Google contro Huawei: la Cina non sta a guardare

Quali sono le cause e le conseguenze dello scontro?

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Secondo alcune indiscrezioni sembra che Huawei stia lavorando ad un sistema operativo alternativo ad Android, a causa della cessazione dei software da parte Google. Ma cosa ha portato il colosso cinese ed il colosso statunitense a scontrarsi? Probabilmente tutto è cominciato quando il primo dicembre scorso la figlia del fondatore di Huawei, Meng Wanzhou, fu fermata ed in seguito arrestata all’aeroporto di Vancouver per presunto spionaggio industriale e gli Stati Uniti ne hanno chiesto l’estradizione. Proprio in quel momento, a Buenos Aires Donald Trump e Xi Jinping stavano discutendo sulla guerra ai dazi e stipulando una tregua di 90 giorni. I cinesi hanno quindi preso l’arresto come un tradimento ed hanno accusato gli americani di essere dei doppiogiochisti.

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Ricordiamo che la Cina - ed in particolare Huawei - avrà un ruolo fondamentale per quanto riguarda il 5G, ovvero le reti internet del futuro. A fronte di tutto ciò, recentemente Trump ha firmato un ordine esecutivo che proibisce alle società statunitensi di utilizzare apparecchiature di telecomunicazione di “avversari stranieri” ritenuti un “rischio inaccettabile” per la sicurezza nazionale ed ha invitato gli alleati a fare lo stesso. Per quanto riguarda l’Italia, secondo delle indiscrezioni riportate da DDay, Huawei potrebbe essere escluso dal grande lancio del 5G in estate. Infatti è noto che Tim e Vodafone stiano cercando i partner ideali per il “grande passo”, e la bufera degli Usa potrebbe aver cambiato le carte in tavola escludendo il Mate X. I due operatori però hanno subito smentito. Google in tutto questo, obbedendo alle scelte strategiche del governo americano, ha annunciato che smetterà di fornire al colosso orientale il sistema operativo Android e tutto ciò che ne consegue (ovvero tutti gli aggiornamenti successivi e le app come Gmail, Youtube, Maps, ecc…). Ma la Cina non è stata a guardare: infatti mentre la mossa di Big G stava facendo il giro del mondo, il presidente Xi Jinping era andato in visita a JL-Mag, azienda cinese leader mondiale nel settore delle terre rare (ovvero tutte quei materiali rari e indispensabili per la creazione degli smartphone).

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Il motivo? Ufficialmente nessuno, ma non è difficile immaginare che la Cina potrebbe prepararsi a un passo senza precedenti: paralizzare l’export di terre rare verso gli Usa. Mettendone, di fatto, in ginocchio l’industria tech, visto che i canali di approvvigionamento alternativi sono assai scarsi e inaffidabili. Dopo le prime 24 ore dalla chiusura di Google il Dipartimento del Commercio ha concesso una licenza temporanea di 90 giorni che permetterà alla multinazionale cinese di acquistare beni americani per mantenere le reti e realizzare gli aggiornamenti per la sua linea di smartphone, riferisce l’agenzia Reuters. In ogni caso Huawei avrebbe già un piano B, ovvero quello di creare un proprio sistema operativo. Ma quante persone sarebbero disposte a lasciare la “comfort zone” di Google per un nuovo e misterioso software?

Francesco Maria Tiberio

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