Fragagnano: “Break the Chain”

Donne, Percorsi di fuoriuscita dalla Violenza

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« La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci », con testuale eufemismo lo scrittore russo Isaac Asimov, descrisse la violenza in tutti i suoi aspetti.

Per onorare la memoria inaffondabile delle donne, oggigiorno vittime ancora di violenze di ogni tipo, l’Assessorato ai Servizi Sociali e Pari Opportunità del Comune di Fragagnano, nella persona della Dott.ssa Serena Bisanti, ha organizzato, nella sala del Palazzo Marchesale, un pubblico convegno per rompere le catene del silenzio. L’evento è stato patrocinato dal Comune di Fragagnano, la cui guida è rappresentata dal Sindaco Dr. Giuseppe Fischetti, in collaborazione con l’Associazione no profit “Ricreativa-Mente” e l’I.C. “Bonsegna Toniolo” di Sava-Fragagnano.

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La realizzazione del convegno, nasce dalla voglia e dalla consapevolezza di abbattere il cosiddetto muro del silenzio, derivante da violenze di ogni genere, sulle donne. Il 25 Novembre, come ogni anno, si celebra la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. In tutta Italia vengono organizzati momenti d’incontro e riflessione per arginare una piaga che ogni anno miete ancora troppe vittime. La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. E’ stata designata il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. L’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981.

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Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960, infatti, le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un nefasto incidente. In Italia solo dal 2005 alcuni Centri Antiviolenza e Case delle Donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Ma negli ultimi anni anche istituzioni e vari enti come Amnesty International festeggiano questa giornata attraverso iniziative culturali. « Ciò che mi ha permesso di organizzare tale incontro pubblico – dichiara l’Ass. Serena Bisanti in un’intervista, è la voglia e il coraggio di abbattere il muro del silenzio ed aiutare le donne ad avere voce in capitolo, i fatti di cronaca successi anche nella nostra comunità, mi ha incentivata a fare di più ». Al tavolo dei relatori erano presenti alcune personalità di spicco nel mondo della lotta ai diritti delle donne.

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Infatti, nel primo step dei lavori, i primi interventi sono stati affrontati da alcuni referenti dell’Associazione “Alzaia”Sportello Antiviolenza sede di Taranto, sulla tematica de “Violenza sulle donne, tutela giuridica e tutela assistenziale”. Su questa tematica, per la sezione “Testimonianze Dirette” sono scese in campo i genitori di Federica De Luca e la Sig.ra Pina Bleve, intima amica di famiglia in rappresentanza dei genitori di Fiorenza De Luca. Due ragazze che in vita, hanno avuto in comune lo stesso cognome ma anche la fine della loro vita, sfociata in un momento di estrema fatalità .

cms_7798/5.jpgFederica, trent’anni, arbitro della Fipav, è stata trovata morta un martedì estivo del giugno del 2016 nel proprio appartamento a Taranto. E’ stata picchiata e strangolata dal marito vent’anni più grande di lei, uno dei coordinatori delle attività promozionali dell’A.N.T. di Taranto. L’uomo ha poi lasciato l’appartamento con il figlio di 4 anni, portandolo in una casa di campagna sulla statale, dove lo ha ucciso con un colpo di pistola alla nuca. L’uomo ha quindi posato il corpo del figlio sul letto, gli si è steso accanto e si è sparato con la stessa arma. Nel mese di luglio, i genitori mossi, da gran coraggio, hanno portato in corteo le foto della figlia morta, con il volto tumefatto, a testimonianza della violenza con cui la donna è stata picchiata prima di essere stata strangolata.

cms_7798/6.jpgFiorenza, ventottenne reduce da un’altra storia amorosa, uccisa dal compagno con un colpo di pistola alla fronte nel giugno del 2014. La giovane donna, madre di due bambini avuti dalla precedente relazione, è stata ritrovata morta presso la propria abitazione a Grottaglie, dove è avvenuta la triste fine. Nella mattinata, pare che avesse condotto col proprio compagno, momenti di normale convivenza e successivamente momenti di intimità, fino a quando il compagno, mentre stava maneggiando una pistola modificata, dimostrando alla giovane compagna che l’arma era scarica, l’avrebbe quindi puntata contro di lei premendo il grilletto. Un solo colpo, esploso a una distanza di circa un metro, ha provocato la morte immediata della ragazza. La pistola era detenuta illegalmente. Si trattava di un’arma modificata completa di caricatore con cinque proiettili, uno dei quali in canna. La pistola sarebbe stata trovata dall’uomo nelle campagne di Martina F.ca un anno e mezzo prima e l’avrebbe tenuta perché così si sentiva al sicuro. Fiorenza, al momento della morte, era incinta di un mese. Ad un anno dalla sua morte, a Lizzano e a Manduria sono stati aperti degli Sportelli Antiviolenza, che ne portano il nome, “Centro Ascolto Fiorenza”.

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Queste sono le tragiche storie di due ragazze legate dallo stesso cognome, dalla stessa voglia di vivere, ma anche dalla furia omicida dei propri partner, offuscati da una sfaccettatura distorta dell’amore. «Sono storie crudeli, difficili da accettare – dichiara l’Assessore Serena Bisanti, ma sono esempi da considerare se vogliamo rompere le catene del silenzio, molto spesso le donne vittime di violenza, rimangono chiuse in sé stesse, nel cantuccio di casa piuttosto che confessare la violenza subìta, chiedendo aiuto ». Ed ancora: « La singolarità del pubblico convegno sta nel fatto che non rappresenta il canonico convegno frontale, ma un vero e proprio momento di in-formazione, confronto e divulgazione su come fronteggiare la violenza sulle donne e sulla violenza di genere». Al convegno, erano presenti: l’Avvocato Mariangela Gigante del Foro di Taranto e del Comitato Pari Opportunità, che ha relazionato sulla tematica de “Relazioni e Possesso”. La Psicologa Dott.ssa Veronica Buccoliero si è intrattenuta sul lato psicologico della violenza di genere trattando la tematica degli “Aspetti psicologici della vittima e del carnefice”. Dalla Questura di Taranto, la Dott.ssa Vanessa Rosato, in qualità di sostituto commissario della Polizia di Stato sez. Squadra Mobile, si è intrattenuta sul tema particolare della “Violenza di Genere, Modus Operandi delle Forze dell’Ordine”, spiegando come le forze dell’ordine, contrastano la violenza sulle donne. Dal Comune di San Giorgio Jonico, presente anche Vera Colucci, consigliera comunale e referente del movimento femministe delle Matrioske contro la violenza sulle donne “Nonunadimeno” – prov. Taranto, che si è intrattenuta sulla “Violenza invisibile e Violenza Manifesta” . L’aspetto legale, è stato trattato dall’Avv. Lucia Lagioia, esponente del movimento “Tavoli di discussione donne in fermento”che si è intrattenuta sulò tema “Donne, rete ed esperienza di gruppo”. L’I.C. Bonsegna Toniolo, partnership del pubblico convegno, è stato rappresentato dalle insegnanti Emanuela Monda ed Elena Manigrasso entrambe referenti del Gruppo Progettazione Parità, le quali dal punto di vista didattico, si sono interfacciate con i presenti trattando la difficile tematica dell’ “Educazione in genere, percorsi formativi sulle Pari Opportunità”. Un momento di semplice convivialità e di divulgazione con i presenti, è stato reso possibile anche grazie alla presentazione del libro “Amore Sprecato”, scritto dall’autrice Aurora Bagnalasca.

Vincenzo Ludovico

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