Fuori Porta

Agosto tra Fiere, Sagre e Feste

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Sagra delle fettuccine alla trebulana a Monteleone Sabino

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La presenza della pancetta potrebbe in qualche modo ricordare un’amatriciana, così come quella dei funghi potrebbe far pensare a una boscaiola. Ma diffidate dalle apparenze: le fettuccine alla trebulana sono un piatto dal sapore unico e intriso di storia, legato a doppio filo a Monteleone Sabino, l’antica Trebula Mutuesca in provincia di Rieti. Nel borgo adagiato a quasi 500 metri di altezza sulle propaggini meridionali dei Monti Sabini, l’appuntamento con la Sagra delle fettuccine alla trebulana torna puntuale sabato 4 e domenica 5 agosto.

A partire dalle 19 sarà servito in tavola un concentrato di profumi e sapori unico, cucinato ancora oggi seguendo una ricetta tramandata oralmente per tanti secoli. Vengono impastate farina e uova e poi la sfoglia viene tirata a mano con il mattarello di legno; una preparazione all’apparenza semplice che in realtà nasconde segreti noti solo alle massaie locali: guai, ad esempio, a sbagliare lo spessore della sfoglia e soprattutto il taglio! Piselli, pomodoro, funghi, prosciutto e pancetta sono il condimento ideale del gustoso piatto che, già nel nome, porta con sé i segni indelebili di affascinanti trascorsi. Trebula Mutuesca, infatti, è la città sabino-romana che visse il suo periodo più fiorente nel I° Secolo a.C. e che affonda le sue radici in un glorioso passato intriso di storia, misteri e leggende.

Nelle due serate di festa, le fettuccine alla trebulana saranno proposte ai visitatori insieme a una ricca carrellata di antiche ricette monteleonesi, tutte esaltate dal prodotto più conosciuto della zona, l’olio extravergine di oliva della Sabina; e come ogni anno non mancheranno gli spettacoli musicali e le bancarelle del mercatino di artigianato e prodotti tipici.

Tra una portata e l’altra, chi vorrà trascorrere qualche ora in più da queste parti potrà visitare i resti della città di Trebula Mutuesca, l’Anfiteatro romano, il museo comunale e il Santuario di Santa Vittoria, con la splendida chiesa romanica e le catacombe che ne costituiscono il primo elemento storico ed archeologico. La leggenda legata al culto della patrona del paese racconta che la Santa si convertì al cristianesimo sotto l’Imperatore Decio, attorno all’anno 250: quel tempo un orribile drago, che si era nascosto in una grotta, spargeva la morte fra la popolazione di Trebula; Vittoria riuscì con la forza della fede a cacciarlo via, convincendo la popolazione della città a convertirsi in massa. Malgrado la fama acquisita con l’impresa, Vittoria fu invitata da un funzionario, Taliarco, ad abbandonare il cristianesimo e venerare la dea Diana, e al suo rifiuto venne uccisa con un colpo di pugnale. Dopo sette giorni la Santa fu seppellita nella grotta del drago e lì venerata: si racconta che nell’esatta zona in cui avvenne il martirio, l’erba non cresca più.

Il 5 agosto ad Ascrea (RI) si festeggia con la Sagra delle fettuccine ai funghi porcini

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Scappare dal caldo e trovare rifugio nel cuore della Sabina, in un borgo a 700 metri di altezza da cui si può ammirare il lago del Turano in tutto il suo splendore. Un luogo da fascino magico dove poter gustare le fettuccine ai funghi porcini, una ricetta tipica della tradizione contadina realizzato con materie prime rigorosamente del posto. Domenica 5 agosto Ascrea torna ad aprire le sue porte per la Sagra delle fettuccine ai funghi porcini, l’amatissima specialità – dal gusto inconfondibile e dalla polpa bianca che non cambia colore né all’aria né al tocco – che in questo incontaminato della provincia di Rieti cresce abbondante e di ottima qualità. Gli antichi abitanti dell’Urbe lo chiamavano “suillus” per il suo aspetto massiccio: e se del maiale non si butta via niente, come recita un antico proverbio, lo stesso discorso vale per il fungo porcino, le cui parti meno nobili vengono fritte o utilizzate per conserve sott’olio o sott’aceto.

Giunta alla 32esima edizione, la festa più attesa dell’estate affonda le sue radici nella metà degli anni 80’, e iniziò quasi per gioco come una sorta di spaghettata fra gli abitanti del posto per la grande disponibilità di funghi porcini. Oggi, a tanti anni di distanza, migliaia di golosi sono pronti a mettersi in viaggio verso Ascrea, dove dalle 12 inizierà in una comoda tensostruttura coperta la distribuzione delle fettuccine fatte in casa, da accompagnare con bruschette, salsicce, fagioli e un buon bicchiere di vino del posto. L’intrattenimento sarà garantito dalla mostra degli attrezzi della civiltà contadina e dagli spettacoli di musica dal vivo, e a disposizione dei visitatori ci sarà un comodo bus-navetta per raggiungere il paese dopo aver parcheggiato lungo la strada provinciale; gli organizzatori hanno pensato anche a un servizio di bus-navetta “Camper Friendly”, con corse dedicate ai camperisti fino all’area sosta di Castel di Tora.

Fresco d’estate e suggestivo d’inverno, Ascrea sembra un piccolo presepe e conserva al suo interno la Chiesa di San Nicola di Bari – edificata nel 1.252 e famosa per le tele dedicate al Santo e alla Madonna del Rosario – i resti dell’antico castello e le mura della chiesa annessa sulla cui porta figura lo stemma dei Mareri, i conti ai quali fu venduto nei primi del ‘400. Chi volesse trascorrere qualche ora in più da queste parti potrà andare alla scoperta dei borghi che circondano i laghi del Salto e del Turano, oppure percorrere suggestivi itinerari dai quali si può godere di splendide vedute sul Terminillo, sul Monte Velino e sulle montagne che degradano verso Roma.

Ascoliva Festival, ad Ascoli Piceno l’oliva ascolana in tutte le sue varianti - 9/19 agosto

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Della loro qualità scrissero Catone, Varrone e Marziale. E di certo è difficile trovare un prodotto egualmente rappresentativo della città che da sempre lo celebra in tavola. Quello tra le olive ripiene e Ascoli Piceno è un legame antico, che affonda le sue radici nella storia dello splendido centro marchigiano: un vero e proprio connubio da scoprire all’Ascoliva Festival, il Festival mondiale dell’oliva ascolana del Piceno Dop. Giunto alla sesta edizione, l’evento tornerà ad animare dal 9 al 19 agosto il centro storico della città per festeggiare l’oliva in tutte le sue innumerevoli varianti.

“Mordi il bello della vita” è il claim che richiamerà migliaia di golosi provenienti dall’Italia e dall’estero, tra degustazioni di oliva ripiena ascolana e di tanti altri prodotti tipici locali in piazza Arringo, dove sarà allestito il Villaggio dell’Oliva; saranno presenti i migliori produttori locali e nel ricco programma spiccano eventi cultural-gastronomici, laboratori, musica e tante altre iniziative. I visitatori, acquistando un ticket, potranno scegliere tra le degustazioni a disposizione e pranzare o cenare nel Giardino dell’Oliva, all’interno del palazzo comunale.

Grande novità dell’edizione 2018 sarà l’Oliva Day, ovvero l’istituzione della giornata celebrativa dell’oliva a livello mondiale: d’ora in avanti si celebrerà ogni anno il 14 agosto e la giornata sarà caratterizzata da un grande evento-sorpresa.

Ascoliva Festival riparte dalle oltre 40 mila degustazioni distribuite lo scorso anno per un totale di circa 80 mila presenze; e anche quest’anno, dopo le presenze nelle scorse edizioni di Renzo Arbore, dell’attrice Gaia De Laurentis, del regista Giuseppe Piccioni, dell’olimpionico Juri Chechi, del campione del motomondiale Romano Fenati e dell’attrice Cecilia Capriotti, si attendono al Villaggio tanti altri vip.

Sulla piattaforma “tipicitaexperience.it” e sull’app di Tipicità, i visitatori possono trovare tutte le informazioni per godere appieno le possibilità offerte dal Grand Tour delle Marche, promosso da Tipicità ed ANCI.

Un grande serpentone del gusto si aggira tra i vicoli di Marcetelli (RI) 12 agosto

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Tutti in fila tra i vicoli del paese più piccolo del Lazio. Piccolo, ma dalle tradizioni culinarie antiche e incontaminate, come il territorio nel quale sorge. Domenica 12 agosto torna a Marcetelli l’appuntamento con il Serpentone di Montagna”, il percorso enogastronomico nel centro storico del borgo a due passi dal Lago del Salto: l’appuntamento – giunto alla 15esima edizione – anche quest’anno attirerà un pacifico schieramento di appassionati dei sapori di una volta, che non riescono a resistere al richiamo di una delle sagre più amate della provincia di Rieti.

Dalle 18.30 fino a tarda sera, si potranno scoprire gli angoli più caratteristici del paese in 7 fermate dedicate alla buona cucina, dove saranno serviti l’aperitivo e la bruschetta ai funghi porcini, i pizzicotti (un impasto di acqua e farina condito con un gustoso sugo), la zuppa di lenticchie, il pecorino locale, il prosciutto, la pecora “allu cotturu” preparata con pomodoro e peperoncino, le ciambelle e la cocomerata, il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino. E a fare il resto saranno l’atmosfera unica creata dagli spettacoli musicali dal vivo in Piazza San Rocco, dalle note degli organetti e dei canti popolari lungo le vie del paese e dall’accoglienza degli abitanti di Marcetelli, che con i suoi 80 residenti rappresenta il più piccolo Comune della Regione.

Nel borgo meritano una visita la Chiesa di Santa Maria in Villa risalente al XI Secolo, il Museo dell’Artigianato e delle tradizioni contadine, la fontana ottagonale e la porta del “castrum”. Lungo il percorso, si può ammirare unosplendido paesaggio sulle vallate circostanti. Oltre a passeggiare fra le caratteristiche strade e piazzette del centro storico e ad usufruire di un comodo servizio navetta per raggiungere la festa, i visitatori potranno scoprire uno dei territori più incontaminati della provincia di Rieti; il paese è immerso nella Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia, fa parte della Comunità Montana Salto Cicolano, a cavallo tra il Lago del Salto e quello del Turano.

Casaprota (RI) si tuffa nelle tradizioni della Sabina con le fettuccine ai porcini-12/13 ago

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Nel cuore del mese di agosto, a Casaprota ci si tuffa nei sapori e nelle antiche tradizioni della Sabina! Uova, farina, funghi porcini e olio extravergine di oliva, sono gli ingredienti con cui il piccolo borgo reatino, appartenuto un tempo all’Abbazia di Farfa, chiama a raccolta i visitatori provenienti da ogni angolo del Centro Italia.

La Sagra delle fettuccine ai funghi porcini, in programma quest’anno domenica 12 e lunedì 13 agosto, rappresentano l’evento di punta del Ferragosto Casaprotano”, una manifestazione articolata in un ricco programma di musica, sport, spettacoli e gastronomia.

Sarà davvero difficile resistere al binomio tra le fresche serate estive della Sabina e le deliziose fettuccine ai funghi porcini, un piatto tipico della tradizione contadina che viene realizzato con ingredienti rigorosamente del posto: igustosi funghi porcini che crescono abbondanti sui Monti Sabini e l’olio dal colore giallo dorato con leggeri toni di verde, l’ingrediente che sublima il gusto della pasta fatta in casa; un prodotto dal sapore intenso e aromatico conosciuto e apprezzato già dagli antichi Romani al pari dei “suillus”, con la loro caratteristica polpa bianca e il gusto inconfondibile.

Lo stand gastronomico aprirà alle 19 e, dopo le fettuccine, i più golosi potranno assaggiare tante altre gustose tipicità locali, mentre ogni serata si concluderà all’insegna dell’allegria con gli spettacoli musicali dal vivo.

Addossato a un antico Castello, il borgo di Casaprota sorge al km 56 della via Salaria tra scorci mozzafiato e coltivazioni rigogliose tipiche della Sabina, con alberi secolari di ulivo che circondano l’abitato disegnando sulle colline particolari geometrie. La porta di accesso al paese, di età rinascimentale, mostra gli alloggiamenti in pietra per i cardini del portone e la copertura interna con una volta a botte, mentre l’antico palazzo signorile – oggi Filippi – che si erge nella parte più alta dell’abitato, presenta una facciata essenziale nella quale si aprono finestre cinquecentesche, sulla quale si staglia una torre circolare. Di epoca romana sono i primi insediamenti presenti nel territorio, dove i reperti delle ville e le iscrizioni sono sparse un po’ ovunque: per chi vuole dedicarsi alle escursioni, gli emblemi di un passato glorioso testimoniate da rovine romane e medievali saranno l’ambientazione degli itinerari da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo.

Il 17 agosto a Castel di Tora (RI) si cena sotto uno splendido cielo stellato

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Un occhio rivolto verso le stelle, e l’altro verso le delizie servite in tavola: venerdì 17 agosto a Castel di Tora – l’antica Castelvecchio a pochi chilometri da Rieti – si potranno gustare i migliori piatti della tradizione Sabina ammirando un cielo straordinariamente limpido e buio. Giunta alla 13esima edizione, Mangiando sotto le stelle” abbina le degustazioni enogastronomiche alla possibilità di godere dello spettacolo che offre la volta celeste vista dagli alti affacci del centro storico castelvecchiese, circondati dalle costellazioni dello Zodiaco e dalla Via Lattea; il tutto all’interno di uno dei borghi più belli d’Italia, arroccato sulle rive del Lago del Turano, tra spettacoli folcloristici e musicali.

Il percorso gastronomico prenderà il via alle 19, con le abili cuoche del posto che proporranno ai visitatori delizie come la trippa alla romana, i fagioli con le cotiche, le pizze fritte, gli arrosticini e le salsicce alla brace e due specialità tipiche del Turano, la paranza e il filetto di persico reale; ci sarà spazio anche per l’amatriciana preparata dalla Pro Loco di Amatrice, per i dolci e per una degustazione dei migliori vini del territorio.

Terminata la cena, basterà alzare gli occhi per scoprire i segreti più nascosti della Luna, sorvolando con lo sguardo le valli e le pianure e lasciandosi rapire dalle centinaia di stelle che illuminano il paese; e anche il divertimento sarà assicurato con gli intrattenimenti all’insegna del folclore e della musicache andranno avanti fino a tarda notte. Abitato nel corso dell’anno da meno di 300 persone, ogni estate Castel di Tora torna ad animarsi e ad accogliere i castelvecchiesi sparsi nel mondo e i visitatori che restano rapiti dalla bellezza di questo piccolo presepe nel cuore del Lazio.

Mangiando sotto le stelle” è solo uno degli eventi di punta dell’Estate Castelvecchiese, giunta alla 26esima edizione. Castel di Tora fa parte del prestigioso club dei borghi più belli d’Italia e offre ai turisti angoli caratteristici e scorci mozzafiato. Al suo interno è possibile passeggiare passando sotto la torre esagonale medievale dell’XI secolo, adiacente al Palazzo Scuderini, e poi su per i vicoli che conducono a piazzette ben tenute e curate; e ancora scoprire la chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista, la Fontana del Tritone e archi, scalinate, grotte e cantine scavate nella roccia. Fino al 1864 il paese si chiamava Castelvecchio, poi si decise di legare il suo nome a Tora, antico insediamento sabino nel quale avvenne – nel 250 d.C. – il martirio di Santa Anatolia: a lei è dedicato un santuario, che si erge su una collina attigua al paese.

Strozzapreti pizzicati, a Canterano (RM) buona cucina e balli sfrenati 19 agosto

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Prima si festeggerà in tavola con gli strozzapreti, e poi ci si scatenerà in piazza sulle note della pizzica salentina. Domenica 19 agosto a Canterano, intorno al concetto di “pizzicare” andrà in scena un gemellaggio ideale tra le tradizioni gastronomiche degli Appennini laziali e quelle musicali della Puglia: la “Sagra degli strozzapreti pizzicati” è diventata in poco tempo uno degli appuntamenti estivi più attesi della provincia di Roma, per il gusto irresistibile di un’antica ricetta e per l’effetto entusiasmante e “saltellante” della danza popolare.

Gli strozzapreti, che devono il nome alla loro particolare forma, uniscono idealmente Lazio, Umbria, Marche ed all’Emilia-Romagna: in pratica tutte le Regioni che un tempo facevano parte dello Stato Pontificio; la pizzica, invece, nasce come musica terapeutica fatta suonare dagli uomini per liberare le “pizzicate” dal morso della taranta – termine salentino per indicare la tarantola – che durante il periodo della mietitura aveva la fama di pizzicare le donne sotto le vesti.

Teatro della manifestazione sarà la splendida Piazza Roma, cuore pulsante del borgo, una piccola bomboniera a pochi passi dal fiume Aniene. Lo stand gastronomico aprirà alle ore 19 e la pasta fatta in casa realizzata con acqua e farina (servita a richiesta anche con condimento non piccante) sarà accompagnata da salsicce e porchetta, patate arrosto e vino locale offerto dagli organizzatori.

La buona cucina e i balli sfrenati (il concerto prenderà il via alle 21.30) daranno così vita a un’imperdibile serata di festa; e a fare il resto sarà il fascino di Canterano, un luogo abitato da meno di 400 persone dove il tempo sembra essersi fermato. Il centro storico consente di ammirare dall’alto i monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica, oltre al maestoso Monte Livata; nelle giornate in cui il cielo è più limpido, è possibile scorgere la parte bassa di Subiaco, quella alta di Cervara e il Monte Pillone. Da queste parti la presenza dell’uomo ha origini antichissime che riportano addirittura alla popolazione dei Pelasgi, nomadi provenienti dalla Mesopotamia che, passando dalla Siria, si stabilirono sulle coste laziali fino alle alture della Valle dell’Aniene: i resti di antiche mura poligonali confermano questa tesi, e proprio nei pressi di questi resti è possibile addentrarsi in profonde grotte sotterranee che furono utilizzate come riparo dalle popolazioni che per millenni hanno abitato questi luoghi.

Le strengozze Cantalice (RI) celebra la sua tradizione gastronomica – 25/26 agosto

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Un piatto semplice e genuino che racchiude in sé l’intera storia di un borgo. Acqua, farina, pomodoro e aglio sono gli ingredienti con i quali si preparano le “strengozze”, un particolare primo piatto che Cantalice festeggerà nel fine settimana del 25 e 26 agosto; una deliziosa pasta fatta a mano – riconosciuta nel 2006 dalla Regione Lazio come prodotto tipico tradizionale – il cui condimento è impreziosito dal profumo della persa, una pianta simile alla maggiorana che cresce proprio in questo tratto della provincia di Rieti.

Giunta alla 15esima edizione, la Sagra delle strengozze consentirà ai visitatori, sabato a cena e domenica a pranzo e a cena, di gustare questa specialità preparata dalle massaie locali seguendo un’antica ricetta tramandata di generazione in generazione; il tutto nell’area ristorante allestita all’interno di un’ampia tensostruttura coperta e in una location dal fascino unico, il borgo di Cantalice che regala una vista mozzafiato sui laghi Lungo e Ripasottile.

Intorno a questa delizia prenderanno vita due giorni di festa che fonderanno gusto, antiche tradizioni e intrattenimento. Sabato 25 agosto lo stand gastronomico aprirà alle ore 19 e l’intrattenimento musicale sarà curato dall’orchestra “Maikol Rossi”; il ricco programma di domenica prevede le performance musicali del “Duo Doidinho” e dei “60 Lire” e il corso della banda di giovani chef “Un, due, tre… si impasta”, con le nonne che spiegheranno ai più piccoli tutti i segreti per preparare un buon piatto di strengozze.

A disposizione dei turisti ci sarà anche un comodo servizio di bus navetta che, partendo da Piazza della Repubblica, consentirà di visitare le bellezze del borgo e il Santuario di San Felice all’Acqua, che sorge proprio dove il primo Santo dell’ordine dei Cappuccini compì il celebre Miracolo dell’acqua, fatta sgorgare in una calda giornata estiva battendo per terra con un bastone. E si potrà partecipare anche alle visite guidate alla scoperta di questo piccolo gioiello, sviluppato in verticale lungo un ripido sperone di roccia; all’interno di Cantalice meritano una visita le caratteristiche vie del borgo antico e le chiese di San Felice, della Madonna della Misericordia e di Santa Maria del Popolo. Curiosa è poi la leggenda che circonda la fontana “Scentella”: qui sorge una roccia che gli abitanti del luogo ritenevano miracolosa per propiziare la fecondità; nel 1.200 Papa Innocenzo III, preoccupato dalla devozione “troppo pagana”, la fece rimuovere ma dopo il 1.610, come per miracolo, la pietra riapparve ed è ancora oggi visitabile.

Da Cantalice partono inoltre molti sentieri e suggestivi percorsi naturalistici che conducono anche fino al Terminillo e a Leonessa. Il paese sorge proprio lungo il percorso del Cammino di Francesco, che permette di visitare i quattro Santuari Francescani della Valle Santa Reatina (Poggio Bustone, Greccio, Fontecolombo e La Foresta), bellezze naturali come il Faggio di San Francesco e le Sorgenti di Santa Susanna a Rivodutri, oltre a suggestive aree archeologiche come i resti della Villa di Quinto Assio a Colli sul Velino, l’Eremo di San Michele Arcangelo a Morro Reatino, il Borgo di Contigliano e la città di Rieti.

Torna Rieti Cuore Piccante

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La manifestazione più hot dell’estate torna a far battere forte il cuore del centro Italia. “Oltre 100 stand e ben 400 varietà di peperoncini provenienti da tutto il Mondo” parola di Stefano Colantoni, presidente dell’Associzione peperoncino di Rieti che organizza l’evento.

“Rieti Cuore Piccante” attenderà i visitatori dal 29 agosto al 2 settembre per la sua ottava edizione. La manifestazione rappresenta un’occasione unica per scoprire il mondo del peperoncino e tutto ciò che lo circonda; stand, degustazioni, convegni ed esposizioni saranno all’insegna di questa prelibatezza e del concetto di “piccante” visto da molteplici prospettive.

Ogni sera sono in programma show cooking e sarà possibile visitare il Campo-catalogo al Centro sperimentale Carlo Jucci e ammirare al Chiostro di S. Agostino tantissime varietà diverse di peperoncino provenienti da ogni parte del Mondo; grande spazio sarà poi dato a mostre fotografiche e di pittura, kermesse artistico-letterarie, spettacoli musicali e intrattenimenti per bambini.

E a proposito di bambini, quest’anno “Rieti Cuore Piccante” sarà ancora più a misura di famiglia: tra un assaggio e l’altro, le mamme potranno allattare i più piccoli sostando in apposite aree allestite tra gli stand. L’evento proporrà ogni pomeriggio visite guidate alla scoperta della città e di Rieti Sotterranea, con i resti del viadotto romano costruito nel III secolo a.C. che, superando il fiume Velino, permetteva alla via Salaria di raggiungere la città evitando allagamenti.

Di carattere più leggero sarà invece la Mostra artistica dedicata al Peperoncino per la quale stiamo raccogliendo le opere. Per la selezione gli artisti dovranno inviare la propria candidatura a info@fuoriporta.org entro il 31 luglio. Solamente 15 di esse saranno esposte e una sola premiata.

Pronti, partenza e via, torna la Mangialonga

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Salumi e lardo, ravioli al plin, bocconcini di vitello al Barolo con polenta, formaggi delle vallate cuneesi, torta di nocciole e sorbetto di limone. Fiumi e fiumi di vino dal Barolo, al Nebbiolo d’Alba, proseguendo con il Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba e il Moscato d’Asti.

Ogni tappa ha un gusto. Siamo alla Mangialonga di la Morra, un percorso di 4 chilometri dedicato al gusto e ai paesaggi ricchi di bellezza.

Domenica 26 agosto torna così l’imperdibile appuntamento con la Mangialonga di La Morra, la camminata non competitiva tra le meravigliose colline e i vigneti del paese in provincia di Cuneo. D’altronde siamo nelle Langhe del Barolo, la piccola striscia di terra che si estende nella zona meridionale del Piemonte che il “re dei vini” ha reso famosa in tutto il Mondo.

Giunta alla 32esima edizione, la Mangialonga rappresenta un appuntamento goliardico, conviviale e festoso, per stare in compagnia degustando i prodotti tipici della cucina di Langa accompagnati dai vini più pregiati delle Cantine locali; Barolo, Nebbiolo d’Alba, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Moscato d’Asti saranno il nettare di Bacco che ristorerà i “passeggiatori” e non servirà essere maratoneti professionisti, né sportivi allenati: basterà saper apprezzare le bellezze naturali, l’enogastronomia di qualità e le passeggiate tra vigneti e colline talmente belle da essere stati inseriti tra i siti Patrimonio dell’Unesco.

Nato nel lontano 1986 dall’intuizione di un gruppo di amici, l’evento è diventato negli anni sempre più importante, con prenotazioni che arrivano ormai da ogni parte del Pianeta: assaggiare piatti dal sapore unico direttamente nei luoghi in cui vengono prodotti, d’altronde, è un’esperienza che non può lasciare indifferenti.

Il costo della partecipazione alla Mangialonga, comprensivo di taschino e bicchiere da degustazione che sarà fornito in omaggio, è di 50 euro per gli adulti e di 20 euro per i ragazzi dai 13 ai 17 anni, mentre per i minori di 12 anni l’iscrizione è gratuita. Verranno applicati degli sconti in base al numero di partecipanti: da 11 a 21 partecipanti 1 biglietto omaggio, da 22 a 32 partecipanti 2 biglietti omaggio, e così via.

Partecipare alla Mangialonga, inoltre, può essere una buona occasione per visitare il territorio delle Langhe del Barolo, ricco di splendide colline sulle cui cime sono arroccati castelli e fortezze medievali. Ma anche il piccolo centro di La Morra riserva gradite sorprese: qui, nel 1862, morì il compositore e violinista Giuseppe Galbetti, autore della Marcia Reale, che fu l’inno nazionale italiano fino al 1946; a pochi passi dalla torre campanaria del ‘700, un busto marmoreo lo ricorda, accanto al monumento bronzeo al Vignaiolo d’Italia, opera di Antonio Munciguerra.

Redazione

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