Giustizia, Salvini: "Riforma come Dio comanda"

Tricarico: "La Marina non è al servizio di Salvini e Trenta" - Incontro Salvini-Meloni - Ecco i contratti per i navigator - Alitalia, si tenta la stretta

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Giustizia, Salvini: "Riforma come Dio comanda"

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"Oltre alla riforma fiscale, è assolutamente urgente una riforma come Dio comanda in questo Paese dove il giudice che sbaglia deve pagare". A dirlo è il vicepremier Matteo Salvini, parlando alla festa della Lega a Fubine in Piemonte. "Una riforma che consenta di licenziare chi sbaglia", insiste Salvini. "Non solo. Se un giudice si candida in Parlamento, ha finito per tutta la vita di fare il giudice perché a quel punto non può più essere obiettivo e super partes". Per lanciare l’affondo sulla riforma della giustizia, Salvini prende spunto dalla vicenda della capitana Carola Rackete: "Non me la prendo con Carola. Quello che non capisco è che un giudice abbia potuto dare ragione a un personaggio del genere facendo male all’Italia. Non è una sentenza contro Salvini ma una sentenza che fa male all’Italia".

Quanto alla riforma fiscale "o la facciamo adesso o non la facciamo più" e "io già me lo vedo il film dell’Unione europea e della Bce, che dicono che non si può fare". Per Salvini "l’unico modo per abbattere l’evasione e restituire un futuro ai figli è tagliare le tasse. E se l’Europa ce lo fa fare bene, sennò lo facciamo lo stesso", avverte. "Prima vengono le regole della vita degli italiani, poi le regole della finanza", ribadisce. "L’obiettivo della Lega per l’autunno è dimostrare all’Europa - sottolinea ancora - che quello che stiamo facendo sull’immigrazione e sulla sicurezza lo faremo con le tasse. Il senso della Lega al governo è abbassare le tasse. Noi siamo al governo per passare alla storia con uno dei più importanti tagli alle tasse per le persone, le famiglie e le imprese. Naturalmente abbiamo 4 anni, un passo per volta".

Poi i rapporti all’interno del governo. "Con Di Maio ho lavorato e sto lavorando bene - dice Salvini - Se non avessimo lavorato con Di Maio e i 5 Stelle, non avremmo portato a casa nulla. Quello che è giusto è giusto. I meriti vanno riconosciuti e non sono solo della Lega". E "a chi dice, guardando i sondaggi, fai saltare tutto e manda tutto a quel Paese, io rispondo che per me la parola data vale più dei sondaggi". "Certo, poi ti ritrovi anche un sottosegretario 5 Stelle, Di Stefano, che oggi, in pratica, mi ha dato del panzone. Io gli rispondo ’omo de panza omo de sostanza’".

Tricarico: "La Marina non è al servizio di Salvini e Trenta"

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"La Marina Militare non è titolare di alcun ruolo né al servizio del ministro Salvini che vorrebbe proteggere le frontiere con unità militari navali né al servizio del ministro Trenta che ha reso disponibile la Marina militare per accompagnare gli sbarchi a Malta". Lo afferma all’Adnkronos il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, commentando lo scontro fra Viminale e Difesa in merito agli sbarchi dei migranti.

"Andrebbe rifatto ordine nell’utilizzo di unità navali nel Mediterraneo - sottolinea Tricarico - riassegnando ad ognuno i propri compiti e in particolare prevedendo tempi, modi e procedure, appannaggio esclusivo della Guardia Costiera, unica titolata a gestire le attività di ricerche e soccorso in mare e a decidere sia l’utilizzo di altre unità navali, militari comprese, sia a individuare porti sicuri, anche in collegamento con tutte le altre guardie costiere competenti". "Oggi, chi ha la responsabilità istituzionale e una visione che non sia ’dietro l’angolo’, dovrebbe assecondare la nascita di una Guardia costiera europea, magari a guida italiana, universalmente riconosciuta titolare di un’eccellenza che sono le Capitanerie di Porto italiane" dice Tricarico.

Inoltre, "andrebbe fatta una riflessione sull’applicabilità delle regole facenti capo agli accordi internazionali sottoscritti dai Paesi in ambito Imo (International Maritime Organization) che furono scritte pensando a chi fosse in difficoltà in mare per motivi contingenti e non certo per chi partiva già naufrago all’imbarco". "Un conto è chi si trova in difficoltà per circostanze impreviste, diverso è chi invece parte già sapendo che sarà naufrago appena lasciata la battigia" conclude Tricarico.

Incontro Salvini-Meloni

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A quanto apprende l’AdnKronos, Matteo Salvini e Giorgia Meloni avrebbero avuto nelle ultime ore un lungo colloquio "che sarebbe servito per rinsaldare i rapporti tra Lega e Fratelli d’Italia" e a "fare il punto sugli scenari futuri, dopo gli ultimi risultati elettorali, in Ue e alle comunali". Nel corso dell’incontro non si sarebbe invece parlato dell’iniziativa del presidente della Liguria e coordinatore di Fi Giovanni Toti. Dalla Lega precisano che non c’è stato nessun incontro. Un colloquio tra i due, conferma AdnKronos, c’è stato.

Pare che il colloquio abbia avuto luogo sabato a Milano, dove entrambi i leader hanno partecipato a un evento della Coldiretti. Trapela da fonti ben informate che per entrambi i leader "il confronto è stato costruttivo". A far piazza pulita dei rumors di malumori, legati prima alla competizione elettorale europea, ma soprattutto alla contrarietà, mai nascosta, della Meloni alla scelta di Salvini - ribadita pure nel corso del faccia a faccia - di proseguire con il governo gialloverde.

I due restano su sponde diverse: certo, con Salvini sempre più uomo-governo e la Meloni all’opposizione. Ma di spazio elettorale sembra essercene ancora a disposizione per entrambi, senza doversi fare la guerra; gli analisti dei due partiti hanno in mano i numeri che dimostrano come ai due schieramenti sovranisti made in Italy non conviene farsi guerra. E anche i flussi di militanti e dirigenti da Via Bellerio a Roma e viceversa non sono così preoccupanti: Salvini e Meloni hanno avuto modo di guardare avanti. Visto che il leader della Lega avrebbe ribadito nel colloquio che non è previsto alcun voto a breve e che questo governo farà la finanziaria, tagliando le tasse agli italiani. Anche se gli sviluppi delle ultime ore, legate al problema degli immigrati, con Salvini che lamenta di essere stato “lasciato solo nel governo” potrebbe accelerare una rottura con i 5 Stelle.

Intanto preoccupa l’Europa. Qui il fronte sovranista, che in Italia viaggia sopra al 40% - numeri ’ricordati’ proprio a Salvini dalla leader di Fdi nell’incontro a quattr’occhi - ha qualche problema. Con Meloni che siede tra i Conservatori, favorevole alla sponda con i Popolari, fidando nel ruolo di Orban, e Salvini, leader di Democrazia e identità, che ha un esercito ancora troppo poco numeroso per cambiare gli assetti in Ue. Le prime uscite, con i nomi scelti al governo della Ue e alla Bce hanno lasciato l’amaro in bocca. E ora Salvini e Meloni si sono detti che anche a Strasburgo bisogna essere in grado di dire insieme cose che possano portare acqua al fronte sovranista del vecchio Continente.

Ecco i contratti per i navigator

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Da metà agosto i navigator saranno pienamente operativi nei Centri per l’impiego, per la gestione delle attività connesse al Reddito di cittadinanza. L’obiettivo è definito nel cronoprogramma elaborato da Anpal Servizi che prevede dal 19 al 24 luglio l’avvio e la definizione delle procedure di contrattualizzazione dei vincitori delle selezioni. Cominceranno il 29 e si concluderanno 31 luglio, tre giornate di orientamento a Palermo, Cagliari e Roma. Poi dal 1 agosto due settimane di formazione sul territorio, sotto la supervisione di un tutor di Anpal Servizi.

Propedeutiche a tutto il percorso di contrattualizzazione, orientamento e formazione, saranno le convenzioni che Anpal Servizi e le Regioni si sono impegnati a sottoscrivere il 18 luglio per definire il perimetro operativo in cui i navigator saranno chiamati a supportare i Centri per l’impiego.

Il percorso formativo previsto nelle prime due settimane di agosto non esaurirà il consolidamento del bagaglio di conoscenze necessario a supportare i Cpi nella gestione del reddito di cittadinanza. Per i navigator, Anpal Servizi ha previsto infatti anche una formazione on the job attraverso il completamento di una decina di moduli e un test finale di certificazione.

L’entrata in servizio dei nuovi operatori delle politiche attive va di pari passo con l’avvio delle convocazioni da parte dei Centri per l’impiego, attraverso sms o mail, dei percettori del reddito di cittadinanza per la sottoscrizione del Patto per il lavoro.

I contratti stipulati dal 19 al 24 luglio dai vincitori delle selezioni per navigator prevedono un rapporto di collaborazione con durata fino al 30 aprile 2021, per un compenso lordo annuo di 27.338,76 euro oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario per spese di viaggio, vitto e alloggio, sostenute per svolgere l’incarico.

Alitalia, si tenta la stretta

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Si tenta la stretta, la prossima settimana, per individuare il nuovo partner di Alitalia, chiudendo così il cerchio dei nuovi azionisti della newco. In agenda ci sarebbero, infatti, secondo quanto riferiscono qualificate fonti vicine al dossier, incontri tra le Fs spa, che da mesi guidano l’operazione, e i loro advisor, e il gruppo Toto e German Efromovich, l’azionista della compagnia sudamericana Avianca, interessato a entrare in Alitalia. A Roma, secondo le stesse fonti, sarebbe presente anche Delta Airlines.

Dopo un primo round di incontri e consultazioni con i potenziali pretendenti in campo, che hanno presentato una manifestazione non vincolante per Alitalia, il presidente della Lazio Claudio Lotito, e il gruppo di Carlo Toto, e dopo un primo contatto telefonico con Efromovich, ora si entrerebbe, dunque, nel vivo. E, soprattutto, il fatto nuovo è la presenza di Delta. Insomma, un vero e proprio esame per i candidati che si preannuncia cruciale alle luce dei ’veti’ che la compagnia statunitense, per varie e diverse motivazioni, espresse su questi soggetti.

Nel caso di Efromovich, Delta avrebbe espresso la propria contrarietà dal momento che la compagnia colombiana Avianca, di cui Efromovich è azionista, fa parte dell’alleanza globale Star Alliance, concorrente di Sky Team in cui opera Delta. Oltre a questo ci sarebbero i dubbi sulla sostenibilità finanziaria dell’investimento in Alitalia per l’imprenditore boliviano. Stesse perplessità che Delta avrebbe manifestato anche per Toto, che, però, disporrebbe delle risorse, circa 200 milioni, rivenienti dalla vendita di campi eolici negli Usa.

Non è un mistero che la preferenza di Delta, così come delle Ferrovie, sarebbe per Atlantia, ritenuto il partner migliore in considerazione anche della presenza forte nel settore aeroportuale con la controllata Adr che gestisce il più grande hub del Paese. Ma questa è una partita complicata che si interseca con quella di Aspi, dove si registra il muro contro muro tra l’anima ’gialla’ del governo, con il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, che sostengono la linea dura della revoca della concessione.

In questo quadro, l’operazione Alitalia entra in quello che, sulla carta, è il tornante finale in vista della deadline del 15 luglio, giorno entro il quale dovrà essere presentata dalla cordata guidata dalle Ferrovie dello Stato l’offerta vincolante per l’acquisizione della compagnia. Una scadenza che il vicepremier, Luigi Di Maio, ha confermato in occasione dell’incontro del 3 luglio scorso con i sindacati. "Chi desidera presentare un’offerta, lo deve fare adesso e uscire allo scoperto", ha detto. Ma, a otto giorni da quella data, appare ben lontana la soluzione del rebus rappresentato dalla scelta del quarto partner con cui completare la cordata della newco.

Per questo, quest’’ultimo miglio’ si preannuncia ancora non solo come una corsa contro il tempo ma, soprattutto, come una corsa a ostacoli. Al momento, infatti, lo scenario è quello tratteggiato dal vicepremier Di Maio al Mise. I tasselli sicuri sono quelli della partecipazione di Fs, Delta Airlines e Mef, con quote, nel caso dei primi due soggetti, leggermente superiori a quelle che erano state finora prospettate e, cioè, le Ferrovie con il 35%, la compagnia Usa tra il 10 e il 15% mentre l’ingresso del Tesoro viene confermato al 15%. La newco, ad oggi, può contare su investimenti per 1 miliardo.

Intanto il segretario nazionale della Filt-Cgil, Fabrizio Cuscito, non nasconde la preoccupazione per le ricadute sull’occupazione dell’operazione di salvataggio dell’ex compagnia di bandiera. "Attendiamo ancora dal ministro Di Maio una smentita sulle indiscrezioni di nuovi esuberi in Alitalia" chiede Cuscito. "Purtroppo - sottolinea all’Adnkronos - su questo tema, nell’incontro che abbiamo avuto al Mise mercoledì scorso, non abbiamo avuto nessuna risposta, a differenza, invece, dei precedenti incontri nei quali avevamo avuto rassicurazioni. Ci sono voci su migliaia di esuberi e su questo, che è il punto che più ci interessa, ci attendiamo la smentita che non è arrivata". Secondo le indiscrezioni che circolano, si parla di circa 2000 esuberi di personale tra terra e volo.

Redazione

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