Fuori Porta tra Fiere, Sagre e Feste

Serra de’ Conti (AN) in festa per la cicerchia, la regina dei legumi poveri

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Da oggi al 26 novembre la regina dei legumi poveri tornerà ad accogliere una nutrita schiera di fedeli sudditi. La Festa della Cicerchia è l’evento attraverso il quale Serra de’ Conti, uno dei borghi più affascinanti e meglio conservati di tutte le Marche, riscopre da più di 20 anni storie e sapori di un tempo, riportando alla memoria i valori del mondo contadino.

Divenuta oggi elemento di identità delle terre del Verdicchio, fino a pochi anni fa la cicerchia era considerata un legume in via di estinzione: è stato il lungo e accurato lavoro di un gruppo di agricoltori del posto a permettere la salvaguardia e la valorizzazione di un prodotto originario del Medio Oriente, già apprezzato dai Greci, che fu conosciuto e ampiamente utilizzato dagli Antichi Romani. Nelle Marche, la cicerchia si semina tradizionalmente nel “giorno cento” dell’anno, ovvero all’inizio di aprile: un tempo, averla in dispensa costituiva una garanzia per l’imminente inverno perché ha un buon rapporto proteico – superiore del 30% a quelle dei ceci, del pisello e della lenticchia – ha pochi grassi e molti amidi.

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E così per un intero fine settimana, in un clima tranquillo e gioioso tra i vicoli dello splendido centro storico di impianto duecentesco in provincia di Ancona, andrà in scena un evento che punta a salvaguardare i prodotti locali a rischio di estinzione e a promuovere le produzioni pulite e rispettose dell’ambiente. I visitatori resteranno sorpresi dalla versatilità della cicerchia in cucina e dal gusto che riesce a regalare a moltissime ricette: specialità da assaggiare nelle antiche cantine, nelle grotte, nelle locande e nelle osterie di Serra de’ Conti, che proporranno piatti a base di cicerchia e non solo, perché in tavola ci sarà tutto il meglio della tradizione marchigiana con oltre 100 ricette diverse!

Non mancheranno i produttori agricoli, tra i quali spiccano gli “Agricoltori Custodi” (un progetto dell’Agenzia Servizi al Settore Agroalimentare delle Marche) con le loro tipicità, tra cui la cipolla di Suasa, la favetta di Fratterosa, i legumi di Appignano, il pomodoro da Serbo, il miele, le tisane, le confetture, il vino e l’olio di oliva. In occasione della Festa si assegnerà anche il “Premio per la Biodiversità agroalimentare nelle Marche”, giunto alla dodicesima edizione e istituito per far conoscere chi sul territorio regionale lavora quotidianamente per ridare centralità al cibo buono e pulito: intorno alla cicerchia, infatti, è partito negli ultimi anni un prezioso lavoro di riscoperta di altre perle della gastronomia del territorio che erano finite nel dimenticatoio.

cms_7784/formaggi_bergamaschi.jpgCome ogni anno ci sarà spazio per un ospite d’eccezione proveniente da un’altra regione: nel 2017 sarà la volta dei formaggi delle valli Bergamasche con i loro presidi Slow Food. La Festa tornerà a coinvolgere le scuole di ogni ordine e grado, con l’Istituto Tecnico Agrario Statale “Vivarelli” di Fabriano che esporrà i prodotti delle proprie attività didattiche in campo agroalimentare raccolte nelle proprie tenute. Anche l’artigianato tradizionale metterà in mostra lavori in legno e in vimini, pizzi e merletti, cucito e ricami, terrecotte e lavorazioni in vetro, grazie anche a vecchi mestieranti che, con il loro “saper fare”, ridanno vita ad antiche lavorazioni che stanno ormai scomparendo. Il ricco programma di eventi e intrattenimenti vedrà protagonisti artisti e bande di strada, stornellatori e cantastorie che sfileranno per le vie del centro e si esibiranno agli angoli delle piazze di uno dei paesi più affascinanti della Regione.

Nicòl De Giosa

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