Fisco, Alitalia e nomine (Altre News)

Pensioni, parte il cantiere per la riforma

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Fisco, Alitalia e nomine: i dossier post voto del governo

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Il voto in Emilia Romagna e Calabria rafforza il governo ma lo mette anche davanti alla strada ineludibile di agire sui dossier caldi: dal caso Autostrade, al futuro di Alitalia, passando per la riforma fiscale e le pensioni. In parallelo, i prossimi mesi saranno decisivi anche per il toto-nomine nelle partecipate e nella galassia delle controllate di Stato, con il rinnovo di circa 400 poltrone in scadenza, dai vertici ai piani più bassi.

Sulla concessione ad Autostrade dopo a tragedia del Ponte Morandi la maggioranza non è coesa, ma l’indebolimento dei 5Stelle che preme per la revoca tout court potrebbe aprire la strada a nuove trattative. Il Pd sul tema si muove con prudenza, mentre Italia Viva ha sempre messo in guardia contro il rischio che, in assenza di basi giuridiche, lo Stato debba trovarsi nel paradosso di dover versare maxi risarcimenti.

Sul fascicolo Alitalia le incognite maggiori sono legate alla scadenza del 31 maggio prossimo, data entro la quale la compagnia - secondo l’ultimo decreto approvato - deve restituire il nuovo prestito da 400 milioni concesso dal governo. Una deadline per la restituzione in linea con le norme Ue sugli aiuti di Stato, ma che secondo quanto ha chiarito il ministro per lo Sviluppo economico Stefano Patuanelli non è il termine perentorio per la vendita della compagnia ma è il termine che viene dato al commissario Giuseppe Leogrande per espletare la procedura di cessione della compagnia.

Prossimo banco di prova del governo sarà anche la preannunciata riforma Irpef. Approvato il taglio del cuneo fiscale, il governo ha annunciato per aprile la legge delega. Tra le ipotesi sul tavolo si ragiona ad una semplificazione delle aliquote con interventi a vantaggio pensionati e incapienti, accanto a possibili rimodulazioni Iva per ridurre la montagna delle clausole di salvaguardia per il 2022 rivedendo possibilmente la giungla delle tax expenditures. Ipotesi accarezzata da tutti gli ultimi governi, ma sempre abbandonata.

Altro tavolo di confronto le pensioni, con il post-Quota 100, per creare le condizioni per una maggiore flessibilità in uscita dal mercato del lavoro allo scadere dello schema triennale di anticipo pensione varato dalla Lega in scadenza a fine 2021.

Archiviate le elezioni accelera anche il toto-nomine di controllate e partecipate pubbliche in scadenza. Entro l’estate andranno confermati o rinnovati i vertici Enel, Eni, Enav, Mps, Poste, Leonardo, oltre che Agcom, Garante per la Privacy, agenzie fiscali e tutta una galassia di controllate per totale di circa 400 poltrone.

Pensioni, parte il cantiere per la riforma

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Governo e sindacati hanno aperto ufficialmente oggi il cantiere sulla riforma della previdenza. Obiettivo, mettere a punto una proposta condivisa che restituisca equità al pensionamento dei lavoratori e superi la legge Fornero in maniera strutturale fornendo regole certe per almeno il prossimo decennio. La volontà di tutti, ribadita dall’incontro di oggi dal ministro del lavoro Nunzia Catalfo prima e dai leader sindacali di Cgil Cisl e Uil poi, è di dare velocità al confronto e di inserire linee di riforma già nella Nadef di settembre prossimo per articolare un intervento specifico nella futura legge di bilancio 2021.

Per questo, sui lavori sarà fatto un primo check politico già a marzo con un nuovo incontro plenario. Al traguardo si arriverà per tappe come disegnato dal serratissimo calendario di incontri tecnici messo a punto al termine del confronto di oggi. Si partirà dunque il 3 febbraio prossimo dalle pensioni di garanzia per i giovani; il 7 febbraio toccherà alla rivalutazione degli assegni di previdenza mentre il capitolo più caldo, quello sulla flessibilità in uscita, sarà affrontato il 10 febbraio. Sul tavolo del round del 19 febbraio, infine, il tema della previdenza complementare.

E al lavoro tra Governo e Cgil, Cisl e Uil sarà affiancata anche una Commissione di esperti che valuterà il possibile impatto delle misure allo studio, per una nuova flessibilità in uscita. Il capitolo risorse infatti sarà l’ultimo tassello a dover essere incastonato nel puzzle di interventi che uscirà dal confronto. I conti infatti si faranno al Mef . "I costi li valuteremo in itinere, il ministero dell’Economia come sapete farà parte della commissione di esperti perché è un percorso che non possiamo fare da soli ma dobbiamo fare tutti insieme come governo, valutando l’impatto delle proposte", spiega Catalfo soddisfatta di questo primo giro di tavolo.

"Sono contenta del lavoro di oggi, si è trattato di un incontro positivo ed importante. Spero di arrivare in tempi brevi ad un accordo condiviso", dice ribadendo come "siamo d’accordo che non sarà una riforma fine a se stessa ma che dovrà avere un’ottica strutturale almeno decennale", dice ancora Catalfo. Stesso sentiment anche da Cgil Cisl e Uil soddisfatte dall’avvio del tavolo anche se la Commissione di esperti che valuterà l’impatto delle future proposte, qualche dubbio lo solleva.

"E’ importante capire come sono composte e quale darà il mandato delle Commissioni", chiederà al tavolo il leader Uil, Carmelo Barbagallo guardando anche alle altre due commissioni che partiranno a breve, quella che studierà la separazione tra previdenza e assistenza e l’altra sui lavori gravosi. Ma resta comunque il dato positivo di una giornata che vede al via i lavori su una riforma attesa da anni e che come spiega Landini si addiziona al taglio del cuneo fiscale varato da poco dal governo e si aggiunge a quello sul fisco e sul mezzogiorno di prossima apertura.

"E’ stato un avvio di confronto serio, un incontro importante che risponde alla piattaforma che abbiamo presentato al governo" dice guardando alla verifica politica fissata per marzo con cui testare "la direzione che deve essere chiara: non si tratta infatti di aggiustamento della Fornero ma di una revisione che dia stabilità nei prossimi anni e che preveda un riconoscimento per giovani e donne oltre ad una flessibilità in uscita a 62 anni", conclude.

Soddisfatta anche la Cisl per la quale il Paese si salva solo con un Patto tra generazioni: "meccanismi più equi di pensionamento uniti a una seria politica di crescita e allo sblocco degli investimenti produttivi, sono essenziali per avviare il turnover nei luoghi di lavoro, incrementare consumi e produttività di sistema, assicurare a milioni di giovani un futuro e a tanti anziani una pensione dignitosa e attiva", elenca il segretario generale aggiunto Luigi Sbarra.

Soddisfatta anche l’Ugl per l’avvio di un confronto "a tutto campo" che però ha chiesto che il tavolo al ministero sia unico oltre che unitario, con tutte le sigle contemporaneamente presenti. Tra le proposte presentate al governo anche una riflessione sul post Quota 100 che per l’Ugl potrebbe "venire ’liberalizzata’, senza più alcun paletto d’ingresso".

Redazione

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