G20, Trump vede Putin

In ansia per Angela - Spari davanti a moschea - Strage Bataclan, un arresto - "Dopo l’esplosione l’inferno", il racconto di un’italiana a Tunisi

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G20, Trump vede Putin

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Bilaterale tra Donald Trump e Vladimir Putin a Osaka , a margine del G20. "E’ un grande onore essere con il presidente russo" ha detto Trump in apertura del colloquio, precisando che durante il faccia a faccia "si discuterà di molte cose, incluso il commercio, il disarmo, il protezionismo, il protezionismo positivo". "Molte cose positive verranno fuori" da questo rapporto, ha aggiunto il presidente Usa che poi, alla domanda di un giornalista se chiederà a Putin che la Russia non interferisca nelle elezioni del 2020, ha risposto: "Naturalmente lo farò".

Il bilaterale tra i due leader - che era già in programma a margine del G20 di Buenos Aires del 30 novembre scorso ma era poi saltato dopo l’incidente nello stretto di Kerch, quando navi russe avevano aperto il fuoco contro navi ucraine sequestrando l’equipaggio - era stato preceduto da un breve scambio di battute in occasione della foto di famiglia che ha preceduto l’avvio formale dei lavori del G20. Il presidente americano, che Putin in un’intervista al ’Financial Times’ ha definito "una persona di talento", ha parlato brevemente con il presidente russo, mettendogli poi una mano sulla spalla mentre salivano sul podio per la foto.

Il presidente americano, nello scatto, è al fianco del principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, che lo ha accolto sorridendo e con una forte stretta di mano: Trump e Mbs hanno parlato durante la foto e anche mentre scendevano dal podio.

In ansia per Angela

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La cancelliera tedesca Angela Merkel ha avuto un nuovo episodio di tremore, analogo alla crisi che l’aveva colta durante la visita del neoeletto presidente ucraino Volodymyr Zelensky nove giorni fa a Berlino. Questa volta l’occasione pubblica era la cerimonia di nomina della nuova ministra della Giustizia federale tedesca - la socialdemocratica Christine Lambrecht, che prende il posto di Katarina Barley, eletta al Parlamento europeo - in presenza del capo dello Stato Frank-Walter Steinmeier a Schloss Bellevue, residenza ufficiale del presidente federale. Proprio mentre Steinmeier pronunciava il suo intervento, la cancelliera, in piedi accanto a lui, ha iniziato a tremare.

Secondo quanto riportato da un fotografo della Dpa, è apparsa in condizioni migliori non appena si è mossa. Quando ha iniziato a tremare a Merkel è stato offerto un bicchiere d’acqua che però la cancelliera ha rifiutato. Dopo il primo episodio di tremore, Merkel aveva spiegato di non aver bevuto abbastanza e di essersi sentita meglio dopo aver ingerito diversi bicchieri d’acqua. Il nuovo episodio, riferiscono i media tedeschi, osservando che dopo giorni di caldo intenso la temperatura era più fresca, è durato un paio di minuti durante i quali Merkel ha unito le braccia davanti a sé tentando di mantenere il controllo. Successivamente, la cancelliera ha assistito alla cerimonia di giuramento di Lambrecht al Bundestag.

L’ultimo episodio non comporterà conseguenze per l’agenda della cancelliera che ha in programma la partenza per il Giappone, dove prenderà parte ai lavori del G20 di Osaka: "Tutto come previsto - ha risposto alla Dpa il portavoce del governo Steffen Seibert -. La cancelliera sta bene".

Spari davanti a moschea

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Due persone sono rimaste ferite dagli spari che sono stati esplosi questo pomeriggio davanti la moschea di Brest in Bretagna. "I due uomini erano coscienti quando sono arrivati i soccorsi", ha raccontato un testimone ad un giornale locale, Telegramme, precisando che i due sarebbero stati feriti alle gambe. Suicida l’autore dell’attacco che, secondo quanto riporta il quotidiano locale Telegramme, si sarebbe sparato un colpo alla testa. Avrebbero trovato il corpo nell’auto a bordo della quale era fuggito l’assalitore. Uno dei due feriti sarebbe l’imam della moschea, Rachid El Jay, noto per le polemiche suscitate da alcune sue prediche, pubblicate su internet in cui condanna le donne o la musica come "creature del diavolo", riporta il sito di Le Parisien.

Strage Bataclan, un arresto

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Un cittadino bosniaco sospettato di coinvolgimento negliattentati terroristici compiuti a Parigi il 13 novembre 2015 è stato arrestato dalla polizia a Dresda. Ad annunciarlo è stata la procura della città tedesca, precisando che l’uomo, 39 anni, è stato arrestato nella notte tra il 19 e il 20 giugno.

Secondo polizia e procura, "contro il sospetto è stato spiccato mandato di arresto da parte delle autorità belghe per presunto appoggio ad un’organizzazione terroristica legata agli attacchi che hanno colpito, tra gli altri, la sala concerti del Bataclan" a Parigi.

"Dopo l’esplosione l’inferno", il racconto di un’italiana a Tunisi

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"Ho sentito un boato e subito dopo è stato il caos più totale con la gente che scappava e che piangeva, è stato l’inferno". Elena Beninati è una giornalista freelance palermitana che si trovava a poco meno di duecento metri dal primo attentato a Tunisi. La prima esplosione è avvenuta nel centro della capitale all’altezza di Bab Bhar vicino all’ambasciata francese. "Un kamikaze si è fatto esplodere a un posto di blocco - racconta Beninati all’Adnkronos - nello scoppio è morto anche un poliziotto".

Dopo l’attentato hanno chiuso tutte le strade. "La gente se lo aspettava - racconta Elena - le persone non sono rimaste stupite perché un attentato era atteso ed oggi è successo". Nei video che ha girato subito dopo si vedono le strade transennate da decine di poliziotti, con le sirene che non smettono di suonare in sottofondo.

Nei giorni scorsi la giornalista è stata anche nei campi profughi ai confini con la Libia. "In questo periodo a Tunisi ci sono molti libici - dice ancora - Nel mio albergo ci sono diversi ragazzi che sono venuti qui per curarsi".

Redazione

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