FASHION NEWS 2018

LA MODA CHE NON TI ASPETTI

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In questo periodo dove tutte noi siamo in piena frenesia da saldi addicted,(come sta procedendo il vostro shopping?, vi siete già buttate o state prendendo tempo in vista di ulteriori ribassi? Io ho da sempre la mia tecnica: acquisto i capi che non voglio assolutamente farmi sfuggire all’inizio, perché se è vero che i ribassi sono inferiori è altrettanto vero che nel periodo iniziale si ha la probabilità più alta di trovare la propria taglia e il colore desiderato. Poi faccio un giro di ricognizione nel periodo intermedio e infine non mi lascio mai sfuggire il periodo finale dei saldi, perché se si è fortunate nel trovare la propria taglia si possono fare davvero grandi affari), il mondo della moda comincia a stilare il calendario degli eventi per il nuovo anno, in primis le fashion week che detteranno le tendenze per il prossimo autunno-inverno 2018/2019. La prima manifestazione a dare il via ufficialmente al nuovo anno fashion è stata la 93esima edizione di Pitti Uomo che si è tenuta a Firenze dal nove al dodici gennaio, ma prima di parlarvi velocemente delle tendenze più significative emerse al Pitti Uomo voglio parlarvi di alcune curiosità fashion che non potete non sapere.

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La fashion editor, nonché influencer e stylist Anna Dello Russo ha deciso di mettere all’asta il suo immenso guardaroba-archivio costruito in trent’anni di onorata carriera nel mondo della moda. L’esigenza nasce dalla sua voglia di leggerezza, lei stessa ha dichiarato che tenere in ordine e in buono stato il suo immenso patrimonio di abiti è diventato molto impegnativo, non possono più stare nel suo bunker sotterraneo e a “morire” nei suoi armadi (la fashion editor ha acquistato l’appartamento accanto al suo per trasformalo in un’enorme cabina-armadio), ma soprattutto perché si è sentita in dovere di creare, con il ricavato dell’asta, delle borse di studio per giovani talenti che sognano di lavorare nel mondo della moda, ma non ne hanno le possibilità economiche. Ci sono voluti due anni e mezzo di lavoro per catalogare le tantissime scarpe, borse, abiti couture e capi pret-a-porter, in concomitanza con la vendita del suo guardaroba uscirà un libro edito da Phaidon dove saranno elencati e fotografati i suoi capi come in un album delle figurine, perché come dice la stessa Dello Russo, chi colleziona abiti, scarpe e borse e come se collezionasse figurine e come tutti i collezionatori non si può più smettere. L’asta si terrà a Milano, il ventiquattro febbraio, perché è la città dove tutto è iniziato per lei: lavoro, fama, soldi e continue opportunità, in contemporanea con la fashion week milanese si potranno acquistare i suoi capi battuti dalla casa d’aste Christie’s oppure online sul sito Net-a-Porter. La buona notizia per noi fashion addicted è che parte dei suoi capi avranno una base d’asta con prezzi politici ( l’impresa più difficile non sarà aggiudicarseli, ma indossarli visto che la sua taglia è una trent’otto), la stessa Dello Russo ha dichiarato di voler vedere i suoi abiti vivere in giro per il mondo, indossati dalle donne che amano la moda e non chiusi in un bunker a temperatura e umidità controllata solamente per soddisfare un capriccioso ricco collezionista.

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Il prossimo diciassette gennaio andrà in onda in America sul canale televisivo FoxCrime, in Italia dal diciannove gennaio su Sky, la serie tv “The Assassination of Gianni Versace” che spera di tenere incollati alla tv tredici milioni di telespettatori come fu per la messa in onda del giallo di O. J. Simpson, l’ex campione di football coinvolto nel duplice delitto di sua moglie e del suo amante e si spera di bissare i numerosi riconoscimenti e premi come è stato per la serie tv sul caso O. J. Simpson per citarne solo alcuni ricordiamo i nove Emmy e i due Golden Globe. L’indimenticato stilista sarà interpretato da un somigliantissimo Edgar Ramirez mentre la sorella Donatella sarà interpretata dall’attrice Penelope Cruz irriconoscibile in versione biondo platino, mentre al cantante Ricky Martin è andata la parte del fidanzato di Gianni Versace Antonio D’Amico. Ma a pochi giorni dalla messa in onda del primo episodio la prima reazione irritata è arrivata proprio dall’ex compagno dello stilista che ha giudicato Martin poco credibile nell’impersonarlo, d’altronde lui è un cantante non un attore ha commentato sarcasticamente Antonio D’Amico.

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Dopo aver visto uno scatto sul set che rievoca il momento in cui D’Amico presta i primi soccorsi allo stilista fuori dalla sua villa dove è stato appena ferito a morte da Andrew Cunanan l’ha ritenuta ridicola e grottesca e completamente avulsa da quello realmente accaduto. Anche la famiglia Versace ha diffuso una nota in cui spiega di non essere stata coinvolta o aver autorizzato la serie tv, una fiction tv che è da considerarsi tale, pura finzione. Donatella Versace ha dichiarato che non vedrà la fiction perché anche dopo tanto tempo fa male vedere suo fratello Gianni rappresentato in maniera non veritiera e completamente forviante. Senza il coinvolgimento della famiglia Versace è stato difficile per la costumista Lou Eyrich riprodurre il mood della Miami degli anni novanta e soprattutto gli abiti della maison, la costumista ha iniziato a comprare online abiti vintage della maison, ma per quelli più costosi o introvabili sono state fatte delle copie quasi esatte, nella serie si potrà vedere anche l’ultima sfilata organizzata da Gianni Versace con ben diciassette modelli ricreati fedelmente. Al di là di come sarà ricostruita la vicenda e di come sarà descritto il grande stilista, tutte le persone che amano il mondo della moda non possono perdere l’occasione di rivivere lo stile Versace che ha connotato fortemente gli anni novanta del fashion.

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Se siete nei paraggi del Met come familiarmente viene chiamato il Metropolitan Museum di New York dal dieci maggio al nove ottobre prossimi non potete perdervi la mostra evento che farà molto discutere sul rapporto strettissimo tra la moda e la religione dal titolo evocativo “ Heavenly Bodies: fashion and catholic immagination”. Il curatore della mostra Andrew Bolton non metterà in esposizione solo i capi degli stilisti che si sono ispirati alla tradizione cattolica, ma ha ottenuto dal Vaticano di poter esporre dei paramenti sacri provenienti dalla Cappella Sistina.

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Saranno esposte oltre centocinquanta creazioni di vari stilisti che si sono lasciati ispirare dalla religione come Dolce&Gabbana che immaginano le loro donne vestite come delle madonne mistiche come quelle presenti nelle chiese barocche del sud Italia, oppure come il dissacrante John Galliano che nel duemilauno, l’allora direttore creativo della maison Dior, portò in passerella suore peccaminose con abiti sado-maso.

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Il connubio tra moda e religione nasce in tempi lontani, le prime sono state le sorelle Fontana quando dovettero chiedere il permesso al Vaticano per poter creare nel 1956 l’abito pretino ispirato alla veste talare pensato per la divina Ava Gadner, che non indossò mai perché il film non si fece e “riciclato” dall’attrice Anita Eckberg nel film di Fellini la Dolce Vita. Sarà interessante vedere cosa escogiteranno per i loro outfit le star che parteciperanno al Met Gala che si terrà l’otto maggio prossimo dovendo adattare il loro dress code al tema della mostra.

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Come ben sapete io non mi occupo spesso di moda maschile perché la ritengo più “noiosa” di quella femminile, in fondo per un uomo la massima trasgressione è cambiare il colore della cravatta o quello dei calzini. L’indole maschile è alquanto restia ad accettare cambiamenti di stile, a mettere in gioco le proprie certezze e se qualche temerario ci prova (molti sono gli esempi visti nello street style proprio al Pitti) cadere nel ridicolo è facilissimo, perché gli uomini non sanno adattarsi ai cambiamenti quanto le donne e tantomeno indossarli con il physique du role che richiede un particolare outfit. Ma il Pitti Uomo è senza dubbio l’appuntamento più importante a livello nazionale ed internazionale per le tendenze della moda maschile e di conseguenza una piccola incursione è doverosa. In questa 93esima edizione che si è tenuta, come sempre, nella Fortezza da Basso a Firenze il fil rouge che ha accomunato le 1.244 aziende del settore è stato il cinema, gli stand sono stati allestiti come set cinematografici dove è andato in scena un film inedito: la moda maschile autunno-inverno 2017/2018. Il legame tra moda e cinema è sempre stato fortissimo, basti pensare a Richard Gere in American Gigolò e ai suoi iconici completi griffati Armani che hanno fatto la storia degli anni ottanta e di come hanno influenzato il modo di vestire degli uomini in carriera dell’epoca. Tornando indietro nel tempo ne citerò due per tutti: il trench di Humphrey Bogart nel film Casablanca del ‘46 e il cappello borsalino indossato da Alain Delon nell’omonimo film del ‘70.

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Il trend più visto è stato il ritorno in modo massivo del dolcevita (suggerimento per i futuri regali ai vostri uomini) che ha sostituito la camicia in molte occasioni, da portare sotto le giacche per uno stile più urban, da indossare sotto il gilet per uno stile da moderno dandy. Il bomber in tutte le sue declinazioni continua a fare tendenza per i tessuti il più gettonato è il velluto a coste (sparito da un po’ dalla moda maschile) o dalle trame più leggere per uno stile sporty chic, un colore su tutti vince: il marrone.

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La tappa che non potete perdervi se siete a Firenze è visitare il Gucci Garden Galleria (inaugurato il nove gennaio) progettato dal direttore creativo della maison Alessandro Michele nell’intento di portare il visitatore ad immergersi in un giardino meraviglioso dove esplorare l’archivio storico della maison anche in maniera interattiva e dinamica. Nella sala chiamata “De Rerum Natura” si possono ammirare capi vintage con stampe floreali e la storia della creazione e del creatore (Vittorio Accornero) dell’iconica stampa Gucci Flora che vide la luce nel 1966.

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Al piano terreno ci si può fermare per gustare le prelibatezze create dallo chef stellato, Stefano Bottura che ha aperto una piccola osteria dal nome evocativo: Osteria Gucci, anche il cibo ha bisogno di glamour.

T. Velvet

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