FRANCO BATTIATO & JOE PATTI’S EXPERIMENTAL GROUP AL TEATRO PETRUZZELLI DI BARI

Battiato cade sul palco sulle note di Voglio vederti danzare, corsa in ospedale

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Ieri sera, il Maestro Franco Battiato, in concerto al teatro Petruzzelli, sulle note della finale “Voglio vederti danzare”, è caduto sul palco e si è rotto il femore. Immediato l’intervento del 118. Si è concluso così, un concerto emozionante, durato due ore. Dopo aver attraversato l’Italia, si è concluso a Bari, il lungo tour di Franco Battiato e del suo ultimo progetto musicale “Joe Patti’s experimental group”. L’album, all’insegna dell’elettronica e della sperimentazione, è uscito lo scorso settembre ed è stato curato da Battiato insieme al suo storico ingegnere del suono Pino Pischetola, alias “Pinaxa”.

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Sul palco del Petruzzelli l’artista si è presentato con sintetizzatore, tastiera e pianoforte, accompagnato da Pino “Pinaxa” e da Carlo Guaitoli. Incorniciato dalla suggestiva atmosfera del Teatro Petruzzelli, che ha registrato un “tutto esaurito”, lo spettacolo è stato diviso in due momenti: nei primi trenta minuti la musica elettronica, da sempre grande amore dell’artista, è stata padrona della scena con espliciti riferimenti alle sue produzioni degli anni Settanta; la seconda parte è stata molto “più leggera”, “più divertente e meno impegnata”, per dirla con le parole che il cantautore ha usato rivolgendosi al pubblico.

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Si comincia. “Leoncavallo”, "Le voci si fanno presenze", ed entriamo nella psichedelia. Sembra di tornare negli anni Settanta. L’atmosfera è rarefatta, suggestiva. Battiato canta in arabo in “Nuba” e in tedesco, come nella intensa “L’isola elefante”. Battiato ritma i pezzi con le mani. Nei primi trenta minuti, a farla da padrone è insomma la musica elettronica, da sempre grande passione del cantautore siciliano, con tutti i riferimenti alla sua produzione anni ’70. Gli assistenti poi voltano il leggio, Battiato si rivolge verso il pubblico: comincia così la seconda parte durante la quale il maestro realizza i grandi classici del suo repertorio:“L’ombra della luce”, “Un irresistibile richiamo”, “Stati di gioia”, “Fornicazione”, un omaggio questo all’amico Sgalambro, con il quale Battiato ha avuto una collaborazione virtuosa e raffinata che ha dato vita ad alcuni dei brani più intensi di sempre della musica italiana. L’atmosfera si fa più intensa, toccante e tocca il suo momento più alto con “E ti vengo a cercare” che conclude la seconda parte.

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Applausi lunghissimi e un caos da stadio acclamano il nome del cantautore per il bis. Si ricomincia. Gli artisti, instancabili, risalgono sul palco. Ed ecco “Stranizza d’amuri” che rappresenta senz’altro una delle cose migliori del cantautore, sebbene sia una canzone rimasta a lungo nell’ombra, un ricordo di un dopoguerra e degli anni dell’infanzia. E ancora “L’animale”, “Prospettiva nevski” e, in un crescendo emozionante, “La cura” che ha regalato lunghissimi applausi. Silenzio e costernazione. Nessun saluto, nessun ringraziamento finale, nessun coro, questa volta, hanno concluso un concerto che è stato comunque di una potenza espressiva e musicale fuori del comune. E con un Battiato davvero straordinario.

Mary Divella

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