Eutanasia, ’sfida’ tra Camera e Senato per la legge

Clima, Costa: "Sarà decreto, in Cdm il 3 ottobre" - Renzi: "Con Pd era finito l’amore" - Di Maio: "Chiederò 100mila euro a chi lascia M5S" - Lezzi "arrabbiata, ma non tradisco il M5S" - Renzi-Salvini in TV

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Eutanasia, ’sfida’ tra Camera e Senato per la legge

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"Il Senato farà la sua parte. Penso che dovremmo mettere immediatamente all’ordine del giorno questo tema sui vari disegni di legge che giacciono in Commissione e spero che il Parlamento che è il luogo del dibattito, della sintesi anche politica, tenga conto delle tante sensibilità che ci sono su questo tema come su tutti i temi di carattere etico". Lo ha detto la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, in un’intervista a ’Settegiorni’ del direttore di Rai Parlamento, Antonio Preziosi, in relazione al tema del ’fine vita’.

"Il Parlamento si è trovato di fronte ad un argomento molto molto difficile e la Camera non è riuscita a trovare una composizione nel giro di un anno. Il Senato - avendo la Camera finito di lavorare il 31 luglio ed essendoci poi stata la crisi politica - il Senato non ha avuto purtroppo la possibilità di entrare nel merito di queste complesse questioni”.

"La Camera in questi mesi ha fatto un lavoro corposo che non va disperso, penso al confronto e alle oltre 50 audizioni svolte", dice il presidente della Camera, Roberto Fico, in una nota. "L’iter non è stato concluso ma sospeso, proprio in attesa della sentenza della Consulta. Il Parlamento ha il compito di seguire il principio dell’economia dei lavori, e ripartire da capo significherebbe perdere altro tempo. Sono certo che l’obiettivo comune di tutti gli attori istituzionali sia invece quello di non perdere ulteriore tempo".

Le due presidenti delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera, Francesca Businarolo e Marialucia Lorefice, si dicono "pronte a riprendere il grande lavoro istruttorio già avviato sul provvedimento relativo al fine vita ma attendiamo le decisioni dei presidenti delle Camere”. "L’empasse nelle quale ci siamo trovati fino a poco tempo fa a causa del disaccordo all’interno dei gruppi parlamentari può trovare ora un punto di riferimento nella sentenza della Consulta, abbiamo già un consistente numero di audizioni sulle quali riflettere per definire il testo base”.

Clima, Costa: "Sarà decreto, in Cdm il 3 ottobre"

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Chiudere la partita del dl clima nel Cdm della prossima settimana: "secondo me con un po’ di fortuna il tre ottobre ce la facciamo". Lo afferma il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a margine della presentazione del rapporto Anci Conai, che spera di portare ‘a casa’ il provvedimento prima della Cop a Costa Roca.

L’importante è chiudere la partita e "sarà un decreto legge perché l’emergenza climatica ormai la riconosciamo tutti. Se c’è un’emergenza climatica, allora c’è anche un’emergenza legislativa e il decreto legge è un decreto di urgenza, fermo restando che poi il Parlamento lo può arricchire".

Quanto ai nodi da sciogliere, il ministro spiega: "Stiamo chiudendo la quadratura perché incide anche su altri ministeri e su elementi di natura economica".

Il dl dunque "va impostato con la legge di stabilità altrimenti rischia di non avere le coperture ma è una questione solo di tipo tecnicistico e non tecnico-politico". Secondo il ministro "le coperture finanziare ci sono ma è chiaro che vanno rapportate insieme alla stabilità".

Renzi: "Con Pd era finito l’amore"

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"Grazie a Italia Viva il governo è più forte perché ci sono più senatori e deputati che l’appoggiano. Ma Italia Viva punta soprattutto a chi non crede più alla politica. Saremo un partito pieno di millennials, giovani e donne in tutti i ruoli di responsabilità". Lo ha detto Matteo Renzi al Tg1. Quanto all’addio al Pd, "dopo 7 anni di litigi, l’amore era finito - ha osservato Renzi - Meglio volersi bene e lasciarsi andare che continuare a litigare dalla mattina alla sera".

Il senatore ha poi spiegato che "le priorità per Italia Viva sono due: primo, non aumentare le tasse e secondo, un grande piano per i figli con più servizi per le donne, più asili, assegni per figli a carico e congedi parentali anche per i papà".

Renzi ha parlato anche di Salvini: "Rappresenta tutto ciò che significa un avversario politico: ha pensato prima al suo interesse, poi a quello del Paese. E’ l’esatto l’opposto di quello che sono io".

Di Maio: "Chiederò 100mila euro a chi lascia M5S"

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(Giuseppe Greco) - Per i parlamentari che lasciano il gruppo M5S "avvierò tutte le procedure previste e chiederò il risarcimento di 100mila euro ". Lo ha detto Luigi Di Maio a margine dell’assemblea Onu. Le regole M5S prevedono infatti la multa salatissima per i cambi di casacca. "Ne parlerò con il Pd, dobbiamo mettere fine a questo mercato delle vacche, sia i parlamentari che cambiano gruppo che i gruppi che li fanno entrare - ha sottolineato - E’ arrivato il momento di introdurre il vincolo di mandato: se cambi gruppo vai a casa"

Eppure, dopo l’addio di Gelsomina Vono al Senato, passata ad Italia Viva di Matteo Renzi, crescono tra i 5 Stelle voci di nuove uscite. Una imminente a Palazzo Madama, le altre - numericamente più significative - alla Camera, apprende l’Adnkronos. Al Senato possibili addii non dovrebbero minare la tenuta della maggioranza - eventuali passaggi dovrebbero rinforzare le file di Pd e Italia Viva - mentre alla Camera i cambi di casacca potrebbero interessare anche l’opposizione: è qui, infatti, che sarebbero in corso contatti tra delusi grillini e Lega.

"Altri addii tra i parlamentari M5S? No, non è questo il punto - ha detto Di Maio a margine dell’Assemblea Onu - Incontrerò e ascolterò chi critica il Movimento stando dentro, e spero che molti di questi partecipino al bando per il team del futuro e i facilitatori. Quello che è certo è che non faccio finire tutta questa discussione a una guerra di poltrone", ha sottolineato il capo politico del M5S. "Sul vincolo di mandato nel nostro interno, negli anni, ci sono state proposte diverse - ha ricordato - In origine eravamo per l’abolizione del gruppo Misto, poi per il meccanismo del ‘recall’. Ci sono tante proposte sul campo, anche dei costituzionalisti, discutiamone".

La questione accende il dibattito, anche all’interno del M5S. "Contrario al vincolo di mandato" il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. "Le nostre preferenze, come esseri umani, non sono esogene ma sono endogene al dibattito - ha detto a Piazza Pulita su La7 - Noi ci stiamo confrontando, le nostre idee cambiano e se io dovessi attenermi a un mandato venuto da fuori, non potrei interagire". A Luigi Di Maio glielo ha detto? "Certo, Di Maio lo sa".

"No al vincolo di mandato" anche dalla senatrice del M5S Elena Fattori. "L’assenza del vincolo di mandato in Costituzione è stato pensato dai nostri padri costituenti dopo il fascismo. E’ una tutela - sottolinea su Facebook - a garanzia della libertà dei rappresentanti eletti del popolo a non adeguarsi a eventuali imposizioni ignobili da parte dei capi partito".

Lezzi "arrabbiata, ma non tradisco il M5S"

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"Continuare per sempre la pratica del migliorare se stesso senza mai rinunciare alle proprie motivazioni, idee, aspettative. Da madre, questo vorrei trasmettere a mio figlio. E dal Movimento 5 Stelle mi aspetto lo stesso impegno. Lavoro per questo, ci sono da oltre dieci anni e ci sarò per sempre". Così scrive sulla sua pagina Facebook l’ex ministro per il Sud Barbara Lezzi, senatrice del M5S.

La pentastellata si dice però "arrabbiata perché non abbiamo più il ministero per il Sud? Per questo parlo? Certo, anche per questo. E lo rivendico a testa alta - rimarca l’esponente grillina - perché abbiamo lavorato in questi mesi quasi senza soldi. Perché ora arriva la nuova programmazione dei fondi e noi abbiamo abdicato alla responsabilità del cambiamento per ben otto regioni e le abbiamo riconsegnate a coloro che i cittadini avevano mandato a casa".

"Sono arrabbiatissima - insiste Lezzi - perché i miei conterranei mi dicono: vi abbiamo dato il voto e ci avete ridato i soliti personaggi. Ma mai e poi mai trovo nella mia delusione la motivazione del tradimento. Chi oggi è andato a ingrossare le fila del gruppo di Renzi lo fa con i nostri voti, con la fiducia conquistata dal nostro lavoro e dalla nostra severa opposizione al governo della scorsa legislatura. Di tutti a tutti i livelli. Se le ragioni del malcontento sono tali da rendere difficoltoso restare nel Movimento, armi e bagagli e te ne torni a casa per conquistarti la fiducia dei cittadini. E basta".
"Il Movimento, però, non rinunci a migliorare se stesso. Emargini l’irriconoscenza e la saccenteria. Torni a credere ed a ascoltare chi non si è intimorito del dileggio, chi ha ignorato le macchine del fango mediatiche, chi ha sempre e solo rivendicato il benessere dei cittadini e il rispetto delle loro scelte. Chi non si è mai vergognato di lavorare sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle", conclude la senatrice del M5S.

Renzi-Salvini, confronto tv il 15 ottobre

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La redazione di ’Porta a Porta’ comunica che il confronto tra Matteo Renzi e Matteo Salvini avverrà martedì 15 ottobre 2019, in seconda serata su Rai1, al termine della partita Italia–Liechtenstein, gara valevole per la qualificazione al Campionato Europeo di calcio 2020. Lo comunica la Rai.

Redazione

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