FUORI PORTA

Sagra delle Sagne Strasciatea Paganico Sabino, le Fettuccine alla Trebulana a Monteleone Sabino

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Sagra delle Sagne Strasciate, Paganico Sabino è una meta molto golosa!

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La storia di un borgo va in tavola con la Sagra delle Sagne Strasciate. Da quasi 30 anni Paganico Sabino, antico paese sulle rive del Lago del Turano, chiama a raccolta gli amanti delle tradizioni di una volta intorno al proprio piatto più rappresentativo. L’appuntamento è fissato per oggi, Sabato 3 Agosto, per scoprire questa specialità, che ancora oggi viene preparata con l’amore e la cura di sempre: si realizza a mano una sfoglia con farina, acqua e uova che viene strappata in piccoli lembi, cotti e conditi con i prelibati funghi porcini raccolti nei boschi della zona. Il risultato è una vera e propria prelibatezza da gustare a partire dalle 12.30, insieme a un secondo a sorpresa con contorno e al vino rosso locale, presso il Centro Diurno con posti coperti da capienti tensostrutture.

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Nel paese di 200 abitanti in provincia di Rieti dove il tempo sembra essersi fermato, è in programma un’intera giornata di festa che partirà alle 11 con le esposizioni all’insegna della storia, della cultura e delle tradizioni del posto: “La scuola a Paganico”, “Arredi sacri e Attrezzi della civiltà contadina” e “170° anniversario della Repubblica Romana”. Stand con i prodotti tipici del territorio e curiosità di vario genere saranno allestiti nelle vie del borgo e, dopo il pranzo a base di sagne strasciate, si andrà avanti fino a tarda sera con arrosticini, birra e musica dal vivo. Il tutto nel rispetto della natura, perché gli organizzatori daranno vita a un evento totalmente plastic free!

Info:Paganico Sabino (RI) - info@fuoriporta.org - www.fuoriporta.org

Tornano in grande stile le Fettuccine alla Trebulana di Monteleone Sabino

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Un concentrato di sapori dà vita a un piatto intriso di storia, che porta nel suo nome il segno indelebile di un glorioso passato. Queste sono le fettuccine alla trebulana, la ricetta più famosa di Monteleone Sabino, l’antica Trebula Mutuesca in provincia di Rieti. Nel borgo adagiato a quasi 500 metri di altezza sulle propaggini meridionali dei Monti Sabini, l’appuntamento con la Sagra dedicata a questa delizia torna puntuale sabato 3 e domenica 4 agosto.

Non siamo di fronte a un’amatriciana - anche se la pancetta potrebbe in qualche modo ricordarla - e nemmeno a una boscaiola, anche se i funghi rappresentano uno degli ingredienti principali. Le fettuccine alla trebulana vengono preparate ancora oggi seguendo una ricetta tramandata oralmente per tanti secoli: vengono impastate farina e uova e poi la sfoglia viene tirata a mano con il mattarello di legno; una preparazione all’apparenza semplice che in realtà nasconde segreti noti solo alle cuoche del posto: per la buona riuscita del piatto sono fondamentali lo spessore della sfoglia e in particolar modo il suo taglio. La pasta viene poi condita con piselli, pomodoro, funghi, prosciutto e pancetta, un irresistibile mix di gusti e profumi da assaggiare per due sere consecutive, a partire dalle ore 19.

Le fettuccine alla trebulana saranno proposte ai visitatori insieme a una ricca carrellata di tradizionali ricette monteleonesi, tutte esaltate dal rinomato olio extravergine di oliva della Sabina: fettuccine con aglio e persa (una pianta aromatica che cresce spontanea nei dintorni del paese), arista panata, fagioli in insalata con carote e cipollina fresca, da accompagnare con un dolcetto e una bevanda. Giunta alla 22esima edizione, la manifestazione ha in programma anche spettacoli musicali che allieteranno ogni serata, mentre tra una portata e l’altra sarà possibile curiosare tra le bancarelle del mercatino di artigianato e prodotti tipici.

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Chi volesse trascorrere qualche ora in più da queste parti potrà visitarei resti di Trebula Mutuesca - la città sabino-romana che visse il suo periodo più fiorente nel I° Secolo a.C. l’Anfiteatro romano, il museo comunale e il Santuario di Santa Vittoria, con la splendida chiesa romanica e le catacombe che ne costituiscono il primo elemento storico ed archeologico. La leggenda legata al culto della patrona del paese racconta che la Santa si convertì al cristianesimo sotto l’Imperatore Decio, attorno all’anno 250: quel tempo un orribile drago, che si era nascosto in una grotta, spargeva la morte fra la popolazione di Trebula; Vittoria riuscì con la forza della fede a cacciarlo via, convincendo la popolazione della città a convertirsi in massa. Malgrado la fama acquisita con l’impresa, Vittoria fu invitata da un funzionario, Taliarco, ad abbandonare il cristianesimo e venerare la dea Diana, e al suo rifiuto venne uccisa con un colpo di pugnale. Dopo sette giorni la Santa fu seppellita nella grotta del drago e lì venerata: si racconta che nell’esatta zona in cui avvenne il martirio, l’erba non cresca più.

Info:Monteleone Sabino (RI) - info@fuoriporta.org - www.fuoriporta.org

Massimo Favia

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