GAME OVER UMANITÁ, TEMPO SCADUTO

Terminate le risorse a nostra disposizione per quest’anno, siamo in debito con la natura per 5 mesi

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Il 1° agosto la Terra ha terminato tutte le risorse a nostra disposizione che madre natura può rigenerare nell’arco di un anno. Lo rivela una stima della ong Global Footprint Network, impegnata nella ricerca della sostenibilità ambientale, che dona ogni anno una data approssimativa di “overshooting”, ossia la data nella quale il nostro pianeta termina le risorse rinnovabili in un anno. Ciò implica che, durante l’arco temporale al di fuori di questa fatidica data fino allo scadere di quello stesso anno, la razza umana non può che consumare in debito. L’impronta ecologica è l’unica grandezza scalare che permette di misurare dunque la superficie di pianeta necessaria a fornire tutto ciò che ogni individuo - a seconda delle sue scelte di vita abitudinarie, più o meno ecologiche - richiede alla natura, compresi la produzione di cibo, fibre, legno, le aree di urbanizzazione, lo spreco di acqua e l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica.

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Preoccupante è l’aumentare galoppante del deficit ecologico che crea uno squilibrio con il rinnovamento delle risorse. Fin dai primi anni ’70, lo sfruttamento delle risorse ambientali causa ogni anno lo scoccare sempre più precoce della data del Giorno di sovrasfruttamento, a causa di forme sempre più importanti di deforestazione, erosione del suolo, perdita degli habitat naturali e della biodiversità, accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera e cambiamento climatico. Se negli anni ’70 la data cadeva infatti per il 29 di dicembre, nel 2000 si era già arrivati a fine settembre, nel 2016 all’8 e l’anno scorso al 2 agosto. Secondo le stime, se ci si prefissasse l’obiettivo di ritardare ogni anno di 4 giorni la data dell’overshooting day,si ritroverebbe l’equilibrio perduto tra sfruttamento e rigenerazione delle risorse nel 2050. Consapevoli dunque dell’evidenza del fatto che se la natura ha dei limiti, l’ingegno dell’uomo al contrario non ne ha, GFN ha sviluppato un sistema di calcolo che mette a confronto l’impronta ambientale con la biocapacità per misurare il deficit e la riserva ecologici e, in particolare, ha realizzato in collaborazione con Monte dei Paschi di Siena un sistema di calcolo o calculator per l’impronta ecologica degli italiani.

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Secondo i calcoli dell’ong, che attribuiscono l’impronta ecologica di un italiano medio a tutta la popolazione mondiale, confrontandola con la biocapacità globale, la data per noi italiani sarebbe ancora anticipata rispetto alla data mondiale, cadendo il 24 maggio. Il nostro valore pro capite, infatti, si aggirerebbe intorno ai 4,3 ettari globali, inferiore rispetto al 4,7 dei francesi, ma tra i più alti d’Europa, di certo superiore ai 3,2 dell’area mediterranea. “Se tutti gli abitanti della Terra consumassero le risorse come fanno gli Italiani, avremmo bisogno di 2,6 pianeti Terra. - ha dichiarato Mathis Wackernagel, co-fondatore del Global Footprint Network - Ma chiaramente abbiamo solo una Terra a disposizione, e non adattarsi ai suoi limiti diventa un rischio per tutti noi. Vivere secondo le capacita del nostro pianeta di sostenerci è tecnologicamente possibile, economicamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro più florido. Costruire un futuro sostenibile per tutti deve essere la nostra priorità”. L’obiettivo del Calculator - che oggi consente agli utenti di conoscere il proprio Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, ovvero la data in cui le risorse che il pianeta produce in un intero anno verrebbero esaurite se tutta la popolazione mondiale vivesse secondo il suo stile di vita - è proprio quello di sensibilizzare la popolazione, esortando ognuno a considerare una sfida con se stessi quella di posticipare il proprio giorno, facendo comprendere la responsabilità dell’impronta ecologica del singolo, proponendo soluzioni per una maggiore sostenibilità e invitando a condividere i risultati con l’hashtag #movethedate.

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“Crediamo fermamente che il Calculator sia un potente strumento per consentire a sempre più persone in Italia di cercare soluzioni per la sostenibilità, - afferma Davide Usai, amministratore delegato della Fondazione Monte dei Paschi di Siena - magari intervenendo soprattutto sulle cattive abitudini che riguardano le aree dei trasporti e delle risorse alimentari, che ci penalizzano maggiormente”.

Che dire, rimbocchiamoci le maniche perchè a quanto pare il tempo a nostra disposizione sta terminando sempre più velocemente e non sappiamo ancora per quanto sarà possibile continuare il countdown per il nostro overshooting day, fin quando il giorno del sorpasso non acquisirà una chiave di lettura dantesca e la natura ci chiederà il salatissimo conto da pagare.

Federica Scippa

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