HITLER: PERSONALITA’ AMATA DA UNA MASSA INDIFFERENTE E OMERTOSA

Quando si tratta di crimini contro l’umanità, non è mai colpa di un solo individuo

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Ogni volta che un fatto storico scompone la scena, c’è sempre un capro espiatorio sul palco dell’impiccagione. Uno solo, così dicono. Quella persona con una personalità deviata al punto tale da pensare e progettare il massacro dell’intera dignità umana. Hitler, l’esempio per eccellenza, può aiutare a comprendere con precisione certe realtà, anche attuali.

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Conviene partire da una questione irrisolta che conduce le persone alla fame. Non basta un semplice concetto per far cambiare idea alla massa. Sono necessarie delle pessime condizioni di vita, un soggetto privo di scrupoli, una propaganda di dis-informazione studiata ad hoc e, soprattutto, una cerchia di protettori della cattiveria umana. Il tutto studiato appositamente per incrementare la rabbia diffusa e l’insoddisfazione generale. Aizzare la folla è un atto di furbizia del potere, forse il più semplice. Occorre, anzitutto, trovare un problema, poi costruire una soluzione e, successivamente, cominciare la campagna di revolution! Circola l’idea che Hitler sia l’ideatore del genocidio ebreo, l’unico e immorale malvagio personaggio della seconda guerra mondiale. Il restante sembra immune alle colpe. Invece, qui, quel che dovrebbe preoccupare più di ogni cosa è la reazione della massa. Lui ha proposto una idea (seppur orribile!), usato la rabbia come motore di reazione e il resto delle persone s’è permesso di mettere in moto la macchina da guerra. Bisogna riconoscere che esistono parecchi pazzi in giro per il mondo che farfugliano stranezze d’ogni tipo, fortunatamente però rimangono nell’ombra. Quando un pazzo arriva sul podio, chiediamoci chi ce l’ha messo. In fondo l’umanità ha una innata abilità se si tratta di incolpare il prossimo, lo fa con una naturalezza inaudita, quasi genetica. E’ dura ammettere di aver sbagliato o di essere delle bestie senza cuore, tuttavia chi è in grado di decidere della vita di qualcuno, deve pure prendersi la responsabilità delle proprie scelte.

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Per dirla tutta, la colpa non appartiene mai ad un solo individuo. Di fianco a lui c’è sempre una massa pronta a cogliere la palla al balzo e a riversare le frustrazioni personali sulla minoranza e sul misero di turno. Qualcuno in questi casi parla di situazioni di ignoranza, un concetto che pulisce la coscienza umana, lava le mani dei colpevoli e arrugginisce il pensiero dell’uomo. Ignorare significa non sapere, termine che spesso viene confuso con due parole colme di brutalità e perfidia: indifferenza e omertà. Che concernono un numero elevato di persone, come quelle che, vedendo gli ebrei deportati e il fumo che fuoriesce dai campi di concentramento, girano la testa dall’altra parte. Questo è il male del mondo: chiudere gli occhi di fronte alle ingiustizie. Non è l’uno il problema poiché, nei fatti, si potrebbe tranquillamente lasciare ai margini di una strada affollata. Eppure di fianco ad ogni pazzo che si presenta nei peggiori momenti storici, v’è una folla che lo segue con cattiveria e disumanità. Urge ricordarsi che alla fine di ogni disastro dell’uomo, conta il risultato delle azioni di ciascuno. Nessuno escluso.

Alessia Gerletti

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