Giornata della Memoria

L’essenza da recuperare

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Una data da ricordare che deve spingere il mondo intero a un’attenta riflessione sull’essere umano. La Shoah, è stata la risultante della decadenza della ragione che ha fatto emergere l’aridità dell’animo umano e che, nella prima metà del ‘900, ha portato a calpestare il diritto fondamentale di eguaglianza e di libertà di pensiero, di opinione, di fede religiosa, di coscienza, di parola e di associazione pacifica. La deportazione, detenzione e sterminio nei campi di concentramento degli ebrei, dei dissidenti politici, delle minoranze etniche, degli omosessuali e dei disabili, è stata una mostruosità progettata con una oculata semplicità. La stessa Hannah Arendt parlava della "banalità del male", facendo emergere un pericoloso substrato basato sulla depenalizzazione dell’abominio umano compiuto nei campi di concentramento. Ad oggi, non possiamo più chiederci come sia potuto accadere tutto questo, bensì dov’era l’uomo mentre si compivano tali brutalità. Cercare di circoscrivere tale genocidio non è cosa semplice, ma la memoria deve proprio fungere da collante per il presente e per il futuro. Nude vite private della dignità che è anche l’essenza dell’essere umano.

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Quello che è accaduto nei campi di sterminio merita di essere solo condannato, perché è venuta a mancare la più alta sfera della sacralità umana: il rispetto. Pertanto, mostre, rappresentazioni, film e varie iniziative possono aiutare a "ricordare", ma non potranno mai spiegare tutto questo. Il motto di primo Levi " ditemi se questo è un uomo" ci fa carpire quanto sia stato imprevedibile, e scioccante la razionalità umana. L’eco di questa citazione è attuale, configurando nella nostra società odierna innumerevoli interrogativi. È inutile nascondersi, oggi come allora (seppur in maniera totalmente differente), rischiamo di andare verso la medesima direzione. Il diverso (terminologia molto in voga nel panorama politico internazionale), ci fa paura quasi a simboleggiare una minaccia verso noi stessi. Il problema è culturale e politico, perché la base di ogni ideologia fa riferimento alla biopolitica, capace di insinuarsi in situazioni particolari mostrando assurde minacce. Perciò questo giorno ci richiede di meditare in silenzio, perché ogni cosa, solo se pensata, acquisisce maggior significato e valore. Ciò nonostante ognuno di noi ha un dovere morale verso l’umanità: ridare dignità, attraverso la Giornata della Memoria, a coloro cui è stata strappata con la forza. Solo in questo modo potremo essere veri uomini.

Giuseppe Capano

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