GIORNATA MONDIALE DEL SONNO: DORMIRE BENE FA BENE ALLA SALUTE

Il 10% degli italiani non riesce a dormire.

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cms_487/Wasm_world_sleep_day_-australian-sleep-society.jpgIl disturbo colpisce più le donne che gli uomini e si articola in 80 diverse patologie, dalle apnee agli “scatti” muscolari. Le cause all’origine sono molteplici. Non è solo questione di quantità e cioè quanto riusciamo a dormire, ma soprattutto di come lo facciamo. La qualità del sonno è importantissima e venendo a mancare, le ripercussioni sul nostro organismo sarebbero inevitabili.

cms_487/download.jpgL’obiettivo del World Sleep Day è quello di far conoscere le regole per raggiungere una buona qualità del sonno. La World Association of Sleep Medicine (Wasm) ha stilato una lista di caratteristiche del buon riposo ma anche dei disturbi che l’assenza del sonno più generare.

cms_487/images_(1).jpgIn primo luogo si dovrebbe cercare di ridurre stress e scossoni e condurre una vita sana, elementi base di una salute di ferro. La respirazione incide sulla qualità del sonno: infatti continuità e fluidità del respiro notturno sono indispensabili per un riposo corretto. Bisogna prestare attenzione a quei “campanelli d’allarme” come il russare, lo svegliarsi col fiato corto o l’accorgersi che durante il sonno il respiro si interrompe: questi segnali indicano la presenza di apnee notturne, un problema che affligge, secondo la Wasm, il 13% degli uomini e il 7% delle donne in tutto il mondo. Una buona qualità del sonno si compone di tre criteri fondamentali: in primis la durata, che deve essere sufficiente a far recuperare energie e far sentire riposati e vigili al risveglio; importante è anche la continuità del sonno, che spesso è frammentato e discontinuo; infine la profondità: il riposo dovrebbe essere sufficientemente profondo da donare una sensazione di benessere e di ristoro.

cms_487/images_(2).jpgI problemi legati al sonno interessano complessivamente 12 milioni di italiani e contano in tutto circa 80 patologie diverse. Tra le più diffuse ci sono le “ipersonnie”, che riguardano chi dorme troppo o si addormenta durante la giornata, e le “parasonnie” cioè i sonnambulismi, disturbi abbastanza frequenti, che interessano il 3-4% della popolazione infantile.

cms_487/dottore_.jpgA spiegarlo è Luigi Ferini Strambi, presidente della World Association of Sleep Medicine e responsabile del Centro del Sonno dell’Ospedale San Raffaele di Milano. «Se si verificano ogni 6 mesi va bene, ma se più frequenti - aggiunge Strambi - meglio rivolgersi a un centro specializzato per effettuare una videoregistrazione notturna». Ci sono poi disturbi di movimento correlati al sonno, si parla di mioclonia ipnica, ovvero il fenomeno delle “gambe senza riposo”, che interessa un buon 2% della popolazione generale e maggiormente le donne: piccoli spasmi muscolari costanti, ogni 30-40 secondi, che si verificano dopo l’addormentamento, spesso correlati al formicolio alle gambe. A differenze degli “scatti” muscolari che si hanno al momento di addormentarsi, questi intervengono durante il sonno e provocano dei microrisvegli di cui il soggetto spesso non si accorge ma provocano senso di stanchezza al mattino. Ma il disturbo più frequente resta l’insonnia cronica, più diffuso nelle donne e legata nel 50% dei casi a stress, ansia e depressione.

cms_487/sonniferi.jpgSpesso per arginare il problema si prendono sonniferi, commenta Ferini Strambi, «ma il disturbo rimane, perché non risponde a terapia farmacologica sedativa. Bisogna rivolgersi, invece, a farmaci che intervengono sulla dopamina», un neuro mediatore che interessa la genesi degli stati mentali.Sicuramente dormire poco o male causa disturbi all’organismo. Ogni notte, durante alcune fasi del sonno, il corpo e le cellule celebrali si rigenerano per donare il giorno seguente una carica di energia. Una cattiva qualità del sonno può dunque portare a una minore capacità di reazione, cali di attenzione, scarsa concentrazione, ridotta produttività lavorativa o intellettiva. Dormire meno possibile, pensando erroneamente che sia una perdita di tempo, fa male quindi bisogna cercare di dormire a sufficienza e bene, riconoscendo al sonno un ruolo fondamentale al fine di una buona salute. Qualche consiglio per i nemici di Morfeo: una buona attività fisica sicuramente favorisce il sonno (ma andrebbe evitata in ore serali) così come una corretta alimentazione, nei tempi e nei modi giusti, regolarità e costanza negli orari di addormentamento e di risveglio e soprattutto un corretto uso dei dispositivi elettronici.

Giacomo Giuseppe Marcario

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