Gualtieri: "Lavoriamo per evitare rivolte sociali" (Altre News)

Indennità Inps maggio, online la domanda - Superbonus 110%, ecco tutte le novità

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Gualtieri: "Lavoriamo per evitare rivolte sociali"

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"Stiamo lavorando per evitare rivolte sociali in autunno". Lo dice il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ospite di Lilli Gruber a ’Otto e mezzo’ su La 7. "Non penso ci saranno - aggiunge il ministro - ma naturalmente dipenderà anche da noi, dall’impegno e dall’efficacia delle cose che faremo’’.

E tra i provvedimenti "sicuramente faremo più cassa covid e più blocco dei licenziamenti. Poi dovremo trovare dei meccanismi per evitare i licenziamenti ma naturalmente adeguarci a una situazione più normale’’, chiarisce Gualtieri. Provvedimenti che "non potranno durare in eterno. Questo è evidente perché in nessun Paese ciò avviene e avverrà".

Il ministro fa ammenda sugli "inaccettabili ritardi’’ sulla cassa integrazione in deroga, ’’lo abbiamo detto e con il dl Rilancio abbiamo modificato regole. Il problema ormai è superato ma il ritardo è stato certamente molto negativo per tutti i lavoratori che aspettavano quei soldi. Le strutture purtroppo non hanno retto di fronte a così tante domande".

Ma rivendica: "Il bonus 600 euro è arrivato a quasi 5 milioni di persone, il contributo a fondo perduto arriverà da lunedì. Poi nessuno parla del blocco dei mutui e dei prestiti che ha funzionato molto bene, aiutando tante imprese e professionisti’’, aggiunge il ministro. ’’Sono tutti interventi corposi per un Paese come l’Italia, abbiamo bisogno delle risorse europee e stiamo facendo gli Stati generali anche per questo".

"Credo che sul Recovery fund troveremo l’accordo entro luglio, è urgente concluderlo. Ma ci tengo a dire che la portata dell’intervento dell’Europa per sostenere le economie degli Stati membri è senza precedenti. Alcuni strumenti e fondi strutturali - ricorda il titolare di via XX settembre - partiranno già dall’autunno 2020 ma la gran parte dei fondi saranno a disposizione da gennaio 2021. Sono soldi - ricorda Gualtieri - che servono a sostenere i lavoratori, le imprese e le famiglie".

Il Mes ’’è uno strumento utile la cui semplice esistenza - sostiene Gualtieri - aiuta a tenere bassi i tassi d’interesse’’. ’’Abbiamo ottenuto che la condizionalità è una: che questi soldi vengono dati a condizione che vengano usati per sostenere le spese sanitarie dirette e indirette. E’ una condizione Giusta.

Gran parte del merito secondo Gualtieri va sicuramente al premier. "Conte sta facendo molto bene e il consenso che riscuote è giusto perché ha fatto benissimo in una fase così difficile- ricorda - . E’ a capo del governo di una coalizione che sta lavorando insieme e che trova nel presidente del Consiglio un punto di sintesi e di impulso’’.

’’Il partito democratico è un elemento di forte stabilità e l’alleanza con il Movimento 5 stelle, partendo dal fatto che siamo due partiti molto diversi - riconosce Gualtieri - in realtà trovo che sta andando meglio di come pensassi. Ci sono molti più elementi di convergenza di quelli che pensavo ci fossero all’inizio, ci sono chiaramente delle differenze ma siamo partiti diversi’’ e ’’tuttavia la coalizione sta funzionando bene, merito anche di Conte’’.

Indennità Inps maggio, online la domanda

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La domanda per l’indennità Covid-19 relativa a maggio 2020 è online. A comunicarlo è l’Inps sul proprio sito. È attivo il servizio online per la presentazione delle domande. La misura straordinaria di sostegno è stata introdotta dal decreto Rilancio per supportare i lavoratori in condizioni di difficoltà economica causata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il beneficio economico, erogato dall’Inps, non concorre alla formazione di reddito ed è riconosciuto a: liberi professionisti con partita Iva, compresi partecipanti a studi associati/società semplice; collaboratori coordinati e continuativi. Per questa categoria di lavoratori non occorre presentare una nuova domanda, se si è già fruito del bonus relativo a marzo e aprile; lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali. Anche in questo caso, non è necessaria una nuova domanda, se si è già fruito del bonus per marzo e aprile.

Superbonus 110%, ecco tutte le novità

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Tutte le novità ssul superbonus del 110% che consente di realizzare, quasi gratis, lavori di ristrutturazione degli immobili che portino ad un miglioramento energetico è atteso come la manna dal cielo sia dai contribuenti sia dalle imprese edilizie. Tuttavia da quando è stato annunciata l’agevolazione fiscale, come evidenzia laleggepertutti.it, sono emersi diversi paletti ed è ipotizzabile l’introduzioni di nuovi elementi prima dell’approvazione definitiva del dl Rilancio.

Possono beneficiare del superbonus del 110% per la ristrutturazione con miglioramento delle prestazioni energetiche di un edificio le persone fisiche che detengono le unità immobiliari al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni. Rientrano le spese per i lavori effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Si valuta l’eventuale proroga a tutto il 2022.L’agevolazione è valida anche per le seconde case.

La detrazione spetta anche a: soggetti Ires come gli ex Iacp; società aventi le stesse finalità sociali (per gli immobili di edilizia residenziale pubblica di loro proprietà o da loro gestiti per conto dei Comuni); cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

In caso di interventi sulle parti comuni dello stabile, ne hanno diritto: persone fisiche; professionisti; imprese, comprese le società di persone o capitali. L’oggetto dei lavori può essere: un’abitazione, anche se non adibita ad abitazione principale; un ufficio; un negozio.

Sono beneficiarie se non esercitano attività di impresa, arti e professioni. Si ha diritto anche in caso di: interventi sulle parti comuni dell’edificio di un unico proprietario e, quindi, non condominiale; edificio unifamiliare adibito ad abitazione principale. Rimane tale anche se viene parzialmente affittata e, quindi resta il diritto al superbonus.

Non si ha diritto sui lavori in immobili diversi da quello adibito ad abitazione principale, a meno che si tratti di interventi antisismici o dell’installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo.

L’agevolazione viene riconosciuta che i lavori di ristrutturazione dell’immobile contengono almeno uno di questi tre interventi cosiddetti trainanti: isolamento termico dell’edificio (cappotto termico); sostituzione dell’impianto di condizionamento con caldaia a condensazione; installazione di impianto a pompa di calore.

Per avere la detrazione del 110%, è necessario pagare i lavori con bonifico bancario o postale (cosiddetto bonifico parlante) da cui risulti: la causale del versamento; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; numero di partita Iva o codice fiscale del beneficiario del bonifico.

Per l’installazione delle colonnine di ricarica, il pagamento può avvenire con bonifico o con qualsiasi strumento tracciabile, senza l’obbligo su specificare le informazioni sopra citate e senza la trattenuta dell’8%.

I limiti di spesa dei tre interventi trainanti sono di 30mila o 60mila euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, rispettivamente per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti sulle parti comuni degli edifici o per l’isolamento termico ovvero di 30mila euro per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti di edifici unifamiliari.

Il decreto concede la possibilità di: godere direttamente della detrazione fiscale o di trasformarla in credito d’imposta, con la facoltà di cederlo all’impresa che effettua i lavori o a terzi; convertire la detrazione in un pari contributo a mezzo sconto in fattura da parte del fornitore, il quale potrà, a sua volta, utilizzarlo come credito d’imposta, successivamente cedibile.

Il provvedimento prevede la detrazione del 110% sui lavori di isolamento termico (ad esempio, il cappotto termico) delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’immobile.

Per la realizzazione dell’isolamento, bisogna utilizzare materiali che rispettino i criteri ambientali minimi e che garantiscano una prestazione della superficie coibentata migliore rispetto ai limiti previsti dalla legge ancora in vigore.

I possibili interventi comprendono: cappotto termico: il materiale isolante viene posato sulla superficie previa pulizia e preparazione e poi fissato tramite elementi meccanici o colla. La finitura prevede la rasatura esterna e la tinteggiatura; insuflaggio: viene inserito del materiale sfuso nelle intercapedini vuote delle pareti; isolante all’interno: il materiale isolante viene collocato sulla superficie interna delle pareti, vale a dire sulla parte privata dell’immobile anziché sulla parte esterna e, quindi, comune dell’edificio.

Per quanto riguarda il superbonus 110% su impianto di riscaldamento, la detrazione si applica alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento esistente con uno alimentato da pompa di calore o con caldaia a condensazione o con sistema di microgenerazione.

La pompa di calore: Il sistema pompa energia da uno spazio a temperatura più bassa a uno a temperatura più alta. Garantisce un passaggio di calore secondo un percorso opposto a quello che si verificherebbe in natura. È in grado sia di scaldare sia di raffreddare l’ambiente. Le più diffuse sono quelle a compressione di gas alimentate a energia elettrica. Pertanto, sono adatte a lavorare abbinate ad un impianto fotovoltaico. La caldaia a condensazione: L’apparecchio recupera il calore contenuto nei fumi di combustione i quali, raffreddandosi, parzialmente condensano. Richiede apposite canne fumarie, diverse da quelle tradizionali. Difficilmente, però, può garantire da sola il salto di due classi energetiche necessario per ottenere il superbonus: ci sarà bisogno di altri interventi di isolamento termico.

Se abbinati agli interventi di efficientamento energetico sopra citati, è possibile ottenere la detrazione del 110% anche sull’installazione di: pannelli fotovoltaici; serramenti con miglioramento dell’isolamento termico e acustico; pannelli solari; colonnina di ricarica elettrica.

Beneficiano della detrazione del 110% i seguenti interventi antisismici: messa in sicurezza statica delle parti strutturali degli edifici; lavori per il passaggio ad una o due classi di rischio sismico inferiori; acquisto di edifici antisismici realizzati mediante demolizione e ricostruzione in zona sismica 1, 2 e 3.

Prevista una detrazione del 90% sulla sottoscrizione di una polizza a copertura del rischio di eventi calamitosi in caso di cessione del credito ad un’impresa di assicurazione.

Tetto di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

Per usufruire del superbonus del 110% occorre presentare: progetto; relazione di conformità prima dell’inizio dei lavori; attestato di qualificazione energetica per la chiusura dei lavori; attestato di prestazione energetica (l’Ape).

Previsti controlli dell’Agenzia delle Entrate sulla documentazione presentata dal contribuente. In caso di assenza dei requisiti, si prevede: la restituzione dell’importo relativo alla detrazione non spettante; il pagamento di interessi sull’importo sopra citato. Le sanzioni verranno applicate: nei confronti del contribuente; in solido con il fornitore se venisse riscontrato il «concorso nella violazione» insieme a chi ha ceduto il credito d’imposta.

Redazione

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