GOOGLE RIMPIAZZA GLI SMS CON GLI RCS?

Cosa sono e perché il passaggio è importante

GOOGLE_RIMPIAZZA_GLI_SMS_CON_GLI_RCS.jpg

Finalmente Google si è decisa a fare il grande passo. Anche se (per il momento) solo in Francia e negli Usa, rimpiazzerà gli ormai vetusti SMS (short message service) con i più moderni RCS (rich comunication service). Nel 2011 gli Sms raggiunsero il loro massimo splendore con una stima di 3,5 miliardi di utenti attivi (ovvero circa l’80% di tutti gli abbonati di telefonia mobile), e nel 2017 compirono 25 anni. Negli ultimi tempi, però, a causa dei costi eccessivi e con la creazione di app di messaggistica come Whatsapp e Telegram, hanno perso parecchia utenza. Ma cosa sono e come funzioneranno gli Rcs? Il servizio sembra essere simile a iMessage di Apple ma per Android, con la differenza che non sarà attivo di default ma sarà l’utente a scegliere. Così facendo potremo anche inviare foto, video o gif senza preoccuparci di problemi di compatibilità o dimensioni come succedeva con gli MMS (multimedia messaging service, ovvero il servizio multimediale degli SMS).

cms_13235/2.jpg

C’è da elogiare Google in quanto è riuscita nell’intento di mettere d’accordo 50 tra i più grandi operatori di telefonia mobile al mondo e 11 produttori di smartphone (tra cui Samsung, Lg e Microsoft), che, come ormai noto, si fanno una concorrenza piuttosto spietata per prevalere in un mercato molto competitivo. Apple, com’era facile aspettarsi, non ha ancora assicurato il suo supporto. Purtroppo però il più grande problema degli RCS è l’assenza della crittografia “end to end”, ovvero un sistema di comunicazione cifrato dove solo le persone che stanno comunicando possono leggere i messaggi. Un grande punto a favore di Whatsapp, che invece ne ha fatto il suo marchio fabbrica; ma Google ha già rivelato al sito web The Verge che ci sta lavorando. Inoltre la manager di Andoid Message, Sanaz Ahari ha spiegato in una nota: “Crediamo fondamentalmente che la comunicazione, specialmente la messaggistica, sia altamente personale e che gli utenti abbiano diritto alla privacy per le loro comunicazioni. E siamo pienamente impegnati a trovare una soluzione per i nostri utenti”.

cms_13235/3.jpg

Manca anche il corrispettivo del database “Apple identity service”, che permette di determinare se il contatto con cui stiamo messaggiando utilizza iMessage. In caso contrario, il contenuto gli viene inviato in automatico via Sms. Infine, rimane da vedere come Big G deciderà di affrontare la questione dal punto di vista della privacy e del monopolio di mercato. Non è ancora chiaro in che tempi avverrà il passaggio, ma il colosso di Mountain View appare ottimista anche perché afferma che nel corso di quest’anno gli RCS potrebbero approdare anche in altre parti del mondo.

Francesco Maria Tiberio

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su