggruppano centinaia di schizzi e disegni tracciati dal maestro e stampati in solo inchiostro nero con qualche tocco di vermiglio leggero, rappresentano il compendio di tanta eccentricità e genialità messa a disposizione di giovani artisti e pittori quali modelli per ogni genere di soggetto. Tra i suoi allievi ci sono Hokuba, Hokkei (1790-1850), Hokumei (1786-1868) che segnano la generazione successiva di artisti, insieme a Keisai Eisen (1790-1848), allievo non diretto di Hokusai, ma che da lui è stato influenzato, che ha determinato gli sviluppi delle stampe di bellezze femminili e paesaggio degli anni 1810-1830. Proprio a Eisen, presentato in Italia per la prima volta in questa mostra, appartiene la bellissima e imponente figura di cortigiana rappresentata nella silografia che Van Gogh dipinge alle spalle di Père Tanguy e utilizzata anche in copertina del Paris Le Japon Illustré nel 1887.

Domenico Moramarco

Tags: Hokusai Ara Pacis Roma

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