Giornata mondiale degli Oceani 2019

Le donne riunite per salvare il mare e il pianeta

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Il Mare ricopre oltre il 70% della superficie terrestre, fornisce il 50% dell’ossigeno che respiriamo, regola il clima globale ed assorbe la gran parte della CO2 emessa nell’atmosfera. Inoltre nelle sue profondità vive un immenso patrimonio di biodiversità, gran parte inesplorato. Il mare è anche un’enorme risorsa economica ed è strettamente connesso alla vita di ogni persona, dovunque dimori, dalla costa all’entroterra. La salute del mare e degli oceani è talmente importante da diventare una delle priorità, a livello mondiale, del genere umano. Come prevede l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata dalle Nazioni Unite nel 2015, coinvolgendo tutti gli Stati membri e milioni di persone in tutto il mondo, al centro ci sono 17 Obiettivi universali. Essi descrivono le maggiori sfide dello Sviluppo Sostenibile, dove per Sviluppo Sostenibile si intende "lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri" (Gro Harlem Brundtland, 1987). Gli obiettivi sono tra loro interconnessi. L’obiettivo 14, La vita sott’acqua- Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno Sviluppo Sostenibile, è legato agli altri 16 obiettivi. Tra questi “un’educazione di qualità, equa e inclusiva, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne”.

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L’undicesima Giornata mondiale degli Oceani, quella del 2019, ha per titolo Gender & Oceans ed ha lo scopo di valorizzare i contributi delle donne in ambito ambientale. Venerdì 7 maggio, il Palazzo di vetro dell’Onu, a tal fine, ha ospitato una conferenza scientifica di alto livello, dove le relatrici, provenienti da diverse parti del mondo, compresa l’Italia, sono tutte donne. Nella Giornata Mondiale degli Oceani è vitale ricordare che per raggiungere gli obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, ogni persona deve dare il proprio contributo: i governi, il settore privato, le Università, la società civile tutta ed ogni essere umano. Per salvare il nostro mare, una risorsa insostituibile, è prioritario affrontare e combattere il problema dell’inquinamento da plastica. Nonostante le leggi sull’inquinamento, le campagne di sensibilizzazione, le raccolte straordinarie ed i progetti per migliorare la qualità dell’ambiente, la plastica continua ad invadere i mari e gli oceani, soffocando l’habitat ed aumentando l’inquinamento. Plastiche e micro plastiche che entrano nella catena alimentare non solo degli animali acquatici, portandoli alla morte, ma attraverso il cibo, anche nella catena alimentare degli esseri umani. Occorre promuovere azioni ecosostenibili, il blocco europeo alla produzione di plastica usa e getta ne è un esempio, ma non basta. Bisogna promuovere l’educazione alla sostenibilità, incentivare il riciclo, il riuso, la ricerca scientifica di soluzioni concrete, oltre all’assunzione di impegni reali, da parte dei Governi, per la salvaguardia degli oceani e dei loro habitat.

(Photo courtesy – unesco.org)

Nicòl De Giosa

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