Gli effetti dionisiaci dell’abuso della rete

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Nuovi media, nuove patologie. L’ambito di studi e di ricerche per quanto riguarda la rete si sposta dalle cattedre e dalle sedi universitarie per approdare negli studi medici e scientifici. Uno studio di recente pubblicazione ha misurato una serie di parametri fisiologici, come ansia percepita e dipendenza dalla rete, su 144 persone di età compresa tra i 18 e i 33 anni che avevano navigato su internet per un certo periodo di tempo. Le analisi effettuate a posteriori hanno dimostrato che un abuso della navigazione in rete è in grado di modificare alcuni dei parametri fisiologici dell’essere umano come per esempio la frequenza cardiaca e la pressione del sangue.

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Inoltre i risultati hanno accertato un aumento dell’attivazione del sistema nervoso correlato a un eccesso di ansia dopo che ci si è disconnessi, da parte di coloro i quali usano internet in maniera ossessiva, ovvero abusandone. Al contrario nessun problema è comparso in coloro che hanno morigeratamente usato internet con una connessione più limitata nel tempo. Lo studio ha dunque accertato ciò che da qualche anno era ormai stato dichiarato un dato di fatto basato sull’uso a volte smodato della rete. Ora vi è anche la prova empirica, cioè la quasi certezza che quando ci si disconnette dalla rete si sperimentano in molte persone stati ansiogeni accompagnati da effettivi cambiamenti fisiologici. La dipendenza da internet porta a problematiche come un aumento medio della frequenza cardiaca del 3 e del 4% che in alcuni casi può arrivare addirittura a raddoppiare subito dopo ci si è disconnessi. Il pericolo sia chiaro non si presenta nel breve ma nel corso del tempo si possono manifestare alterazioni del sistema ormonale in grado di ridurre quelle che sono le risposte immunitarie del nostro organismo. Siamo di fronte a un’emergenza tecno-sanitaria in grado di creare stati di astinenza simili all’abuso di sostanze come alcol e droghe. L’abuso della rete porterebbe agli stessi effetti dell’uso di sostanze come oppiacei o eroina, creando la necessità di riconnettersi nel breve alla rete per ridurre tutte quelle sgradevoli sensazioni che si hanno nel momento in cui si è in crisi di astinenza. L’antico adagio aristotelico in medio stat virtus non sembra essere rispondente a tempi troppo accelerati e a tecnologie dell’immediato.

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La rete è troppo importante, se non fondamentale per adempiere a scelte del quotidiano di ampio respiro, in grado cioè di accompagnarci dal risveglio sino alla buonanotte. Riduzione della massa corticale, pericoli per le nostre difese immunitarie, aumento di ansia, stati di depressione e sensazioni di solitudine appaiono a cospetto di un mondo di nuove opportunità, problemi di secondaria importanza per noi neo superuomini contrari a ogni impedimento di ordine etico ed entusiasti del senso di deresponsabilità procuratoci dallo sviluppo dei mezzi (dionisiaci) di comunicazione digitale.

Andrea Alessandrino

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