Fuori Porta

Città della Pieve (PG) - Poggio Moiano (RI)

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Città della Pieve diventa un quadro floreale

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I fiori sono colori, profumi, bellezza, ma nello splendido borgo di Città della Pieve i fiori saranno anche un gustosissimo piatto da assaporare in modi diversi in occasione della 53esima edizione dell’Infiorata, organizzata dai contradaioli del Terziere Casalino in omaggio al loro Patrono San Luigi Gonzaga.

Arte, storia e antiche tradizioni, un mix irresistibile che ogni anno dà vita a uno spettacolo di incomparabile bellezza. Da Porta Sant’Agostino sino ai piedi della Cattedrale in piazza del Plebiscito, un tappeto floreale di oltre 900 metri quadrati trasformerà Città della Pieve in un tripudio di colori e profumi: l’appuntamento è fissato per il 23 e 24 giugno nella splendida località umbra, dove tutto è già pronto.

Un evento che - proprio nell’anno del Giubileo Straordinario in onore del Santo - si annuncia ancora più straordinario del solito e ricco di appuntamenti collaterali, che sino al 23 giugno animeranno questo luogo magico: a Città della Pieve quello con l’Infiorata rappresenta da oltre mezzo secolo il primo appuntamento dell’estate, dove per l’occasione le lumache al pizzico e il cinghiale al dragoncello domineranno le tavole allestite per l’occasione.

Già da diversi mesi i contradaioli sono al lavoro per la raccolta e la preparazione dei fiori da utilizzare nel momento clou della festa: il tema scelto per l’edizione 2018 dai maestri infioratori e realizzato dall’artista pievese Andrea Bittarello sarà “La musica”, un viaggio immaginario tra i volti più noti del panorama italiano e internazionale; le note faranno da filo conduttore dell’intero evento, perché sia nella notte di sabato 23 che nel pomeriggio di domenica 24 i visitatori saranno accompagnati lungo il percorso da armonie musicali.

Grande spazio sarà dato, come di consueto, alla gastronomia del territorio.

La Taverna del Barbacane (aperta tutte le sere ad eccezione del 20 e del 24 giugno) è pronta a solleticare il palato dei propri affezionati clienti con i piatti della tradizione come le “lumache al pizzico”, ovvero le chiocciole di terra servite con uno stuzzicante e segretissimo pizzico di pomodoro: una ricetta che è diventata l’emblema della taverna e che richiede un lungo lavoro di preparazione; oppure il cinghiale al dragoncello, uno spezzatino di carne di cinghiale molto ricco di aromi scelto dai palati più sofisticati, il cinghiale allo spito e le carni cotte alla brace del camino, da sempre simbolo del punto di ristoro allestito nell’incantevole scenario degli Orti del Palazzo Vescovile.

Tra gli altri eventi in programma spiccano, il 16 e 17 giugno, l’esposizione interregionale di giochi Lego e, sempre il 17, la discesa nel pozzo del Casalino a cura del Gruppo Speleologico del CAI di Perugia. Giovedì 21 è in programma “Il gusto dei fiori”, una particolare cena a base di essenze e fiori, mentre il 23 e il 24 giugno tornerà l’appuntamento con il mercato di prodotti artigianali e florovivaistici nelle vie e nelle piazze del terziere; il tutto senza dimenticare e il concorso “Città fiorita” che per tutta la durata della manifestazione renderà magico ogni balcone, finestra e vicolo del centro storico.

Assistere all’Infiorata rappresenta una buona occasione anche per scoprire le bellezze di Città della Pieve, dove meritano una vista la chiesa di Santa Maria dei Bianchi con l’affresco raffigurante “L’adorazione dei Magi”, la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, la Rocca e Palazzo della Corgna. Appena fuori le mura sorge l’antica chiesa di S.Francesco, risalente dal XII Secolo, che conserva la famosa tavola del Pomarancio “La Pentecoste”: da settantadue anni la chiesa è divenuta il primo santuario italiano dedicato alla Madonna di Fatima, e nell’oratorio adiacente è conservato l’affresco “La Crocefissione di Gesù” di Jacopo di Mino detto “Il Pellicciaio”. Nell’ottobre del 2015, inoltre, nel territorio comunale è stata scoperta una meravigliosa tomba etrusca: datata tra la fine del IV sec. a.C. e gli inizi del III sec. a.C., la Tomba di Laris - com’è popolarmente definita per via del nome del proprietario scolpito sul sarcofago principale - è costituita da una camera sepolcrale completamente scavata nel terreno argilloso a cui si accede tramite un lungo corridoio di 12 metri; al suo interno sono stati rinvenuti, insieme agli oggetti di corredo, due grandi sarcofagi monumentali in arenaria e travertino e tre urne cinerarie in marmo alabastrino sui cui coperchi sono scolpiti i defunti a banchetto, conservati presso il Museo Civico-Diocesano di Santa Maria dei Servi. Ma è tutta Città della Pieve, adagiata a 500 metri di altezza su un colle che domina la Val di Chiana e il Trasimeno, a conservare tesori di grande valore a partire dalle opere del suo figlio più illustre, Pietro Vannucci detto Il Perugino.

Poggio Moiano (RI) si trasforma in una tela d’artista con l’Infiorata – 28 giu/1 luglio.

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Ancora pochi giorni e un intero paese si trasformerà in una tela d’artista. Rose, gerani, garofani, ginestre, calendule, agapanti e foglie diventeranno la “tavolozza” dei colori, e a fare il resto sarà il sapiente lavoro dei maestri infioratori. A Poggio Moiano tutto è pronto per l’appuntamento più atteso dell’anno: quello con l’Infiorata del Sacro Cuore, che da giovedì 28 giugno a domenica 1 luglio tornerà a fondere sapientemente natura e cultura, sentimento religioso, passione per l’arte e valorizzazione del territorio.

Nel grazioso paese della provincia di Rieti, il momento più importante della festa è in programma sabato 30 giugno: lungo la passeggiata di viale Umberto I° saranno realizzati oltre 300 metri di tappeti floreali, caratteristici quadri con le più belle tonalità cromatiche che la natura offre; i fiori – selezionati in base al colore, alla forma e alle caratteristiche della superficie – saranno sapientemente lavorati dai maestri infioratori, che negli ultimi anni si sono specializzati nell’utilizzo del fiore secco, divenendo tra i più apprezzati in Italia.

Arriveranno da ogni angolo della Penisola i gruppi appartenenti a “Infioritalia”, l’Associazione Nazionale delle Infiorate Artistiche fondata proprio grazie a Poggio Moiano e al suo Concorso Nazionale delle Infiorate; i giovani infioratori e i maestri si contenderanno il trofeo “Tarcisio Arzilli e Aldo Meloni” (intitolato proprio al fondatore della Pro Loco e al suo amico, grande appassionato dell’Infiorata tanto da creare un vero archivio fotografico) e al 1° Trofeo “Ritorno al Passato”, che eleggerà il quadro più bello realizzato solo con fiori freschi. E persino i turisti più curiosi potranno, in delle aree appositamente allestite, cimentarsi per la prima volta in quest’arte antica, sotto la guida sapiente dei maestri; oppure visitare il museo dell’Infiorata, nei locali del cortile Tiberti messi a disposizione dal Comune. Uno spettacolo nello spettacolo, poi, sarà costituito dai balconi fioriti: tutte le vie del paese, gli scorci, i terrazzi e le vetrine dei negozi saranno addobbate per l’occasione. E visto che Poggio Moiano è il paese dei fiori e dell’olio, ci sarà spazio anche per la Sagra della Bruschetta, che venerdì e sabato esalterà al massimo “l’oro verde” del territorio sabino.

Da queste parti, l’infiorata è una tradizione che si perde nella notte dei tempi, se si pensa che già gli abitanti dell’antico “Podio de Moiano” avevano l’abitudine di gettare alla rinfusa i petali dei fiori per onorare il passaggio delle processioni religiose; già dagli anni sessanta si formano le prime infiorate artistiche, ma è la nascita della Pro Loco nel 1971 a legare questa usanza alla promozione del territorio e dei suoi prodotti tipici, dando vita alla moderna Infiorata del Sacro Cuore. Negli anni ogni poggiomoianese è stato coinvolto in questa manifestazione anche nella fase di preparazione, come la raccolta, il “piluccamento”, l’essiccamento e il macinamento dei fiori: oltre ai fiori che vengono utilizzati freschi, altri vengono raccolti, “spetalati” e lasciati essiccare in un ambiente con poca luce – per impedire che il petalo perda la vivacità di colore – per poi essere triturati e ottenere le polveri di fiore. E ancora oggi è proprio il sentimento religioso, unito alla passione per l’arte, a spingere gli abitanti a lavorare duramente per comporre quadri floreali per poi lasciare libero il passaggio alla solenne processione della domenica, che distruggerà il frutto di mesi di fatica.

La festa prenderà il via giovedì 28 giugno con la celebrazione della Santa Messa degli infioratori e con “M’ama, non m’ama”, l’incontro fra i vari gruppi per la capatura dei fiori in piazza Vittorio Emanuele; venerdì sarà invece la volta del “Paese in fiore”, delle bruschette, dell’accoglienza dei gruppi di Infioritalia e dello spettacolo musicale. Sabato 30, a fare da contorno all’Infiorata sarà la “Notte dei fiori”, con musica, mostre, musei, negozi e bar aperti tutta la notte; domenica sono infine in programma i giochi per i bambini e, alle ore 21, con la partecipazione straordinaria dei Cristi Infiorati di Artena, la solenne processione del Sacro Cuore di Gesù sui tappeti infiorati che darà a tutti l’appuntamento alla prossima edizione.

Nei quattro giorni i visitatori potranno anche andare alla scoperta di Poggio Moiano, a metà strada tra Roma e Rieti, un centro ricco di storia e che sorge in territorio dalla natura rigogliosa. L’antico borgo conserva ancora la sua struttura medievale e diverse Chiese rurali degne di nota come quelle di San Martino, San Sebastiano e Sant’Anna o la parrocchiale dell’Immacolata Concezione e San Giovanni Battista. Merita una visita anche l’edicola campestre di Santa Liberata, meta di pellegrinaggio in epoca antica perché la Santa era ritenuta la protettrice dei bambini affetti da gravi malattie, mentre gli amanti della natura potranno passeggiare nelle splendide faggete del Parco dei Monti Lucretili.

Redazione

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