Gli effetti dei gas di scarico sulle cavie umane

La scoperta shock in Germania

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Dopo il recente scandalo sui dati truccati circa l’emissione di sostanze inquinanti da parte di importanti marchi automobilistici tedeschi, un’altra bufera si è abbattuta su di essi. Stiamo parlando della notizia, trapelata qualche giorno fa, in merito all’utilizzo di cavie animali e umane per controllare gli effetti delle sostanze contenute nelle particelle inquinanti disperse nell’aria.

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A tal proposito, il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinasha affermato: "Prendiamo atto della volontà delle autorità tedesche di indagare sulla questione e speriamo che lo facciano, poiché la vicenda richiede un’azione urgente”.

Intanto la Volkswagen ha sospeso il suo capo lobbista, Thomas Steg, sull’onda dello scandalo nel quale sarebbero coinvolte anche Daimler e Bmw. Dopo le notizie relative all’impiego di scimmie, stando a quanto riportato oggi dai quotidiani Stuttgarter e Sueddeutsche Zeitung, ad alcuni esseri umani sarebbe stato fattoinalare un gas contenuto nelle emissioni, nel quadro di un esperimento voluto da un gruppo fondato dai colossi dell’auto tedesca.

I test erano stati richiesti dall’EUGT, European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector, organismo non più esistente fondato dalle tre case automobilistiche coinvolte. A un certo punto, tra il 2012 e il 2015, era stato chiesto uno studio su inalazioni a breve termine di diossido di azoto da parte di individui in salute, stando ai giornalisti che hanno preso visione dei relativi documenti. Un istituto dell’Ospedale universitario di Aquisgrana avrebbe poi esaminato25 personedopo che avevano inalato diversi quantitativi di diossido di azoto per alcune ore,apparentemente non constatando alcuna reazione al gas inalato.

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La Daimler ha preso espressamente le distanze dagli studi sugli esseri umani e dall’EUGT. "Siamo scioccati dalla portata di tali studi e dal modo in cui sono stati condotti", ha ribadito con una dichiarazione citata dalla Sueddeutsche, in cui ha definito tali pratiche contrarie “ai principi etici e ai valori della Daimler”.

Già sabato, Volkswagen e Daimler avevano diffuso una dichiarazione sui test sulle scimmie. La prima aveva definito "sbagliati" i "metodi scientifici scelti all’epoca”, sostenendo che “sarebbe stato meglio rinunciare ad un simile test fin dal principio". La seconda aveva annunciato di aver avviato un’inchiesta sull’incidente, dicendo di considerare il test "inutile e repellente”.

Il caso ha voluto che la notizia venisse divulgata proprio in coincidenza con la celebrazione della Giornata della Memoria, motivo per cui immediata è stata l’associazione con le camere a gas dei campi di sterminio.

Malgrado a distanza di tempo non sembra si siano manifestati effetti collaterali sulle cavie umane, consenzienti e retribuite, l’episodio resta comunque deprecabile e da condannare.

L. D.A.

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