Governo, Conte: verifica giovedì con capi delegazione (Altre News)

Renzi: "Salvini al palo, declino M5S inesorabile" - M5S, Crimi: "Richiamo tutti alla responsabilità" - Prescrizione, Iv una settimana per intesa - Fontana: "Pd ha portato disabili ai seggi per vincere"

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Governo, Conte: verifica giovedì con capi delegazione

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A quanto apprende l’Adnkronos, il premier Giuseppe Conte dovrebbe vedere i capi delegazione delle forze di maggioranza giovedì pomeriggio, al rientro da Sofia, attorno alle 18.30. Il presidente del Consiglio, che subito dopo le elezioni in Emilia Romagna e Calabria aveva condiviso la necessità di avviare una fase due, accelera, dunque, dopo che la squadra M5S di Governo ha scelto per acclamazione come ’voce’ del movimento il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Renzi: "Salvini al palo, declino M5S inesorabile"

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"Salvini è restato al palo e questo è un bene". Lo ha affermato Matteo Renzi, ospite di ’Circo Massimo’ su Radio Capital. In Emilia Romagna "il vero vincitore è Bonaccini, la vittoria ha il suo nome e il suo cognome", ha sottolineato il leader di Italia Viva. "Si può vincere attraverso il buon governo, il populismo viene fermato con il buon senso". Poi, sui rapporti nella maggioranza di governo dopo le elezioni regionali. "Il Movimento 5 stelle ha il gruppo più folto in Parlamento ma non è che noi ci inchiniamo alla cultura populista e demagogica". E ancora: "Credo che il declino dei Cinquestelle sia inesorabile, di fatto non c’è futuro per i Cinquestelle". Renzi punzecchia poi la sindaca di Roma, Virginia Raggi, annunciando che l’assemblea di Italia Viva in programma nel fine settimana a Roma si svolgerà a Cinecittà, "in un set cinematografico perché è l’unico posto di Roma dove non ci sono rifiuti".

M5S, Crimi: "Richiamo tutti alla responsabilità"

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Alla Camera l’assemblea congiunta dei parlamentari M5S, con il nuovo capo politico Vito Crimi che ha preso la parola ribadendo il suo pensiero sulla futura collocazione politica del Movimento. "Ai cittadini - ha detto Crimi - non interessa niente in quale campo ci collochiamo. Ai cittadini interessa se abbassiamo le tasse".

Il capo politico del M5S ha esortato a ripartire "dai temi" con "entusiasmo e passione". "Aiutatemi a poter affrontare i problemi da affrontare", l’appello di Crimi. "Abbiamo deciso di partire aiutando gli ultimi, questa una scelta di campo e la rivendico. I provvedimenti che abbiamo fatto hanno consentito alle persone di avere ciò che a loro era dovuto. Abbiamo dato loro quello che era stato negato in passato. Tra il consenso facile e il bene del cittadini abbiamo scelto il secondo".

"Seguo il M5S dalle origini, ho seguito tutte le fasi anche quelle in cui ci dicevano è finita. Oggi sono qui per dirvi che non è così, il Movimento rinasce dai territori dove c’è il desiderio di ripartire" ha scandito, osservando che "ci sono cose fatte che a qualcuno possono piacere e ad altri no, ma sono scelte. E per questo voglio richiamare tutti alla responsabilità. Senso di responsabilità è comprendere il senso delle nostre scelte, a partire da me. E in questo vi chiedo il massimo supporto".

"Dobbiamo riaccendere la scintilla della passione nei cuori dei nostri attivisti - ha sottolineato - Non dobbiamo limitare i nostri sogni, dobbiamo immaginare obiettivi a lunga scadenza. Sono qui per accompagnarvi, è un viaggio da fare insieme, per un rilancio e per affrontare nuove sfide tutti insieme. Sono qui - ha proseguito - per accompagnarvi con massima inclusività ed ascolto". "In quale campo ci collochiamo? Ai cittadini interessa che abbassiamo le tasse o meno: è sui temi che dobbiamo metterci in gioco ed essere convincenti", ha rimarcato Crimi, aggiungendo: "Penso ai prossimi appuntamenti che abbiamo davanti, al cronoprogramma nuovo, una nuova agenda di Governo, abbiamo il referendum da portare a casa".

"Va bene il taglio delle tasse, ma la gente vuole sapere come ci posizioniamo", ha replicato il deputato M5S Paolo Lattanzio rivolgendosi al capo politico.

Il Movimento 5 Stelle "non è in crisi" e "la colpa", semmai, "è di chi parla con i giornali". Questa, a quanto apprende l’Adnkronos, la riflessione di Danilo Toninelli, nel corso dell’assemblea dei gruppi parlamentari. L’ex ministro dei Trasporti, ora responsabile delle campagne elettorali grilline, ha spiegato di aver risolto il problema ’negandosi’ ai cronisti.

"Allearsi col Pd? Il M5S o sceglie di essere la terza via oppure muore", ha detto in assemblea il deputato irpino Michele Gubitosa, ringraziando l’ex capo politico Luigi Di Maio: "Dovremmo dirgli tutti grazie. Luigi ha dato tanto". Poi il monito: "Il Pd vuole prosciugarci, non cadiamo nella trappola". E ancora: "Non dimenticandoci da dove veniamo, serve identità".

In assemblea M5S c’è chi ha chiesto di riaprire il dossier delle alleanze alle prossime regionali. Tra questi, il deputato Antonio Zennaro, per il quale non va chiusa la porta a un accordo con il Pd. Anche il collega pugliese Giorgio Lovecchio punta a "riaprire il tavolo" in vista della competizione elettorale in programma nella sua regione. Critiche alla comunicazione sarebbero invece arrivate da parte di Carla Ruocco e Giorgio Trizzino. Nel corso di alcuni interventi, inoltre, sarebbe emersa - secondo quanto si apprende - la necessità di "rendere deliberanti le decisioni dell’assemblea congiunta". Ipotesi, però, che non avrebbe incontrato il favore del nuovo capo politico. Sulla prospettiva "per il momento strada sbarrata. E questo non è buono", ha commentato Trizzino all’Adnkronos, lasciando la Camera.

"Non mi sembra ci sia reale voglia di analizzare errori, approfondire, dialogare", ha detto all’Adnkronos il deputato Lattanzio, lasciando l’assemblea. "Dialogo dovrebbe essere la base della politica, per un confronto su temi e soluzioni, senza pregiudizi, invece - ha rimarcato - sembra ci sia voglia di chiusura che fa sentire molti di noi in profondo disagio".

Prescrizione, Iv ’concede’ una settimana per intesa

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Niente voto sulla pdl Costa sulla prescrizione. La proposta di Forza Italia è stata rinviata in commissione. La possibilità era nell’aria da giorni e oggi la maggioranza ha ufficializzato l’intesa sul rinvio. Con Italia Viva - pronta a votare sì alla pdl Costa con le opposizioni - che ’concede’ un’apertura di credito ai partner di governo: i renziani non partecipano al voto ma contestualmente chiedono si arrivi in tempi brevi a una soluzione.

Il timing lo ha fissato nel suo intervento in aula Lucia Annibali: "Noi abbiamo presentato due emendamenti al Milleproroghe che chiedono il rinvio della riforma Bonafede e che saranno votati da qui ai prossimi 10 giorni. E’ questo il tempo che noi vogliamo offrire alla maggioranza per vedere se è possibile arrivare a modifiche condivise". Dalle parti di Iv si sottolinea "l’atteggiamento responsabile" visto che la maggioranza ha legato la richiesta di rinvio della pdl Costa alla necessità di avere qualche giorno per arrivare a una soluzione sul tema prescrizione.

Una settimana più o meno. Visto che al massimo tra 7 giorni la Camera dovrà esprimersi sull’emendamento Annibali al Milleproroghe che sospende gli effetti della riforma Bonafede. Votare contro il rinvio sarebbe stata "una provocazione" si spiega in Iv. "Ma tra una settimana anche il Pd e tutti i riformisti votino con Italia Viva l’emendamento di Lucia Annibali contro la riforma Bonafede".

Per Enrico Costa “la maggioranza non è neanche capace di votare contro la nostra proposta. Gettano la palla in tribuna, ma la palla tornerà molto presto in campo, perché già nel mese di febbraio riporteremo il testo in aula. Se pensano di fermarci si sbagliano di grosso. Non daremo tregua”.

Secondo Devis Dori, deputato del MoVimento 5 stelle e capogruppo in commissione Giustizia alla Camera, “la scelta del rinvio in commissione Giustizia della proposta di legge Costa è coerente con quanto detto oggi in Aula dal ministro Bonafede: c’è un cantiere aperto sullo stesso tema ed è opportuno portare prima a termine questo percorso".

Fontana: "Pd ha portato disabili ai seggi per vincere"

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In Emilia Romagna "era difficile e per la sinistra era l’ultima ancora di salvezza. E’ stata fatta una mobilitazione degna dei tempi andati: è stata vista gente di più di cent’anni portata ai seggi, disabili accompagnato con i pulmini, una mobilitazione per salvare quel che resta di un’idea che ormai è svanita". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia ed esponente della Lega, Attilio Fontana, a margine della visita dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, in Consiglio regionale.

"Se è un errore riuscire ad arrivare al 42% in Emilia Romagna - ha continuato Fontana - ben vengano errori di questo genere. Spero che se ne commettano altri e che si riesca a beccare una massa di voto così imponente. La Lega dopo la sconfitta in Emilia Romagna, ha continuato, deve continuare sulla strada che ha intrapreso, sulle prossime elezioni regionali e nel ribadire l’assoluta impossibilità che questo governo vada avanti a non fare nulla e a continuare a vivacchiare in questa maniera grave e perniciosa per il nostro Paese".

Pronta la replica del vicesegretario dem, Andrea Orlando: "Il presidente della regione Lombardia si era sempre contraddistinto per la misura rispetto ad alcuni suoi compagni di partito. Dispiace vedere che oggi abbia perso con questa dichiarazione tale cifra. Disabili ed anziani hanno diritto al voto quanto tutti gli altri cittadini".

"Dubito, avendo partecipato alla campagna elettorale, che ci sia stato un apposito servizio trasporti del Pd in Emilia Romagna ma in ogni caso leggere una sconfitta come quella subita dalla Lega in questi termini è solo un goffo tentativo di rimozione degli errori di Salvini e dei meriti dei suoi avversari a partire da Bonaccini. Se un centenario va a votare è anche perché non vuole che torni l’odio, essendo stato, magari, testimone oculare di ciò che può provocare".

"Se un presidente di regione,in cui vivono disabili, anziani e molti cittadini che votano per un partito diverso dal suo, si produce in dichiarazione come questa, cessa di essere un uomo delle istituzioni e diventa soltanto un propagandista di partito", conclude Orlando.

Pronta su Facebook la controreplica di Fontana: ’’Voler far passare le mie parole come un attacco agli elettori emiliano-romagnoli o, peggio ancora come un attacco addirittura ad anziani e disabili, è puerile e semplicemente spiega il livello di chi usa queste argomentazioni’’.

’’Una mia estrema sintesi sul risultato delle elezioni, utile a rendere l’idea di quanto fossero decisive per il Pd, è stata ripresa e strumentalizzata - in maniera qualche volta isterica - da molti esponenti regionali e nazionali dello stesso partito, per indicarmi al pubblico ludibrio’’.

Redazione

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