FIORI DA MANGIARE

La biodiversità sulle nostre tavole

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Una delle più celebri opere di Vincent Van Gogh è "Il vaso di girasoli". I fiori sgorgano dal vaso rivolti verso varie direzione, in modo disordinato, ma naturale, quasi perfetto. Mi riportano all’infanzia, a quando, nell’orto di mio padre, trascorrevo ore ad ammirarne il colore intenso, i petali corposi, stretti l’uno all’altro come in un abbraccio e il pulvino sullo stelo che mi impediva il contatto, quasi a proteggerli. Mio padre mi diceva: "attento a non rovinarli, sono delicati, lo sai i fiori sono un lusso necessario". Allora non comprendevo quelle parole, ma in seguito...

Oggi ci impegniamo a consegnare fiori in tutte le parti del mondo, in meno di 24 ore. Il mercato ha assunto proporzioni realmente globali. Da sempre ne siamo affascinati. Trasmettono carica emotiva, allegria e vitalità. Con essi abbiamo trascorso la nostra vita. Stimolano contemporaneamente quattro dei nostri cinque sensi: la vista, l’olfatto, il tatto e il gusto.

Ma quando è comparso il primo fiore?

Di recente è stato ricostruito in 3D l’aspetto dei progenitori dei fiori, che oggi popolano la Terra. Risalenti a 140 milioni di anni fa, sono molto simili ad una ninfea. Autori di questa scoperta: i ricercatori dell’Università di Parigi Sud, guidati da Herve Sauquet. Le piante che producono i fiori, le cosiddette angiosperme, rappresentano il 90% della flora presente sul pianeta. Fino ad ora le origini erano poco chiare, per la scarsità di reperti fossili trovati. Una volta delineato l’aspetto degli antenati dei fiori odierni è stata tracciata la loro "mappa genetica" nell’arco di milioni di anni. Il risultato è stato un albero genealogico molto vasto. Pensate che erano l’ingrediente principale nella dieta dei dinosauri.

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Da qualche anno, i fiori eduli o commestibili sono nella grande distribuzione e in molti ristoranti. Trovano classico utilizzo negli sciroppi, nei liquori e nelle tisane. Ne esistono circa un centinaio di varietà, alcuni senza saperlo li consumiamo già: carciofi, fiori di zucca, cavolfiori e zafferano.

cms_7031/3.jpgAltri invece siamo più propensi ad immaginarli in giardino o all’interno di un vaso. Dal punto di vista nutrizionale i fiori eduli contengono più vitamine di frutta e verdura, sono poverissimi di grassi e ricchi di minerali e proteine. Inoltre hanno elevate quantità di antiossidanti: antociani, flavonoidi e carotenoidi che ne determinano il colore. La conferma arriva dall’Università di Pisa che da anni sta studiando le proprietà nutraceutiche dei fiori.

Le viole, i crisantemi e i garofani sono ricchi di potassio. Con lavanda, magnolia, sambuco, begonia, geranio, fior di acacia, papavero, borragine e calendula possiamo fare un fritto misto di primavera.

Gelsomino, citrus, finocchio, ibisco, menta, rosa e trifoglio sono indicati nella preparazione - o decorazione - di torte, muffin, biscotti, dolci al cucchiaio o caramellati.

Aneto, coriandolo, fiordaliso, girasole, tarassaco si adattano a insalate, zuppe, paste e risotti.

I fiori commestibili possono essere ordinati on line. Molte imprese commerciali stanno puntando su questo nuovo settore.

La produzione richiede attenti controlli, perciò non è il caso di improvvisare un’insalata o una frittura utilizzando i fiori del giardino o quelli che si trovano lungo le strade.

Il consumo inoltre deve essere moderato perchè potrebbero derivarne reazioni allergiche e attacchi di asma, soprattutto in soggetti già vulnerabili. E’ sconsigliato alle donne in gravidanza.

Non tutti inoltre sono buoni da mangiare, alcune varietà sono velenose.

cms_7031/4.jpgI fiori sono una forma d’arte, sono tanti i pittori che da loro hanno attinto l’ispirazione: da Van Gogh a Monet a Mondrian a Renoir. Claude Monet ad esempio oltre a dipingere fiori, era un provetto giardiniere e un sofisticato esperto di botanica e orticoltura, era anche un avido studioso pronto a sperimentare innesti con semi e piante esotiche importate dall’estero. Chissà cosa direbbe nel vederli oggi sulle nostre tavole…

Il suo giardino di Giverny, creato dal nulla, arricchito e perfezionato nel corso di decenni, era il suo studio all’aria aperta, il suo orgoglio e la sua fonte d’ispirazione. alla fine della sua vita Monet scrisse: "Il mio giardino è l’opera d’arte più bella che io abbia mai creato".

I fiori hanno sedotto gli artisti che, a loro volta, li hanno elevati a forma d’arte. Un’alchimia che ha reso entrambi immortali.

Esecuzione Verde

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