G20, LA SINTESI

Ecco com’è andato l’incontro di Osaka tra i principali leader mondiali

G20__LA_SINTESI.jpg

Anche quest’anno, attesissimo, c’è stato, ad Osaka, Giappone, il G20: una grande occasione di dialogo e confronto per i leader delle principali potenze economiche mondiali. Oltre ai 20 Paesi presenti di diritto, erano anche invitati Cile, Paesi Bassi, Egitto, Senegal, Singapore, Spagna, Thailandia e Vietnam. Da notare, a tal proposito, l’assenza dell’Iran, il che non ha permesso un dialogo diretto tra gli USA e la nazione mediorientale, nel pieno di una grave crisi istituzionale tra le due dopo l’abbattimento di un drone americano da parte del governo di Teheran e l’attacco militare sventato da Trump pochi minuti prima della partenza. Un G20 che non si presentava in maniera semplice. Seppur convergendo in esso una pluralità di governatori dagli orientamenti politici opposti, ha comunque permesso il raggiungimento di importanti obiettivi: la cooperazione internazionale per il bene comune ha temporaneamente superato le divergenze ideologiche. Proprio gli Stati Uniti hanno, finalmente, raggiunto una tregua nella guerra commerciale con la Cina di Xi Jinping: i negoziati, hanno dichiarato le parti, sono “di nuovo in pista”. I dazi verranno quindi congelati, per la gioia dei mercati internazionali. Trump si è addirittura sbilanciato, affermando che l’incontro è stato “molto buono, direi persino eccellente”. Si è comunque lontani da un accordo definitivo, ma, se non altro, i due fronti opposti avranno un po’ di respiro, anche sul fronte Huawei. Anche con il primo ministro giapponese Shinzo Abe, con il quale i rapporti sono decisamente migliori per quanto non semplicissimi, Trump ha avuto un colloquio, il terzo in tre mesi. Passando all’Europa, rappresentata congiuntamente da Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, è forse proprio la nostra Unione ad aver raggiunto il più brillante risultato, atteso da addirittura 20 anni: si sono infatti concluse le trattative con la zona Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) per un trattato di libero scambio che potrà giovare enormemente ad entrambe le economie. Non solo: il trattato contiene, ed è forse questa la cosa più importante, un capitolo dedicato allo sviluppo sostenibile per un’effettiva attuazione degli accordi di Parigi e per fermare la deforestazione dell’Amazzonia. Un risultato splendido, proprio mentre il presidente brasiliano Jair Bolsonaro sta continuando la sua “guerra” contro il “Polmone del Mondo”.

cms_13356/2.jpg

Evidentemente, serviva porgli dei vantaggi commerciali per convincerlo a fare la cosa giusta: resta da vedere se rispetterà i nuovi impegni. Tusk e Juncker hanno inoltre elaborato una lettera congiunta in cui hanno messo in risalto gli obiettivi europei per il vertice: “L’UE condivide lo stesso obiettivo del Giappone: mantenere l’ordine internazionale basato sulle norme e le istituzioni multilaterali che lo sorreggono. Sostenendo la presidenza giapponese affronteremo le sfide decisive dei nostri tempi. Inviteremo i leader del G20 a intensificare le azioni per evitare la minaccia esistenziale posta dai cambiamenti climatici, impegnarsi a favore di un commercio mondiale libero ed equo, ridurre le disuguaglianze, sfruttare gli effetti della digitalizzazione e promuovere uno sviluppo sostenibile”. Si aggiunge poi sul sito del Consiglio d’Europa: “l’UE esorterà a difendere il multilateralismo e il commercio fondato su regole. Sarà l’occasione per allentare le tensioni commerciali e discutere della riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC). L’UE si adopererà inoltre per ribadire il suo impegno a mantenere un ruolo di primo piano nella lotta ai cambiamenti climatici e ad attuare l’accordo di Parigi in vista della riunione della COP25 di dicembre”. Bene, quindi, l’Europa su quasi tutto. Male, invece, si direbbe anche malissimo, sull’immigrazione: sembra ai limiti dell’assurdo che in un momento così delicato, nei due giorni di incontro tra i principali leader mondiali, non si sia nemmeno citata la questione migratoria, vera Spada di Damocle sulla testa delle liberal-democrazie occidentali. Ci ha provato il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte a citare la questione migratoria: “Bisogna sostenere un approccio globale ad un fenomeno strutturale e transazionale”, ha affermato. Sembra però difficile che l’Italia, da sola, possa avere una reale voce in capitolo a riguardo. Più in generale, le priorità discusse nel corso del G20 giapponese sono state: crescita economica e riduzione delle disuguaglianze, infrastrutture di qualità e salute, questioni globali come i cambiamenti climatici e i rifiuti di plastica negli oceani economia, digitale, sfide legate all’invecchiamento della società. Solo il tempo ci potrà dire se i il quattordicesimo meeting del “gruppo dei venti” avrà dato i suoi frutti.

(Photo courtesy – g20.org)

Giulio Negri

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su