Governo, Conte da Mattarella al Quirinale

Manovra, Conte: "Accordo totale, non è governo tasse" - Di Maio: "Io sfiduciato? Non rinuncio a nostre battaglie" - Elezioni regionali, accordo Berlusconi-Salvini-Meloni

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Governo, Conte da Mattarella al Quirinale

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Giuseppe Conte a quanto si apprende è salito al Quirinale per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il premier ha lasciato palazzo Chigi nel pomeriggio mentre era in corso il vertice di maggioranza sulla manovra economica.

"Un colloquio già programmato", ha precisato Conte, "che rientra nelle abitudini senza alcuna urgenza". Un colloquio nel quale si è anche affrontato il tema della manovra, ha aggiunto il premier, ma senza "nessun particolare accento sulla tenuta della maggioranza".

Manovra, Conte: "Accordo totale, non è governo tasse"

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"Abbiamo lavorato, in questi giorni e ieri c’è stato questo rush finale per mettere a punto gli ultimi dettagli sulla manovra. Ora abbiamo un quadro completo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte,ieri, in conferenza stampa a palazzo Chigi. "Abbiamo elaborato una proposta di manovra molto articolata che rispetto a quello che era il quadro iniziale è molto efficace. Abbiamo sterilizzato l’incremento delle clausole dell’Iva per 23 miliardi e questo va ricordato. Abbiamo scongiurato un’imposizione sui consumi che avrebbe prodotto per effetto regressivo una probabile recessione economica con un aggravio di oltre 500 euro sulle famiglie", ha spiegato il premier, sottolineando che "c’è un accordo completo nella maggioranza" sulla manovra e che "dopo la legge di bilancio cambierà il clima, non ci sarà più l’urgenza della scadenza. Dopo l’approvazione ci sarà più entusiasmo e meno stress".

"Abbiamo azzerato quella che è passata come la tasse sulle auto aziendali. Nessuno ci dirà più che siamo il governo delle tasse", ha rimarcato il premier. "Se qualcuno si alzerà e dirà che questa è una manovra delle tasse, ci troveremo di fronte a una menzogna, una menzogna inoppugnabile". La sugar tax "partirà dal 1° ottobre" in modo che le aziende "abbiano tutto il tempo per riformulare le loro linee produttive". "Noi daremo più soldi alle famiglie e a tutti i cittadini perché distribuiremo a consuntivo 2020 ben 3 miliardi di superbonus per acquisti con moneta elettronica". Nella manovra è inoltre previsto per il terzo settore "un impegno per il 5 per mille" con i "primi dieci milioni nel 2020".

’’Abbiamo trovato delle soluzioni molto positive e insperate", ha evidenziato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso della conferenza seguita al vertice a palazzo Chigi. La manovra 2020 per Gualtieri è ’’un punto di passaggio, per un paese che volta pagina e si mette alle spalle una fase molto difficile, con un’eredità molto complessa, e riparte nel segno della crescita e della coesione sociale, della sostenibilità ambientale e dell’innovazione’’. ’’Abbiamo individuato delle risorse aggiuntive con un lavoro certosino, difficile e complesso ma che -ha sottolineato Gualtieri- è stato molto positivo, soprattutto per lo spirito di collaborazione tra tutte le forze di maggioranza’’.

’Contrariamente a quanto letto, in realtà non è stato un negoziato politico perché c’è stata da subito un’intesa sull’esito del lavoro -ha puntualizzato Gualtieri-. Un lavoro che è stato corale e complesso’’. ’’Trovare una quadra dal punto di vista delle risorse è stato un lavoro molto intenso, ma devo dire che è stato molto positivo che sia stato un lavoro corale in cui, di fronte a degli obiettivi comuni che ci eravamo dati, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo trovato delle soluzioni’’. Il risultato raggiunto sul ddl bilancio sarà ’’sottoposto all’esame del parlamento che saprà ulteriormente dare il suo contributo per rafforzare e migliorare questa manovra’’.

Di Maio: "Io sfiduciato? Non rinuncio a nostre battaglie"

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"Vedo un continuo complottismo nei nostri confronti. Scrivono che Di Maio vuol far cadere il governo... Sono tutte sciocchezze". Lo assicura Luigi Di Maio a ’Radio Capital’. ’’Noi siamo sempre stati leali sulle situazioni di governo. Il precedente governo non lo abbiamo fatto cadere noi... Lo abbiamo fatto nascere noi. Il fatto che Di Maio voglia far cadere il governo non è vero. Noi siamo sempre stati leali ai governo a cui partecipiamo’’, afferma ancora il capo politico dei 5 Stelle che, sul presunto documento di alcuni capi di commissione M5S per sfiduciarlo, dice: ’’Sono onorato del settimo titolo consecutivo di ’Repubblica’ su di me...". ’’Sicuramente ci sono una decina - sottolinea - che sono spaventati quando io alzo la voce, ma io non rinuncio alle nostre battaglie e vengano allo scoperto...’’. ’’Il Movimento - assicura Di Maio - ha sempre trattato le situazioni di governo in maniera leale. Quando non siamo d’accordo’’ su alcuni temi, il Movimento lo dice.

"Se nel programma e negli accordi con il Pd mi avessero detto ’guarda dobbiamo cambiare la prescrizione o firmare al buio il Mes’, io avrei detto no. Quello che abbiamo messo nel programma lo facciamo, mentre su quello che non c’è nel programma dobbiamo trovare un’intesa - sottolinea il ministro degli Esteri - Noi sulla prescrizione lo abbiamo detto chiaramente: intesa sui tempi dei processi ma dal primo gennaio deve entrare in vigore la prescrizione, perché su quello non possiamo arretrare’’. "Io credo che sul tema dei tempi della giustizia si possa trovare un’intesa - ha aggiunto allora Di Maio - Se invece, qualcuno vuol votare una legge con Salvini e Berlusconi... Però, io nella mia percezione, nel lavoro che faccio ogni giorno, anche incontrando i capi delegazione del Pd, non percepisco che si voglia fare uno strappo. Quindi, andiamo avanti e troviamo un’intesa sulla riforma della giustizia intesa come processo penale e tempi della giustizia’’.

Di Maio parla anche di Di Battista: ’’E’ sacrosanto che non tutti nel Movimento siano d’accordo con me. Ma trattare Alessandro Di Battista come un corpo estraneo al Movimento mi fa male. Abbiano costruito un pezzo di Movimento insieme. E se lui parla di togliere le concessioni ai Benetton" o "dice che non possiamo firmare al buio un trattato internazionale come’’ il fondo Salva-Stati, ’’io credo che vada sostenuto’’.

Elezioni regionali, accordo Berlusconi-Salvini-Meloni

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Accordo in vista delle prossime elezioni regionali nel centrodestra. "Con grande spirito di coesione e di collaborazione, dopo un lungo e costruttivo confronto tra i leader, i tre partiti hanno raggiunto un accordo sui profili dei candidati governatori e sulla composizione delle liste per le Regioni che andranno al voto e che sarà perfezionato nei prossimi giorni". E’ quanto si legge in una nota congiunta di Lega, Fi e Fdi, al termine del vertice a tre, che si è tenuto ad Arcore, tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

"Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia stanno facendo in Parlamento un’opposizione dura e le elezioni regionali del 2020 confermeranno che le sinistre e il Movimento Cinquestelle non godono più della fiducia degli italiani", evidenziano i tre partiti del centrodestra.

"Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia rappresentano la coalizione di centro-destra che è largamente in testa in tutti i sondaggi e governa la maggioranza delle Regioni, sentono il dovere di difendere gli interessi degli italiani e vogliono riportare alla guida del Paese il buon governo", si legge ancora nella nota. Lega, Fi e Fdi esprimono poi "crescente preoccupazione per il liquefarsi della maggioranza di governo, che però propone una manovra disastrosa a base di tasse e manette".

Il vertice ad Arcore è durato tre ore. Confermato, apprende l’Adnkronos, lo schema che prevede la candidatura nelle Marche per Fdi, oltre a quella per la Puglia. Forza Italia indicherà il candidato in Calabria e Campania, mentre alla Lega, dopo l’Emilia Romagna, spetta il nome per la Toscana. Non si sarebbe, invece, toccato l’argomento del candidato chiamato a battersi per la carica di sindaco di Roma. Il centrodestra è in testa in tutti i sondaggi, hanno rivendicato i tre leader al termine dell’incontro, e il voto delle regionali confermerà che sinistra e M5S non hanno più la fiducia degli italiani. La coalizione si mostra compatta in vista della competizione elettorale. I nomi, per il momento, sono tenuti coperti anche se un’intesa di massima dovrebbe essere già stata raggiunta.

Ad Arcore è aleggiata l’ombra dell’’altro Matteo’. Malgrado le smentite di stamattina all’articolo che parlava di un incontro con Renzi in casa Verdini, insomma, al leader della Lega gli alleati avrebbero chiesto conto della notizia. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, Salvini avrebbe negato categoricamente. Nessun incontro, avrebbe assicurato ripetendo in privato quanto detto pubblicamente: "Mai incontrato Renzi in nessuna villa’’. Nel corso del vertice all’ora di pranzo, a base di flan di tartufo e pesce, Berlusconi da parte sua, avrebbe difeso orgogliosamente l’identità e il ruolo di Fi all’interno del centrodestra, respingendo nettamente l’ipotesi di un progetto di fusione con la Lega.

Redazione

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